Lunedì 3 febbraio il presidente USA Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per la creazione di un fondo sovrano. Il testo del documento indirizzava i Dipartimenti del Tesoro e del Commercio a presentare un piano ad hoc entro 90 giorni, sulla base di raccomandazioni inerenti alla struttura del fondo, ai suoi meccanismi di funzionamento, alle strategie di investimento e al modello di governance. “Creeremo molta ricchezza per il fondo e credo sia giunto il momento che il Paese abbia un fondo sovrano”, ha detto Trump ai giornalisti.
Il veicolo di investimento potrebbe acquistare TikTok, la popolare app cinese di video brevi di proprietà di ByteDance, ha affermato il Trump. Sulla piattaforma pende una legge degli Stati Uniti entrata in vigore il 19 gennaio che richiede alla holding cinese di vendere l’unità statunitense, pena il ban nel territorio americano. Trump ha sospeso il divieto attraverso un ordine esecutivo il 20 gennaio, proprio il giorno in cui il leader repubblicano è entrato in carica alla Casa Bianca. L’applicazione della legge è stata quindi ritardata di 75 giorni, giusto il tempo per trovare un accordo per la vendita. La creazione del fondo sovrano potrebbe essere un passaggio importante in questa direzione.
In questo articolo:
- Fondo sovrano USA: come sarà e come si finanzia
- Altri fondi sovrani esistenti
Fondo sovrano USA: come sarà e come si finanzia
Un fondo sovrano è un veicolo di investimento di proprietà di uno Stato che utilizza il denaro prodotto da alcune attività per impiegarlo nello sviluppo del Paese. La differenza con i fondi pensione è che non vengono effettuati prelevamenti per le esigenze personali di spesa, ma si investono soldi per il bene collettivo, come la costruzione di strade, aeroporti o scuole, o ancora per la ricerca medica e scientifica. L’investimento può concretizzarsi anche in partecipazioni in società operative in vari settori, sempre con lo scopo di ottenere benefici finanziari che vadano a vantaggio della collettività.
Trump non ha offerto dettagli su come sarà il fondo sovrano USA, ma in precedenza aveva detto che le entrate derivanti dai dazi potrebbero costituire la base per un fondo patrimoniale. Il segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha invece affermato che il piano del governo è quello di monetizzare attività attualmente illiquide di proprietà dello Stato per avvantaggiare il popolo americano. Ad esempio, ci potrebbe essere la conversione dell’International Development Finance Corp (DFC) degli Stati Uniti – un’agenzia governativa che collabora con soggetti privati per finanziare progetti nei Paesi in via di sviluppo – in modo che funzioni in modo simile a un fondo sovrano.
Il punto è che, secondo alcuni esperti, per essere finanziato il fondo ha bisogno dell’autorizzazione del Congresso. Questo perché non c’è un surplus di bilancio da cui attingere, essendo che da anni gli Stati Uniti registrano costantemente deficit di bilancio. Molti fondi sovrani esistenti in altri Paesi sono stati istituti utilizzando i proventi derivanti dalle esportazioni di risorse naturali come petrolio, gas naturale, metalli e minerali. In pratica, questi Paesi hanno dei surplus di bilancio che trasferiscono in tutto o in parte al fondo sovrano per nuovi investimenti.
Se verrà istituito il fondo sovrano USA, bisognerà decidere la dimensione dello stesso. Trump non ha fornito indicazioni al riguardo, sebbene lo scorso anno parlando dell’argomento abbia detto che il veicolo potrebbe superare i 2.000 miliardi di dollari. Quanto alla tempistica, Bessent ha detto che il fondo sarà istituito nei prossimi 12 mesi.
Altri fondi sovrani esistenti
Attualmente in tutto il mondo esistono oltre 90 fondi sovrani che gestiscono più di 8.000 miliardi di dollari, secondo l’International forum of sovereign wealth funds. Il più grande del pianeta è il Government pension fund global con 1.740 miliardi di dollari di asset, seguito dalla China investment corporation con 1.330 miliardi di dollari in gestione. Tra i Paesi con importanti fondi sovrani figurano anche Abu Dhabi, Kuwait, Arabia Saudita e Singapore, con patrimoni compresi tra 801 e 1.060 miliardi di dollari. Anche negli Stati Uniti esistono dei fondi patrimoniali, come quelli di Alaska, Texas e New Mexico, che sfruttano le entrate derivanti dalle risorse naturali per finanziare attività come l’istruzione o per fornire sgravi fiscali ai cittadini.









