La debolezza del dollaro, benvenuta da Donald Trump per riequilibrare la bilancia commerciale Usa, offre opportunità di investimento sulle società statunitensi che hanno una buona parte dei ricavi al di fuori dell’area del biglietto verde. Quali sono nell”analisi degli esperti di Vontobel nella newsletter settimanale Weekly Note (Clicca QUI per iscriverti).
La debolezza del dollaro è uno dei macro-temi che ha caratterizzato gli ultimi mesi. Nel primo semestre del 2025 il biglietto verde ha perso il 10% del suo valore e questa tendenza, che sembra destinata a proseguire anche nei prossimi mesi, aveva caratterizzato anche la parte iniziale del primo mandato di Donald Trump. La debolezza del biglietto verde è sempre stato uno dei temi cari al presidente americano, intenzionato in questo modo a riequilibrare la bilancia commerciale favorendo l’attrattività dei prodotti “made in Usa”.
In un contesto in cui gli indici statunitensi sono ai massimi storici e le valutazioni delle azioni appaiono elevate, il focus del mercato è rivolto alla capacità di generare utili appropriati. Secondo le stime del Lseg, gli utili aggregati delle aziende dell’S&P500 nel secondo trimestre cresceranno del 5,9% su base annua, con la metà degli 11 settori del basket che non dovrebbe riportare una crescita. L’82% dei guadagni attesi proverrà esclusivamente dai comparti dei servizi di comunicazione e della tecnologia. Un approccio selettivo appare dunque ancor più essenziale, con la preferenza da rivolgersi a quelle realtà caratterizzate dalla prevalenza di vendite all’estero.
In questa direzione le Mag7 appaiono avvantaggiate. Escludendo Amazon che fattura meno del 30% fuori dai confini nazionali, Apple, Meta e Nvidia hanno una quota superiore al 60% dei loro ricavi provenienti da fuori Stati Uniti. Alphabet, Microsoft e Tesla viaggiano invece intorno al 50%. Vi sono poi altre multinazionali che possono trarre giovamento dalla debolezza del dollaro. Esempio ne sono le varie Caterpillar, McDonald’s e Nike, tutte con quote superiori al 50% del loro giro d’affari concluso fuori dai confini nazionali. Uno stock picking ricalibrato sulla debolezza del dollaro potrebbe dunque rappresentare un elemento determinante nella costruzione dei portafogli degli investitori.









