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Dichiarazione dei redditi 2023 persone fisiche: ecco il calendario fiscale

Dichiarazione dei redditi 2023 persone fisiche: ecco il calendario fiscale

 

Siamo già a metà aprile e talune delle scadenze più importanti per le famiglie cominciano ad avvicinarsi. A ricordarle, magari, sarà stata la Certificazione Unica dei redditi di lavoro dipendente ed assimilati che puntualmente hanno ricevuto, entro il 16 marzo u.s., i lavoratori dipendenti ed i pensionati. Vediamo, pertanto, quali sono le date da non dimenticare relative alla Dichiarazione dei Redditi delle persone fisiche, non titolari di Partita Iva.

 

Dichiarazione dei Redditi “precompilata”

Dal 2 maggio p.v.

(la scadenza canonica sarebbe quella del 30 aprile ma, cadendo di domenica, slitta al primo giorno feriale successivo, salvo variazioni dell’ultima ora) i contribuenti persone fisiche potranno consultare la Dichiarazione dei Redditi “precompilata”.

Chiunque abbia oramai lo SPID, l’identità digitale più diffusa che consente di accedere ai siti istituzionali della Pubblica Amministrazione, sa di poter accedere anche al sito dell’Agenzia delle Entrate, all’indirizzo dichiarazioneprecompilata.agenziaentrate.gov.it, dove troverà il Modello 730 ed il Modello Redditi PF in versione, per l’appunto, precompilata.

In linea di massima e con estrema sintesi, nella precompilata il contribuente troverà, oltre ai redditi di lavoro dipendente o di pensione (e ad alcuni redditi diversi), già indicate molte delle spese sostenute nell’anno 2022, siano esse detraibili (dall’imposta lorda) o deducibili (dal reddito complessivo) quali ad es.: le spese sanitarie, quelle universitarie, le spese funebri, i premi assicurativi, i contributi previdenziali, i bonifici per interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica, e altre ancora.

Dal 11 maggio la Dichiarazione (inizialmente disponibile in mera consultazione) diventa modificabile e/o inviabile (con o senza modifiche). Il contribuente quindi ha circa una decina di giorni per operare tutti i suoi controlli sui dati precompilati (redditi e spese) in modo da arrivare a questa scadenza con le idee chiare circa l’accettazione della Dichiarazione, così come proposta e dunque senza apportare modifiche, oppure la sua correzione integrando e/o modificando i dati in essa presenti. Entro cinque giorni dalla presentazione della Dichiarazione l’Agenzia delle Entrate fornisce la relativa ricevuta contenente la data di presentazione della stessa ed il riepilogo dei principali dati contabili.

 

Dichiarazione dei Redditi “ordinaria” (non precompilata)

Il contribuente può sempre presentare la Dichiarazione dei Redditi con le modalità ordinarie, utilizzando cioè il Modello 730 o il Modello Redditi non precompilati, non essendo obbligato ad utilizzare quello precompilato dall’Agenzia delle Entrate.

Come pure, il contribuente per il quale l’Agenzia delle Entrate non ha predisposto la Dichiarazione precompilata (ad esempio perché non è in possesso di alcun dato da riportare nella stessa) deve presentarla con la modalità ordinaria utilizzando il Modello 730 (ove possibile) oppure il Modello Redditi (negli altri casi), a meno che non ne sia esonerato.

E ancora, il contribuente per il quale l’Agenzia delle Entrate ha predisposto la Dichiarazione precompilata ma ha percepito altri redditi che non possono essere dichiarati con il Modello 730 (ad esempio redditi d’impresa o di lavoro autonomo), non può utilizzare quest’ultimo (precompilato o meno), ma deve necessariamente presentare la Dichiarazione utilizzando il Modello Redditi (ordinario oppure modificando quello precompilato).

 

Correzione della Dichiarazione

Dal 6 giugno

 il contribuente potrà inviare il modello Redditi “correttivo” per correggere e sostituire il Modello 730 o il Modello Redditi già trasmesso telematicamente oppure potrà annullare il Modello 730 già inviato e presentare una nuova Dichiarazione sempre tramite la piattaforma web. E’ appena il caso di rammentare che l’annullamento del Modello 730 deve avvenire entro il 20 giugno 2023 e può essere fatto una sola volta.

Decorso invece il termine per la presentazione del Modello 730 (v. paragrafo successivo) è ancora possibile rettificare/integrare quello già inviato, con modalità e termini diversi a seconda dei casi, per i quali si rimanda mutatis mutandis all’approfondimento  “Modello 730 errato? Ecco come rimediare e i casi di integrazione” pubblicato dal sottoscritto l’anno scorso.

 

Modalità e termini per la presentazione

  • 2 ottobre 2023 (la scadenza canonica sarebbe quella del 30 settembre ma, cadendo di sabato, slitta al primo giorno feriale successivo) per il Modello 730 (sia esso precompilato che ordinario ed indipendentemente dalla modalità di presentazione prescelta: diretta telematica, attraverso il Sostituto d’imposta, Caf o professionista abilitato);
  • 30 novembre 2023 per il Modello Redditi (sia esso precompilato che ordinario ed, anche qui, indipendentemente dalla modalità di presentazione prescelta: diretta telematica o per il tramite di un intermediario abilitato);
  • 30 giugno 2023 (ed a partire dal 2 maggio) per il Modello Redditi in formato cartaceo, in deroga alla trasmissione telematica, nei soli casi in cui ciò è espressamente consentito dalla norma .

 

Conservazione documentale

La documentazione relativa alla dichiarazione di quest’anno deve essere conservata fino al 31 dicembre 2028, termine entro il quale l’Amministrazione finanziaria può richiederla. Tuttavia rammentiamo che per le precompilate presentate senza modifiche, qualunque sia la modalità utilizzata (diretta oppure tramite Sostituto d’imposta, Caf o professionista delegato), non viene effettuato il controllo formale (previsto dall’articolo 36-ter del Dpr n. 600/1973) sui dati relativi agli oneri precaricati, forniti da soggetti terzi.

Questo non significa che l’Agenzia delle Entrate perda la possibilità di verificare la sussistenza delle condizioni e dei requisiti soggettivi che danno diritto alla fruizione del beneficio fiscale (è il caso, ad esempio, degli interessi passivi sul mutuo ipotecario stipulato per l’acquisto dell’abitazione principale, laddove l’Agenzia delle Entrate potrà pur sempre verificare l’effettiva e tempestiva destinazione dell’immobile per il quale si detraggono gli interessi).

Inoltre, a seguito dell’intervenuta modifica dell’art. 5 D.Lgs. 175/2014 (operata dall’art. 5 ter del D.L. 146/2021), è ora previsto che se il contribuente rettifica solo alcuni dati riguardanti gli oneri detraibili e/o deducibili forniti all’Agenzia da soggetti terzi, il controllo formale sarà effettuato unicamente sui dati variati e non anche  su tutti gli altri dati che non sono stati modificati, come accadeva in precedenza.

I Caf o i professionisti abilitati hanno l’obbligo di verificare, nei casi previsti, che i dati indicati nel Modello 730 siano conformi alla documentazione esibita dal contribuente (relativi a oneri deducibili e/o detrazioni d’imposta spettanti, alle ritenute, agli importi dovuti a titolo di saldo o di acconto oppure ai rimborsi) e rilasciano per ogni dichiarazione un visto di conformità (vale a dire un’attestazione di corrispondenza dei dati).

Se il Caf o il professionista appone un visto di conformità infedele, è tenuto al pagamento di una somma pari al 30% della maggiore imposta riscontrata a seguito dei controlli formali da parte dell’Agenzia delle Entrate, sempre che il visto infedele non sia stato indotto dalla condotta dolosa o gravemente colposa del contribuente.

 

Trattenute, Versamenti e Rimborsi

Sul fronte delle trattenute, dei versamenti e dei rimborsi, occorre distinguere a seconda che la Dichiarazione dei Redditi sia stata presentata utilizzando il Modello 730 oppure il Modello Redditi. Ecco cosa prevedono le due alternative.

Modello 730

Sulla retribuzione del mese di luglio il datore di lavoro provvede a trattenere le somme o le rate (laddove richiesta la rateazione), dovute a titolo di saldo e primo acconto relativi all’Irpef e alla cedolare secca, di addizionali regionale e comunale all’Irpef, di acconto del 20 per cento su taluni redditi soggetti a tassazione separata, di acconto all’addizionale comunale all’Irpef; di contro, provvede ad effettuare i rimborsi, relativi all’Irpef e alla cedolare secca, in favore del dipendente ove spettanti.

Le predette operazioni, se riguardanti i pensionati, sono effettuate dall’Ente pensionistico a partire dal mese di agosto o di settembre (anche laddove fosse stata richiesta la rateazione). Se la retribuzione erogata nel mese è insufficiente, la parte residua, maggiorata dell’interesse previsto per le ipotesi di incapienza, sarà trattenuta nei mesi successivi fino alla fine del periodo d’imposta. Il sostituto d’imposta non esegue il versamento del debito o il rimborso del credito di ogni singola imposta o addizionale se l’importo che risulta dalla dichiarazione è uguale o inferiore a 12 euro.

Sulla retribuzione del mese di novembre, invece, viene effettuata la trattenuta delle somme dovute a titolo di seconda o unica rata di acconto relativo all’Irpef e alla cedolare secca. Il contribuente che ritiene di non dover subire alcuna trattenuta sulla predetta mensilità (oppure di doverla subire in misura minore rispetto a quanto indicato nel prospetto di liquidazione) deve comunicarlo per iscritto al Sostituto d’imposta entro il 10 ottobre indicando, sotto la propria responsabilità, l’importo che eventualmente ritiene dovuto.

Modello Redditi

I contribuenti che presentano il Modello Redditi sono tenuti al versamento del saldo (risultante dalla Dichiarazione), oltre che degli acconti, entro il 30 giugno 2023. E’ tuttavia possibile scegliere di versare le imposte nel periodo ricompreso tra il 1° luglio ed il 31 luglio 2023 (la scadenza canonica sarebbe quella del 30 luglio ma, cadendo di domenica, slitta al primo giorno feriale successivo) applicando sulle somme da versare la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo. Per le imposte risultanti dalla Dichiarazione che non superano ciascuna l’importo di euro 12,00, non vanno effettuati i versamenti né la compensazione delle singole imposte (IRPEF e addizionali).

Per il versamento occorre utilizzare il Mod. F24, in modalità cartacea o telematica utilizzando i servizi online dell’Agenzia delle Entrate o del sistema bancario e postale. Tuttavia non potrà essere utilizzato il Modello cartaceo nel caso in cui si operino le cosiddette “compensazioni” tra tributi. Infine, il versamento può essere effettuato in contanti o con addebito sul conto corrente bancario o postale (opportunamente indicato sul modello  stesso).

AUTORE

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Gianfranco Maritato

Laureato in Economia, con tesi in Diritto Tributario, abilitato all’esercizio della professione di Dottore commercialista, è iscritto al Registro dei Revisori Legali. Lavora da oltre 20 anni nella Pubblica Amministrazione in qualità di Funzionario Contabile, approfondendo tematiche fiscali ed amministrative inerenti al proprio Ufficio. Appassionato di Borsa&Finanza fin dai tempi del settimanale cartaceo.

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