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Criptovalute: la SEC dice no agli ETF Bitcoin a leva

Criptovalute: la SEC dice no agli ETF Bitcoin a leva

La Securities and Exchange Commission ha detto no ai fondi bitcoin con leva finanziaria. La massima Autorità di Borsa americana ha bocciato la richiesta di alcuni gestori patrimoniali di poter negoziare in Borsa strumenti con un’esposizione al rischio più elevata rispetto a quella che già presentano le criptovalute. La motivazione della SEC risiede proprio nel voler limitare la circolazione a contratti che non utilizzano la leva, come ha fatto per l’ETF ProShares Bitcoin Strategy, evitando quindi di mettere l’investitore nella condizione di subire frodi, manipolazioni o altri rischi.

 

ETF Bitcoin a leva: le proposte dei gestori

I gestori patrimoniali vogliono sfruttare il grande entusiasmo che in questo momento c’è intorno alle criptovalute, soprattutto dopo il lancio del primo ETF su Bitcoin negli Stati Uniti. Il fondo è riuscito a raccogliere 1 miliardo di dollari nei primi 2 giorni di contrattazione, come mai aveva fatto qualsiasi altro ETF. 

Su questa scia è stato Valkyrie Investments il primo a far richiesta martedì 26 ottobre alla SEC di quotare un derivato Bitcoin utilizzando la leva di 1,25. La risposta da parte dell’ente di regolamentazione statunitense non si è fatta attendere: no secco. Poche ore dopo Direxion ha presentato un ETF che permetteva ai trader di puntare contro i contratti futures Bitcoin dell’ETF ProShares. La SEC ha 75 giorni di tempo per esaminare le richieste, dopodiché vale il silenzio assenso se non si esprime. Una volta che il prodotto però è sul mercato l’Authority può chiedere al gestore di ritirare il fondo, sebbene non sussista alcun obbligo per quest’ultimo.

Diverso sembra essere il caso dell’ETF Bitcoin Strategy proposto da VanEck che dà la possibilità di aumentare l’esposizione ai futures Bitcoin fino al 125%. Rispetto a Valkyrie non c’è il mantenimento di una leva costante. La presa di posizione però della Security and Exchange Commission appare molto chiara: questi prodotti non sono adatti a investitori inesperti, dal momento che già mettono spesso in crisi quelli professionali. L’esperienza che si è avuta con i derivati sulle materie prime, in particolar modo riguardo il petrolio, durante la tempesta finanziaria scatenata dal Covid è ancora nella memoria di tutti. 

Per questo l’organismo regolamentare vorrebbe scongiurare il ripetersi di un simile scenario. Il Presidente Gary Gensler si è espresso in maniera rigorosa sull’argomento all’inizio del mese di ottobre ribadendo che alcuni prodotti possono comportare rischi a livello sistemico, quando i mercati sperimentano volatilità eccessiva e condizioni di stress.

 

ETF Bitcoin a leva: cosa pensano gli analisti

Alcuni analisti nutrono molti dubbi già sul fatto che il mercato dei futures Bitcoin sia abbastanza ampio da poter contenere molti fondi. ProShares ha in mano il 20% dei contratti di ottobre e più del 30% di quelli di novembre. Ciò costituisce un bersaglio facile per chi volesse speculare, creando ulteriore oscillazione nelle quotazioni. Questo è stato uno dei motivi per cui uno dei maggiori emittenti di ETF negli Stati Uniti, Invesco Ltd., ritarderà il lancio del suo derivato su Bitcoin. 

Ben Johnson, analista di Moningstar, ritiene che la SEC manterrà una posizione ferma, perché già in passato ha approvato strumenti per cui adesso sta pentendosene. E questi prodotti su Bitcoin, a suo giudizio, stanno ricevendo molta attenzione per tutte le ragioni sbagliate.

 

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