Ronaldo investe in Perplexity: l’assist all’AI che sta riscrivendo la ricerca online

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Cristiano Ronaldo entra nel mercato dell’intelligenza artificiale. Il calciatore portoghese è diventato azionista di Perplexity, la società californiana che sta sviluppando un motore di ricerca basato su AI conversazionale. L’operazione arriva in una fase di espansione accelerata per la startup, impegnata a costruire un’alternativa competitiva a ChatGPT mentre lancia prodotti personalizzati e affronta i primi contenziosi sul copyright applicato ai modelli generativi, non solo all’estero ma anche in Italia.

 

In questo articolo:

 

  • Perplexity si prende Ronaldo e rafforza il fronte internazionale
  • L’ascesa globale di Perplexity
  • Lo scontro con Mediaset e il nodo copyright

 

Perplexity si prende Ronaldo e rafforza il fronte internazionale

L’annuncio è arrivato dai canali social del calciatore, che su X ha presentato l’ingresso nel capitale della startup collegandolo al proprio metodo di lavoro: interrogarsi di continuo per migliorare la performance. Perplexity ha chiarito che Ronaldo utilizza la piattaforma già da tempo per preparare discorsi e interventi pubblici, incluso il discorso per il Prestige Globe Award dello scorso ottobre, e per aggiornarsi su tecniche di recupero e ottimizzazione fisica.

Elemento centrale dell’accordo è anche il lancio di “Perplexity x CR7”, un hub dedicato a più di due decenni di carriera professionistica. Il progetto offre un’esperienza interattiva che permette di esplorare immagini rare, consultare domande curate, rivedere i momenti più iconici della carriera e approfondire le storie dietro ai gol più celebri. Perplexity prevede di espandere progressivamente lo spazio con nuovi contenuti, esperienze dedicate e merchandising esclusivo, strutturandolo come una piattaforma in continua evoluzione.

Una collaborazione che offre alla startup l’occasione di sfruttare l’esposizione globale del calciatore, che vanta oltre 650 milioni di follower, per rafforzare la presenza nei mercati dove l’adozione dell’AI corre più veloce, dall’America Latina al Medio Oriente fino all’Asia.

 

L’ascesa globale di Perplexity

Fondata nel 2022 da Aravind Srinivas insieme a Denis Yarats, Johnny Ho e Andy Konwinski, Perplexity nasce come risposta alla rigidità dei motori di ricerca tradizionali. L’obiettivo della startup è quello trasformare la consultazione online da un elenco di link a un sistema conversazionale basato su risposte contestualizzate e corredate da fonti. Perplexity ha costruito la propria reputazione sulla trasparenza dei processi, sulla chiarezza delle citazioni e sull’assenza di meccanismi oscuri di ranking. Una visione che ha convinto investitori e partner globali: da unicorno nel 2024 con una valutazione di 1 miliardo, Perplexity è passata prima a 14 miliardi e, nell’estate 2025, ha raggiunto quota 18 miliardi grazie a un nuovo round da 100 milioni. Un ruolo decisivo è arrivato dall’accordo con Bharti Airtel, che offre accesso gratuito a Perplexity Pro a oltre 360 milioni di utenti indiani. Una mossa che ha ampliato drasticamente la base globale della piattaforma, rendendola una delle realtà AI a crescita più rapida della storia recente.

 

Lo scontro con Mediaset e il nodo copyright

La crescita repentina non ha evitato alla società americana dai primi attriti regolatori. Dopo i casi sollevati da BBC e New York Times, il contenzioso arriva anche in Italia: Reti Televisive Italiane e Medusa Film hanno avviato un’azione civile al Tribunale di Roma accusando Perplexity di aver utilizzato contenuti audiovisivi e cinematografici per l’addestramento dei modelli senza averne l’autorizzazione. Secondo le due società del gruppo MFE, il materiale sarebbe stato impiegato “senza permesso e su larga scala” attraverso tecniche di web scraping o tramite il recupero di contenuti già disponibili online. La causa chiede un risarcimento danni e la cancellazione dei materiali contestati. Si tratta, per stessa ammissione di Mediaset, della prima iniziativa giudiziaria in Italia focalizzata sulle violazioni del diritto d’autore nell’uso dell’intelligenza artificiale. La vicenda apre un fronte destinato a diventare centrale nel dibattito europeo, ovvero fino a che punto è possibile utilizzare contenuti protetti per addestrare modelli generativi e quali tutele spettano ai detentori dei diritti. 

Ad ogni modo, l’ingresso di Ronaldo offre a Perplexity una leva immediata di visibilità e distribuzione nei mercati più dinamici. Un tassello che arriva mentre l’AI conversazionale ridisegna l’accesso all’informazione e apre una nuova fase nella competizione tra piattaforme. La domanda ora è: chi vincerà?

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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