La cassetta della posta rischia di diventare un cimelio del passato. L’Agenzia delle Entrate ha attivato il servizio di domicilio digitale per tutti coloro che non sono obbligati all’iscrizione in albi professionali o registri ufficiali. Con il comunicato del 12 marzo 2025 si apre una nuova era nella digitalizzazione della pubblica amministrazione che permette ai cittadini e professionisti la ricezione di atti e notifiche direttamente sulla propria casella di Posta Elettronica Certificata (PEC).
Una soluzione che elimina la necessità della carta, riduce i tempi di consegna e azzera il rischio di smarrimento: con un semplice click, tutto diventa più rapido, sicuro e accessibile. Ma come si attiva, chi può farlo e quali atti si possono ricevere? Scopriamolo nel corso dei prossimi paragrafi.
In questo articolo:
- A chi è rivolto il servizio
- Come attivare il domicilio digitale
- Quali atti si possono ricevere al domicilio digitale
A chi è rivolto il servizio
Il domicilio digitale può essere attivato da persone fisiche, professionisti e enti di diritto privato non soggetti all’iscrizione in albi o registri professionali e non presenti nel registro delle imprese, secondo quanto stabilito dall’articolo 6-quater del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD).
Ogni utente può registrare un solo domicilio digitale e non può utilizzare un indirizzo PEC già associato ad altri. Il servizio consente anche di confermare un domicilio digitale precedentemente comunicato all’Agenzia delle Entrate. Restano esclusi i soggetti che devono iscrivere il proprio indirizzo PEC nell’Indice Nazionale dei Domicili Digitali delle imprese e dei professionisti (INI-PEC), come previsto dall’articolo 6-bis del CAD.
Come attivare il domicilio digitale
Attivare lo è semplice e veloce. Accedendo all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS, si può indicare la propria PEC o un altro servizio certificato qualificato. Dopo l’inserimento dell’indirizzo, il sistema invia un codice di conferma alla casella PEC per convalidare l’operazione.
In pochi passaggi è possibile modificare o revocare il domicilio digitale già registrato, garantendo così flessibilità e sicurezza. Con questa soluzione, il rischio di smarrimento delle notifiche sparisce e le comunicazioni ufficiali diventano tracciabili e immediate.
Quali atti si possono ricevere al domicilio digitale
Come anticipato in apertura di articolo, il servizio nasce per semplificare la vita ai cittadini, riducendo il tempo perso in lunghe attese e snellendo il flusso delle comunicazioni con l’amministrazione. Grazie al decreto legislativo 13/2024, che ha introdotto questa riforma, ora è possibile ricevere nella propria PEC non solo le comunicazioni senza obbligo di notifica, ma anche atti, avvisi e provvedimenti che devono essere notificati per legge.
Un’importante novità riguarda l’estensione di questa modalità anche alle cartelle esattoriali dell’Agenzia delle Entrate Riscossione. Una svolta che elimina le incognite delle notifiche tradizionali e garantisce maggiore certezza nella comunicazione tra cittadino e fisco.









