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DEF: cos’è e come funziona il Documento di Economia e Finanza

DEF: cos'è e come funziona il Documento di Economia e Finanza

Il Documento di Economia e Finanza (DEF) è estremamente importante nella politica di programmazione di un Governo, in quanto traccia quelle che sono le linee guida dei principali provvedimenti di spesa che poi dovranno essere presi. L’introduzione in Italia è avvenuta con la riforma della legge di contabilità n.362 del 1988 e prendeva il nome di Documento di Programmazione Economico-Finanziaria (DPEF). Con la legge n.196 del 2009 vi è stata una modifica in Decisione di Finanza Pubblica (DFP) e con la legge n.39 del 2011 si è arrivati al DEF adeguando la tempistica e i contenuti al modello di governance economica dell’Unione Europea. L’atto segue un iter ben preciso, che richiede una serie di consensi e approvazioni. Vediamo quindi nei dettagli in cosa consiste il documento, da cosa è composto e quali sono le tappe principali che lo riguardano.

 

DEF: definizione e caratteristiche

Il DEF è un documento di programmazione finanziaria elaborato dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, con cui ogni anno si impegna l’Esecutivo a presentare una legge di bilancio. Il documento si compone di tre parti. La prima riguarda il Programma di Stabilità, che descrive il contesto a livello macroeconomico in cui si trova il Paese, quali sono gli obiettivi di finanza pubblica che si intendono perseguire per gli anni successivi e le strategie da mettere in campo per poterle attuare. La seconda parte si riferisce alle analisi e alle tendenze di finanza pubblica, ove sono indicati i risultati e le previsioni dei principali settori di spesa della Pubblica Amministrazione, nonché la programmazione delle risorse sul territorio. La terza parte concerne il Programma Nazionale di Riforma, che contiene l’aggiornamento delle strategie di riforma in funzione del quadro economico del Paese.

 

Road map

Il DEF deve essere trasmesso dal Governo al Parlamento per l’approvazione entro il 10 aprile di ogni anno. Questa avviene con una risoluzione che impegna l’Esecutivo a presentare poi la legge di bilancio. Entro il 30 aprile una parte del DEF viene inviata alla Commissione Europea e all’Unione Europea, che valutano il contenuto e attuano eventualmente delle raccomandazioni. Queste vengono integrate dalla Nota di Aggiornamento al DEF (NADEF) che è approvata dalle Camere entro il 27 settembre di ogni anno.

Nel DEF e nella NADEF sono indicate le stime sugli indicatori macroeconomici e di finanza pubblica, che vengono raggruppate in due sezioni denominate quadri. La prima è quella tendenziale, che analizza la situazione dopo aver effettuato tutte le manovre di finanza pubblica. La seconda è quella programmatica, dove sono presenti gli effetti degli interventi della legge di bilancio.

 

DEF: quanto è importante

La formazione del bilancio di previsione dello Stato richiede alcuni passaggi importanti, tra i quali il DEF occupa un ruolo di primo piano. In realtà, il documento è la base su cui si costruisce poi la legge finanziaria, in armonia con l’andamento tendenziale delle entrate e delle spese pubbliche e di quanto è stato deciso e fatto in passato. In tale contesto, il DEF deve anche armonizzarsi con la politica economica europea, allineandosi ai principi legislativi, amministrativi e fiscali della Regione.

In particolare, il testo si colloca nel semestre europeo, dove l’UE coordina le politiche economiche e di bilancio dei Paesi membri del blocco. Il semestre è stato istituito nel 2010, quando ha preso corpo la decisione di mettere insieme gli obiettivi nazionali delle politiche relative alla crescita, all’occupazione e agli aspetti sociali che svolgono sempre un ruolo di rilevanza primaria.

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