De' Longhi: dimissioni Ceo non piacciono a mercato, cosa fare con azioni?

De’ Longhi: dimissioni Ceo non piacciono a mercato, cosa fare con azioni?

De' Longhi: dimissioni Ceo non piacciono a mercato, cosa fare con azioni?

La scorsa settimana De’ Longhi ha annunciato a sorpresa le dimissioni dal 31 agosto dell’ad, Massimo Garavaglia, nel gruppo da maggio 2020, per motivi personali. Il presidente, Giuseppe De’ Longhi, e il vice presidente Fabio De’ Longhi (ex ceo), sono attualmente titolari dei medesimi poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione attribuiti all’amministratore delegato in caso di sua assenza o impossibilità. Garavaglia possiede 23.800 azioni del gruppo, pari allo 0,02% del capitale sociale.

La scelta del nuovo ceo dovrebbe ricadere su una figura esterna. In attesa dell’individuazione del successore, presidente e vice presidente, ha assicurato la società, continueranno a fare affidamento sul contributo dell’attuale top management per dare continuità all’attuazione del piano strategico del gruppo. Ma la notizia per alcuni analisti è inattesa e negativa visto il track record di successo sia per il business sia per l’M&A che ha caratterizzato l’esperienza di Garavaglia fin dal suo arrivo in De’ Longhi. Ad eccezione del ceo, il management attuale è rimasto sostanzialmente lo stesso di quando era in carica Fabio De’ Longhi che rappresenterà una garanzia di continuità e gestione lineare fino alla scelta di un nuovo profilo. La scelta del nuovo ad dovrebbe ricadere su una figura esterna.

L’ufficio studi di Intesa Sanpaolo: non sappiamo se le sue dimissioni siano una vera perdita per De’ Longhi. La notizia “ci ha sorpreso”, hanno commentato gli analisti di Mediobanca Securities (rating neutral e target price a 26,20 euro confermati sull’azione), “visto che Garavaglia era stato nominato amministratore delegato solo due anni fa”. Più critici gli analisti dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo (rating buy e target price a 32,2 euro): “Garavaglia è entrato a far parte dell’azienda quando la società stava godendo di tutti i possibili venti favorevoli del mercato e si è dimesso quando il contesto sembra diventare molto più difficile. Quindi, non sappiamo se le sue dimissioni siano una vera perdita per De’ Longhi: il risultato maggiore di Garavaglia è stata l’acquisizione di Capital Brands, a pochi mesi dalla sua nomina”.

Un management interno di grande esperienza sarebbe una soluzione interessante per il dopo Garavaglia. Detto questo, “non ci aspettiamo interruzioni significative sull’implementazione della strategia, dal momento che Fabio e Giuseppe De’ Longhi hanno continuato a essere coinvolti nella gestione dell’attività, anche dopo la nomina di Garavaglia. In questa fase vediamo le stesse possibilità di nominare un nuovo ceo dall’interno dell’azienda come dall’esterno, ma pensiamo che una gestione interna di grande esperienza possa rappresentare una possibile soluzione interessante”, hanno suggerito gli analisti di Intesa Sanpaolo.

Rating De’ Longhi tagliato a hold, l’azione esce dal portafoglio small cap di Equita Sim. Vendite sul titolo drenate anche dal downgrade di Equita Sim. Infatti, a dispetto di una valutazione compressa (multiplo prezzo/utile adjusted 2022 ex cash di 11/12 volte contro una media storica di 17 volte) e di un buon posizionamento, gli analisti di Equita Sim hanno tagliato il rating sull’azione De’ Longhi da buy a hold e il target price a 26 euro (multiplo implicito p/e 2022 adjusted ex cash di 15 volte) e fatto uscire l’azione dal portafoglio small cap raccomandato.

 

De Longhi: quotazioni scendono senza sosta, nessun segnale di inversione

Il titolo De Longhi è decisamente impostato al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance negativa registrata nella seduta di ieri (-0,8%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista per poi mantenersi tutto il resto della giornata all’interno di uno stretto trading range compreso tra i livelli 18,52 e 18,85. La notizia dell’abbandono dell’ad non è piaciuta al mercato, sia perché improvvisa sia perché senza un vero motivo. Sono situazioni che non piacciono agli operatori e analisti finanziari.

E se questo motiva la recente discesa dell’azione in Borsa, non riesce comunque a spiegare perché i corsi perdano ininterrottamente da inizio anno senza mai alcun rimbalzo degno di nota. Una trendline discendente da manuale che non lascia intravedere al momento alcun segnale di inversione. Pertanto, meglio astenersi dall’operatività e non rischiare un inutile long. Un trader vincente è soprattutto prudente, non dovrebbe ragionare pensando che se il titolo è sceso tanto allora prima o poi risale. E’ proprio questo “prima o poi”, spesso più “poi” che “prima”, che trasforma molti scalper in cassettisti, facendogli perdere denaro. Mai anticipare il mercato.

L’impostazione grafica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono ribassisti da inizio giugno. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 34.


L’andamento di breve termine del titolo DE’ LONGHI

AUTORE

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.