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Criptovalute: per Bob Diamond avranno ruolo importante nella finanza

Criptovalute: per Bob Diamond avranno un ruolo importante nella finanza

Uno dei grandi dibattiti che attraversa il mondo delle criptovalute in questo momento riguarda il destino che tutta l’industria avrà negli anni avvenire, dopo il terremoto destabilizzante del 2022. Alcuni pensano che con una regolamentazione in arrivo, ormai improcrastinabile dopo tutto quello che è successo lo scorso anno, molte cose saranno destinate a cambiare, a partire da una minore volatilità delle valute digitali. Questo potrebbe anche essere un viatico importante per la rinascita di un settore visibilmente provato e che necessita di nuova fiducia negli investitori per rimettersi in sesto.

I più pessimisti ritengono che le criptovalute abbiano rappresentato la bolla perfetta che, una volta scoppiata, decreterà la fine di tutto. Non è facile immaginare un mondo senza le monete virtuali, visto che in questi anni i temi sul loro futuro si sono arricchiti di grandi premesse o promesse. Tuttavia, è sempre bene fare i conti con la realtà, qualunque essa sia. I detrattori, che non hanno mai creduto nella crittografia, hanno sempre considerato i token digitali come totalmente privi di valore intrinseco. Quantomeno un fondo di verità bisogna riconoscerglielo. Gli investitori si stanno sempre più allontanando, prendendo coscienza del fatto che diventare ricchi in poco tempo sia ormai un sogno infranto. Ad oggi, quindi, si fa fatica a individuare quali possano essere i mover in grado scuotere nuovamente il settore e rilanciarlo con la stessa verve di qualche anno fa.

 

Criptovalute: ecco perché rinasceranno

A infondere un po’ di ottimismo ci pensa Bob Diamond, co-fondatore e Amministratore Delegato del gruppo di private equity Atlas Merchant Capital, che ha investito nel 2021 in Circle, società che gestisce la seconda più grande stablecoin del mondo. L’ex CEO di Barclays ha detto che “le valute digitali avranno un posto molto importante nella finanza”. Questa dichiarazione arriva dopo che Diamond ha mandato all’aria i piani di quotare in Borsa Circle, per effetto di una scarsa domanda degli investitori dopo un anno da incubo per il mercato delle criptovalute. “Non penso che come industria butteremo via il bambino con l’acqua sporca. Mi sento frustrato dalle persone che dicono inverno cripto. È tutto buono, è tutto cattivo. Dobbiamo fare un lavoro migliore. Ci sono indiscutibilmente settori, come la tecnologia in fase di sviluppo per le stablecoin, che hanno un futuro molto forte”. ha spiegato il banchiere.

Proprio soffermandosi sulle stablecoin, Diamond ha rivendicato il potere di resistenza, anche se i responsabili politici credono in questo momento che la soluzione migliore per la stabilità del sistema finanziario sia una valuta digitale emessa dalle Banche centrali. “Non riesco a pensare che in futuro una versione digitale del dollaro per uso istituzionale e aziendale non accadrà e sarà molto più efficiente”, ha aggiunto Diamond. Tuttavia, ha precisato che una stablecoin governativa potrebbe essere ideale per un Paese come la Cina, mentre per l’Occidente la scelta più azzeccata potrebbe venire dal settore privato, sotto una forte supervisione normativa.

 

Bob Diamond: urge una regolamentazione

Bob Diamond è convinto che una regolamentazione sia necessaria e che la debacle del 2022 potrebbe figurare come un catalizzatore per mettere in campo una normativa sulle criptovalute e uno sviluppo nelle varie aree del mondo crittografico come le stablecoin e la tecnologia blockchain. “Dopo il crollo di FTX, le persone cominciano a diventare consapevoli della differenza tra onshore e offshore”, ha precisato mettendo in luce il fatto che aziende come Circle, che operano all’interno del perimetro normativo USA, potrebbero essere avvantaggiate da una regolamentazione. “Penso che Circle abbia dimostrato attraverso la gestione delle sue riserve, la loro apertura nel rivelare ciò che detengono, la loro partnership strategica con BlackRock per gestire le riserve in futuro e il rimborso coerente, che un dollaro è un dollaro in termini di portafoglio”, ha concluso Diamond.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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