Dalla leadership italiana all’espansione internazionale, passando per sostenibilità, nuove tecnologie e razionalizzazione post-acquisizioni: l’amministratore delegato di Promotica, Diego Toscani, traccia a Borsa&Finanza il percorso strategico della società specializzata in soluzioni di fidelizzazione per la grande distribuzione e il retail.
In un contesto in cui il consumatore è sempre più tracciabile ma anche potenzialmente infedele, Promotica – società quotata su Euronext Growth Milan – continua a puntare sulla combinazione tra tecnologia e approccio umano. “Siamo una people-driven company”, afferma Toscani, “nonostante la nostra dimensione ci imponga elevati standard tecnologici, non rinunciamo al tocco umano, fondamentale per comprendere davvero i desideri e i sentimenti dei clienti”.
In questa intervista.
- Promotica e l’espansione estera: focus su Est Europa, Asia-Pacifico e America Latina
- La fedeltà parte da dentro: welfare e cultura aziendale
- Promotica, il 2025 è l’anno della razionalizzazione dopo le acquisizioni
- Quotazione in Borsa: visibilità più che risorse
Promotica e l’espansione estera: focus su Est Europa, Asia-Pacifico e America Latina
Consolidata la leadership nel mercato italiano, Promotica ha avviato un’espansione graduale nei mercati esteri, partendo da quelli europei di dimensioni più contenute, come Polonia, Romania, Grecia e Cipro. Attualmente l’azienda è presente con un ufficio a Hong Kong, da cui presidia anche Australia, Nuova Zelanda e Singapore. I prossimi obiettivi? Germania, Francia e America Latina. “Quello latino-americano è un mercato molto ricettivo per il nostro modello”, sottolinea Toscani, che conferma l’ambizione di diventare un player di riferimento a livello internazionale, nonostante le ovvie difficoltà dettate dalle tensioni geopolitiche globali che stanno impattando direttamente sul business.
I mercati dell’ex blocco sovietico, insieme a Medio Oriente e Russia, sono stati messi in pausa, mentre le difficoltà nel canale di Suez hanno raddoppiato tempi e costi di consegna delle forniture asiatiche. “Per reagire, stiamo valorizzando il Made in Italy e puntando su fornitori locali”, dice Toscani.
La fedeltà parte da dentro: welfare e cultura aziendale
La fidelizzazione, spiega l’a.d., inizia proprio all’interno dell’azienda. Formazione, eventi, team building e welfare sono strumenti che Promotica utilizza per rafforzare il coinvolgimento dei collaboratori. “Non possiamo parlare di loyalty verso i clienti se non costruiamo prima un’azienda in cui le persone si sentano parte di un progetto”. Guardando, invece, ai trend emergenti più rilevanti, Toscani evidenzia la crescente preferenza dei giovani consumatori per le esperienze rispetto ai prodotti. “La raccolta punti è diventata la nuova lista nozze. Oggi i clienti, specialmente le nuove generazioni, cercano esclusività, non oggetti”.
Peraltro, anche se oggi “il cliente è più tracciabile, tuttavia è anche più infedele”, osserva Toscani. L’aumento dei touchpoint digitali espone il consumatore a infinite alternative, rendendo la costruzione della loyalty più complessa. “È inutile conoscere ogni dato del cliente se poi non gli si offre nulla in cambio. Convenienza e riconoscenza sono i veri pilastri della fedeltà”. Inoltre, secondo Toscani, la sostenibilità è ormai percepita come una condizione ‘igienica’ dal consumatore, specialmente quello più giovane. “Non basta più comunicarla: oggi è data per scontata. Ma deve restare centrale, soprattutto nella sua dimensione sociale”. Non è un caso, se in questa direzione Promotica compensa le emissioni di co2 prodotte per la progettazione delle campagne loyalty per i propri clienti pubblica un bilancio di sostenibilità da quattro anni su base volontaria e investe in progetti locali a impatto sociale.
Promotica, il 2025 è l’anno della razionalizzazione dopo le acquisizioni
Dopo l’integrazione di Grani & Partners, il 2025 sarà per Promotica l’anno della razionalizzazione. Il gruppo punta a eliminare sovrapposizioni, ottimizzare i costi e integrare competenze strategiche. “Grani ha asset importanti, tra cui una forte expertise nelle campagne rivolte alle famiglie con bambini”, dice Toscani, che rivela anche che Promotica ha attualmente due dossier molto “caldi” aperti sul tavolo.
L’interesse si concentra in particolare sul settore della PEC, a testimonianza della volontà di integrare competenze digitali e compliance all’interno dell’offerta di fidelizzazione. “L’idea è quella di creare una piattaforma unica, evoluta, in grado di gestire ogni fase del customer journey, anche dal punto di vista normativo”, ha spiegato Toscani. Si tratta di target italiani, al momento in fase di valutazione avanzata. “Sì, sono tutti italiani al momento”, ha confermato senza però specificarne i nomi. In questa direzione, il numero uno della società ha anche aggiunto che Promotica sta investendo tra 500 mila e il milione di euro l’anno nello sviluppo di una custom data platform proprietaria integrata con intelligenza artificiale, finalizzata alla gestione avanzata delle attività di fidelizzazione.
Quotazione in Borsa: visibilità più che risorse
Promotica si è quotata nel 2020, raccogliendo circa 4 milioni di euro. “La quotazione ci ha dato credibilità e visibilità, più che capitale”, spiega Toscani. “Un mercato più efficiente e liquido ci aiuterebbe anche nelle operazioni di M&A internazionali, soprattutto quando si tratta di scambio azionario. Oggi il mercato ci valuta meno della metà del nostro reale potenziale”. Infine, l’amministratore delegato sottolinea la mancanza di un reale supporto strutturale da parte del sistema Italia. “Siamo cresciuti con le nostre forze, ma un’azienda che guarda all’estero dovrebbe trovare più strumenti”.









