Criptovalute: scudo fiscale in manovra di bilancio, lo scenario tecnico del Bitcoin - Borsa&Finanza

Criptovalute: scudo fiscale in manovra di bilancio, lo scenario tecnico del Bitcoin

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Il fisco pensa anche alle criptovalute ma in molti non lo sanno o fanno orecchie da mercante. E così il governo sceglie una sorta di ravvedimento operoso per far emergere i guadagni – per chi è riuscito a realizzarne – portati a casa negli ultimi anni dagli investitori in criptovalute, L’articolo 33 della manovra di bilancio 2023 del governo guidato da Giorgia Meloni è dedicato alla “Regolarizzazione delle cripto-attività”. Con l’obiettivo di far emergere sia le attività che i redditi derivanti dalle valute digitali non inseriti nella dichiarazione dei redditi 2022 (anno fiscale terminato il 31 dicembre 2021), il provvedimento prevede una tassazione al 3,5% del valore più lo 0,5%  titolo sanzionatorio. Il governo ha scelto anche di modificare la voce di riferimento per il trattamento fiscale delle criptovalute, un’ulteriore testimonianza della difficoltà di interpretazione del ruolo e delle caratteristiche di questa asset class. In precedenza qualificate come “valuta estera” ora le valute digitali entreranno a far parte dei “redditi diversi”.

 

Tra le criptovalute il Bitcoin cerca la reazione, l’analisi

La principale delle valute digitali, il Bitcoin, sembra essere impostata al rialzo nel breve termine nonostante la performance leggermente negativa registrata nella seduta di venerdì. Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 17.108, per poi invertire drasticamente la rotta fino a raggiungere un minimo a quota 16.791 (complici, paradossalmente, i buoni dati sul mercato del lavoro statunitense) e recuperare solo sul finale stabilizzandosi nell’intorno dei 16.950 dollari. Tale movimento ha permesso alla criptovaluta di creare un pattern di analisi candlestick denominato “Doji”, indicante una generalizzata indecisione da parte degli operatori. In assoluta coerenza con l’andamento laterale che le quotazioni stanno manifestando dalla metà di novembre.

In realtà tale congestione si è sempre mantenuta al di sopra del supporto in area 15.600 e pertanto potrebbe essere, a ragion veduta, interpretata come una lunga fase di accumulazione. A cui si aggiunge che mercoledì scorso è stata superata al rialzo la media mobile a 25 daily e in queste ultime giornate si sta verificando il fisiologico pullback. In pratica, sebbene non sia un buon momento per questa titpologia di asset, ci sono spiragli per vedere il bicchiere mezzo pieno.

L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sotto sia dell’indicatore Supertrend che dell’indicatore Parabolic Sar. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 47. Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 17.320 con target nell’intorno dei 18.030 dollari, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 16.670 con obiettivo molto vicino al livello 16.000.

 


L’andamento di breve termine del BITCOIN

AUTORE

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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