Dax Future: Bundesbank taglia stime di crescita, cosa fare

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La ripresa economica non si è ancora concretizzata. L’economia tedesca non è solo alle prese con persistenti venti contrari, ma anche con problemi strutturali. A dirlo è Joachim Nagel, presidente della Deutsche Bundesbank, in occasione della presentazione delle previsioni di dicembre sulla Germania.

La crisi, ha spiegato il numero uno della Banca centrale tedesca, si ripercuote in particolare sul settore industriale, sulle esportazioni e sugli investimenti. Anche il mercato del lavoro sta reagendo in modo evidente alla prolungata debolezza dell’attività economica, ha aggiunto il banchiere, sottolineando che ciò sta pesando sui consumi privati. A differenza di quanto previsto in precedenza, non sta agendo come un motore della ripresa economica.

Il prodotto interno lordo della Germania è quindi destinato a ristagnare nel semestre invernale in corso, iniziando a recuperare lentamente nel corso del 2025. Le previsioni di dicembre della Bundesbank per la Germania prevedono un calo dello 0,2% del pil reale e solo una leggera crescita dello 0,2% l’anno prossimo. Nel 2026 e 2027, invece, l’economia tedesca registrerà una crescita leggermente superiore, rispettivamente dello 0,8% e dello 0,9%.

Gli esperti della Bundesbank prevedono solo una graduale ripresa delle esportazioni e ipotizzano che, dopo un ulteriore ritardo, anche gli investimenti delle imprese torneranno a crescere. Anche se i consumi privati sono destinati a salire, non sono più così dinamici come ci si aspettava in precedenza, ha spiegato Nagel.

A causa del temporaneo raffreddamento del mercato del lavoro e del calo dei salari, la spesa per i consumi è destinata ad aumentare inizialmente solo in modo marginale. Nel complesso, le prospettive di crescita sono state riviste nettamente al ribasso per l’intero orizzonte di previsione rispetto alle previsioni di giugno.

Nonostante la debolezza dell’attività economica, il tasso d’inflazione misurato dall’indice armonizzato dei prezzi al consumo subirà solo un leggero calo nel 2025, passando da una media annua del 2,5% al 2,4%. Ciò è dovuto al temporaneo aumento dei prezzi dei generi alimentari e alla lenta riduzione delle pressioni sui prezzi dei servizi. A partire dal 2026, tuttavia, la Bundesbank prevede che il tasso di inflazione in Germania torni gradualmente al 2%, ha dichiarato Nagel. Questo grazie a due fattori in particolare: il precedente inasprimento della politica monetaria e la diminuzione delle pressioni sui prezzi del costo del lavoro.

 

Future Dax: quotazioni in ribasso verso il supporto sul livello 20.000

Quotato sul mercato Eurex, il Future Dax sembra essere impostato al ribasso nel breve termine, nonostante la performance leggermente positiva registrata nella seduta di ieri. Dopo un’apertura al di sotto della chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 20.343, per poi invertire drasticamente la rotta fino a chiudere sul finale a quota 20.261 (ore 17.45).

Dopo un’ampia fase di congestione tra i livelli 19.000 e 19.500 verificatasi nel corso del mese di novembre, il derivato tedesco ha effettuato il breakout della soglia superiore della lateralità muovendosi al rialzo con un repentino rally che ha permesso alle quotazioni di registrare un massimo storico a quota 20.545 (13 dicembre). Per la precisione, un doppio massimo se si considera anche quello precedente a 20.505 del 9 dicembre.

Trattandosi di un evidente segnale di inversione, da quel momento i corsi hanno iniziato un lieve ritracciamento, dovuto probabilmente a fisiologiche prese di beneficio, che però potrebbe estendersi ulteriormente dato che il mercato sta correndo troppo e da troppo tempo. Per l’immediato futuro, quindi, è lecito attendersi ancora negatività con i prezzi che potrebbero ritornare presto in prossimità della soglia psicologica dei 20.000 punti, primo supporto individuabile.

A riprova del ribasso in corso, la presenza di un pattern di analisi candlestck formatosi proprio ieri sul grafico daily e assimilabile al “Gravestone Doji”, indicante la volontà degli operatori di continuare a vendere il Future.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 20.343 con target nell’intorno dei 20.545 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 20.195 con obiettivo molto vicino al livello 20.000. L’impostazione algoritmica, comunque, vede le quotazioni stazionare ancora al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati rialzisti a fine novembre. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 64.


L’andamento di breve termine del Future DAX

Immagine di Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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