DEPI: cos’è il Depreciation Index

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Il DEPI è l’acronimo di Depreciation Index e fornisce una misura puntale dell’ammortamento attuato dall’azienda. Come vedremo, questo può avere un significato importante nel modus operandi di una società, ma ha una certa rilevanza nell’ambito della manipolazione dei dati come suggerito dal modello M-score di Messod D. Beneish. Di seguito vedremo cos’è e come si calcola il DEPI, quali segnali invia e le sue implicazioni nell’M-score.

 

DEPI: cos’è e come si calcola

Il DEPI è l’evoluzione delle spese di ammortamento nel tempo. L’ammortamento rappresenta l’imputazione contabile di una spesa sulla base della vita utile di un bene aziendale. Se ad esempio una società acquista un computer della durata stimata di 5 anni, il costo viene ripartito in percentuale nei cinque esercizi successivi a un tasso funzionale all’utilizzo del bene. Quindi, un PC che viene sfruttato per gran parte nel primo anno, potrebbe avere un tasso di ammortamento maggiore all’inizio rispetto agli altri anni (ammortamento accelerato). Mentre un altro bene che entrerà maggiormente in funzione ad esempio nel terzo anno, potrebbe essere ammortizzato a un tasso più basso nei primi due anni, per crescere successivamente. Il calcolo del DEPI consiste nel rapportare il tasso di ammortamento delle immobilizzazioni dell’anno precedente rispetto a quello relativo all’anno in corso. Quindi, assumendo t come il tempo espresso in termini annuali, la formula è la seguente:

 

DEPI = tasso di ammortamento t-1 / tasso di ammortamento t

 

DEPI: il significato nei numeri

L’evoluzione dell’ammortamento dà alcune indicazioni sul bilancio aziendale. Un DEPI maggiore di 1 comporta che il tasso di ammortamento effettivo dell’azienda è salito anno su anno e ciò riduce l’utile netto. L’aspetto che va considerato è il fatto di non avere in tal caso la misura effettiva della capacità dell’azienda di produrre reddito, in quanto condizionata da poste contabili che non corrispondono a valori monetari.

A volte subentrano anche aspetti fiscali che portano a una crescita del tasso di ammortamento nel tempo. Sostanzialmente, più questo è elevato, minore è il reddito netto, meno tasse paga una società. Se il DEPI è minore di 1, vuol dire che il tasso di ammortamento è sceso e gli utili netti alla fine risultano superiori. Se da un lato ciò allontana il sospetto di manovre di natura fiscale per pagare meno tasse, da un altro lato accende una spia in merito al voler fare apparire agli occhi di analisti e investitori un reddito netto superiore di quello che effettivamente è.

 

L’M-score

Il DEPI è uno degli otto indici che fanno parte del modello matematico M-score realizzato dal professore di contabilità presso la Kelley School of Business dell’Università dell’Indiana, Messod D. Beneish. Tale modello è stato progettato per rilevare la probabilità di earnings management, ossia la manipolazione dei dati di bilancio e le frodi contabili.

Un segnale di allarme è rilevato qualora il DEPI dovesse essere maggiore di 1, perché potrebbe significare che un’azienda sta manipolando i dati per gonfiare l’utile netto e far sembrare una realtà migliore di quella effettiva sul suo stato di salute. In altri termini, l’azienda aumenta la stima della vita utile delle sue attività, rallentando il riconoscimento delle spese per nascondere uno stato di difficoltà e migliorare di conseguenza l’aspetto dei guadagni.

Immagine di Redazione

Redazione

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