Rischio dollaro per le banche inglesi, la BoE avvia gli stress test, e le italiane?

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Se da una parte la politica dei dazi imposti da Donald Trump sta sconvolgendo gli assetti geopolitici e il business di tutte quelle aziende che esportano negli Usa, dall’altra sta anche avendo un impatto sostanziale su tutto il sistema finanziario globale. Soprattutto guardando all’evidente perdita di potere del dollaro nei confronti delle altre valute (in particolar modo dell’euro). Aspetto che sta allarmando tutto il mondo economico, dato che il biglietto verde domina il commercio internazionale e i flussi di capitale.

La Banca d’Inghilterra e il mercato degli swap

Come riporta Reuters, la Banca d’Inghilterra ha avviato una serie di stress test per valutare la resilienza delle banche britanniche proprio agli shock legati alla valuta statunitense. Richiedendo a vari istituti di rivedere i loro piani di finanziamento in dollari e di valutare quanto siano esposti al biglietto verde, specialmente in periodi di stress (analisi molto simile a quella già avviata dalle autorità di regolamentazione europee). Addirittura la Prudential Regulation Authority (PRA), l’agenzia di vigilanza che fa capo alla Banca d’Inghilterra, avrebbe chiesto a una banca mondiale con sede proprio nel Regno Unito di eseguire test interni su scenari estremi, tra cui la possibilità che il mercato degli swap in dollari Usa possa bloccarsi completamente.

Dai risultati ottenuti, sarebbe emerso che nessuna delle banche coinvolte sarebbe in grado di resistere a un simile shock per più di pochi giorni, dato il peso del dollaro nell’economia globale e la stretta interdipendenza degli istituti bancari dalla valuta statunitense. In uno scenario in cui l’accesso ai prestiti in dollari diventa più difficile e costoso, le banche potrebbero trovarsi nell’impossibilità di soddisfare le crescenti richieste di liquidità. Un disallineamento, abbastanza improbabile va detto, ma che comunque che potrebbe provocare deflussi massicci dai depositi e aggravarne ulteriormente la situazione.

Entrando nel dettaglio, secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) alla fine del 2024 il valore nozionale dei derivati valutari globali raggiungerà i 130.000 miliardi di dollari, con il 90% di questa somma legato al dollaro Usa.

L’esposizione delle banche italiane 

Anche la Banca d’Italia ha recentemente aggiornato le sue valutazioni, rivelando una significativa esposizione delle banche italiane nei confronti di Paesi non appartenenti all’Unione Europea, tra cui Stati Uniti, Gran Bretagna, Svizzera e Russia. Questi dati, come evidenzia Reuters, evidenziano l’ampio legame delle istituzioni italiane con i mercati globali e la loro vulnerabilità in caso di turbolenze nei flussi finanziari internazionali.

Tra le banche italiane più esposte, Intesa Sanpaolo e Unicredit sono presenti in Russia, con attività che spaziano dai servizi aziendali al retail banking. Secondo gli ultimi aggiornamenti di UniCredit, il valore dei titoli di stato russi detenuti dalla sua filiale locale è aumentato nel primo trimestre, passando da 574 milioni di euro a 754 milioni, riflettendo l’effetto della rivalutazione del rublo. Questo potrebbe avere implicazioni anche per la stabilità dei bilanci delle banche italiane, soprattutto in uno scenario di crescente incertezza geopolitica.

Peraltro, nei vari botta e riposta tra il governo e Unicredit sull’applicazione del golden power nell’operazione per la scalata a Banco Bpm, il Mef ha più volte chiesto all’istituto guidato da Orcel di interrompere entro il 2026 le sue attività in Russia, a eccezione dei pagamenti delle aziende italiane in loco che si troverebbero in difficoltà, richiesta che già diversi istituti hanno accolto a causa dell’invasione in Ucraina.

Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

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