House of Doge, il braccio operativo della Dogecoin Foundation, è diventato il principale azionista della Triestina, la gloriosa società di Nereo Rocco che milita nel girone A della Serie C. L’operazione segna una svolta importante nella lunga storia degli alabardati e un cambiamento epocale nell’intero calcio italiano ed europeo: è la prima volta che un’azienda leader nel settore delle criptovalute si trasforma in proprietaria di un club.
L’acquisto, chiuso in seguito ad anni di crisi per i giuliani, è avvenuto attraverso la controllata Dogecoin Ventures, società collegata alla Dogecoin Foundation che gestisce la regina delle meme coin. La squadra allenata da Giuseppe Marino ha cominciato la stagione 2025-2026 in maniera a dir poco complicata: 20 punti di penalizzazione dalla federazione (per le violazioni amministrative della precedente gestione: il presidente Benjamin Lee Rosenzweig e l’amministratore delegato Sebastiano Stella) e una sconfitta, due pareggi e una vittoria sul campo.
In questo articolo:
- La Triestina diventa di Dogecoin: la nota del club
- Cosa farà House of Doge nel calcio italiano
La Triestina diventa di Dogecoin: la nota del club
Lanciata nel 2013 da Billy Markus e Jackson Palmer, Dogecoin è una delle 10 principali criptovalute negli Stati Uniti e al momento dell’annuncio dell’acquisizione della Triestina ha una capitalizzazione di mercato di 40 miliardi di dollari. Nata come semplice meme coin legata ai fenomeni virali del web, è subito diventata una valuta digitale di rilievo come token prediletto di Elon Musk: l’uomo più ricco del mondo, ribattezzato proprio “The Dogefather”, sponsorizza la criptovaluta dello shiba sui social e ne promuove l’utilizzo per gli acquisti nelle sue società, Tesla in particolare.
Partner aziendale di Dogecoin Foundation, House of Doge “è stata fondata per accelerare l’espansione di Dogecoin oltre le sue origini, con un focus su partnership, integrazione nei sistemi di pagamento, tokenizzazione e attivazioni culturali – si legge in una nota –. L’investimento in Us Triestina Calcio 1918 rappresenta oggi il passo più ambizioso di Dogecoin nel calcio europeo, posizionando House of Doge come leader nella convergenza tra asset digitali e sport tradizionale”.
L’amministratore delegato di House of Doge, nominato lo scorso maggio, è Marco Margiotta, uno dei fondatori di Payfare, fintech specializzata nei servizi bancari digitali e nei pagamenti istantanei per la gig economy, acquisita da Fiserv per 142 milioni di dollari. Margiotta è diventato anche il responsabile degli investimenti di CleanCore Solutions, azienda di sistemi di pulizia a ozono che si sta trasformando nella Dogecoin treasury ufficiale, ovvero nella società di tesoreria della cripto. CleanCore ha infatti acquistato 500 milioni di $Doge, per un valore complessivo di 125 milioni di dollari. L’obiettivo è arrivare a un miliardo.
Cosa farà House of Doge nel calcio italiano
“Il nostro investimento in Us Triestina Calcio 1918 va ben oltre il calcio – spiega Margiotta nella nota –. Si tratta di connettere la comunità globale di Dogecoin con uno dei club più storici d’Europa e dimostrare che gli asset digitali possono generare valore, cultura e passione nel mondo reale. Allo stesso modo, vogliamo rafforzare il legame tra il club e la città di Trieste, celebrandone la ricca storia e la vivace comunità locale. Unendo i fedeli tifosi della Triestina con la rete globale di Dogecoin, puntiamo a creare un movimento condiviso che unisca l’orgoglio locale con l’innovazione globale. Questo è il primo passo per portare lo spirito di Dogecoin nel cuore del gioco più popolare al mondo”.
I prossimi passaggi sono il versamento di 1,5 milioni di euro per i contributi Inps e Irpef per i mesi di maggio e giugno, la ricostituzione del consiglio di amministrazione di Lbk (la holding che controlla il 100% delle quote degli alabardati) e la nomina del nuovo presidente, “in linea con il nuovo indirizzo strategico del club”. I giuliani sono reduci da anni di instabilità economica e da numerosi cambi di proprietà: soltanto nei Duemila si contano una quindicina di gestioni diverse. L’ultimo arrivato prima del passaggio a House of Doge è stato lo statunitense Ben Rosenzweig, analista 37enne di Atlanta che ha preso il testimone da Atlas Consulting di Simone Giacomini con il fondo di private equity Lbk Capital. La sua avventura, cominciata nel 2023, si è conclusa con 20 punti di penalizzazione in classifica per stipendi e contributi non pagati e con tante promesse non mantenute.
“Riporteremo la Triestina in A”, aveva dichiarato Rosenzweig in un’intervista al Corriere della Sera. “La Triestina sta rappresentando qualcosa di drammatico a livello di gestione, di rapporti, di modi con cui fare attività”, ha invece sottolineato l’ex allenatore dei giuliani Maurizio Costantini in un’intervista al Piccolo. Lo sbarco di House of Doge come principale azionista e di un fenomeno globale come Dogecoin rientrano nella strategia di diversificazione della criptovaluta, che punta all’accettazione diffusa e all’accelerazione dell’adozione delle valute digitali. Le leve per riuscirci sono la tokenizzazione degli asset, la costruzione di treasury dedicate, una quotazione tramite Etf e ora l’acquisizione indiretta di una squadra di calcio europea. Fino a oggi l’unico precedente cripto in un club italiano era quello di Tether nella Juventus: il più grande emittente mondiale di stablecoin è il secondo maggiore azionista dei bianconeri con una quota superiore al 10%, dietro alla holding Exor della famiglia Agnelli-Elkann.









