Deepseek ha fatto tremare i giganti tecnologici statunitensi impegnati nello sviluppo dell’intelligenza artificiale e le conseguenze si sono riverberate su tutti i mercati azionari mondiali. Gli analisti di Vontobel hanno approfondito quanto accaduto e le possibile conseguenze nella loro newsletter settimanale Weekly Note (Clicca QUI per iscriverti).
Davide contro Golia. Si potrebbe riassumere così lo scontro che si è ufficialmente aperto nel mondo dell’intelligenza artificiale. E a tremare questa volta sono i big di Wall Street. Deepseek ha scompaginato le prospettive delle aziende tecnologiche americane e con esse quelle degli investitori. Con un budget a disposizione particolarmente ridotto, la promettente startup cinese fondata nel 2023 da Liang Wenfeng è riuscita a sviluppare un modello di AI caratterizzato da bassissimi costi di training, dall’uso di poche GPU e senza la necessità di utilizzare costosissimi data center.
In pochi giorni l’intelligenza artificiale di Deepseek è esplosa in termini di popolarità, con la sua app che è risultata la più scaricata negli appstore in America e Cina. Proprio questo ha fatto tremare gli investitori: se il mercato punta su una soluzione meno costosa, i ricavi prospettici delle Big tech potrebbero vacillare. Da qui i crolli di Borsa delle varie Nvidia e Broadcom, ritenute finora attori capaci di accaparrarsi senza difficoltà le alte marginalità che sino a questo momento hanno caratterizzato il loro business.
Vi sono tuttavia alcuni rilievi da fare. Se è vero come è vero che lo sbarco di Deepseek, così come di altre soluzioni nel corso dei prossimi mesi, allarga l’arena competitiva dei giganti tecnologici americani, è altresì vero che finora l’app cinese non ha alzato la frontiera dei modelli AI ma ha reso i modelli esistenti più economici. Il calo dei costi e i guadagni di efficienza sono peraltro variabili che nel medio-lungo termine potrebbero favorire l’allargamento della base di aziende e persone interessate a investire sull’intelligenza artificiale, ampliando così la base della domanda. Il gioco potrebbe dunque essere cambiato ma non per questo i nuovi paradigmi sono destinati ad avere vincitori e vinti.









