Elezioni USA: Swing States, quali sono gli Stati decisivi per Trump e Harris?

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Con le elezioni USA del 5 novembre 2024 gli Stati Uniti si preparano a vivere giornate al cardiopalma. Una sfida all’ultimo voto che non riguarda solo chi dirigerà il Paese, ma anche la direzione che prenderà la sua democrazia.

La posta in gioco è alta: chi guiderà gli Stati Uniti nei prossimi 4 anni e le decisioni del mondo intero? Il duello tra Donald Trump, ex presidente Repubblicano deciso a riprendere le redini della Casa Bianca, e Kamala Harris, prima donna e prima esponente delle minoranze a candidarsi alla presidenza per i Democratici, è una corsa al fotofinish che si giocherà negli Swing States, territori estremamente altalenanti, in cui ogni voto può capovolgere il risultato elettorale.

Arizona, Georgia, Michigan, Pennsylvania, Wisconsin, Nevada e North Carolina decideranno a chi consegnare la vittoria quest’anno. Stati in bilico, per tradizione storica, oscillanti tra un partito e l’altro, dove il destino politico della nazione si gioca sui temi più divisivi – dall’economia alla giustizia sociale. Ma cosa rende gli Swing States così speciali? E come sono cambiati rispetto al passato?

 

Elezioni Usa, cosa sono gli Swing States

Gli Swing States sono quei territori che non mostrano fedeltà a un solo partito ma variano il proprio voto a ogni elezione USA. Rappresentano 93 voti elettorali, oltre un terzo dei 270 grandi elettori necessari per sedere alla Casa Bianca. Si tratta di territori di grande influenza elettorale, con assetti sociali, economici e culturali in continuo cambiamento, fattori che rendono la risposta dei loro votanti particolarmente imprevedibile.

Trump e Harris dovranno fare appello a un elettorato che in questi Stati è molto più sfumato rispetto a quelli che tradizionalmente tendono a votare in modo uniforme per un partito.

Mentre il destino dei grandi (California e New York andrebbero ai Democratici, Alabama e Mississippi ai Repubblicani) sembra, infatti, essere già scritto, i sette “incerti” potrebbero essere significativi nell’assegnazione della vittoria all’uno o all’altro candidato per una manciata di voti.

A confermare l’importanza dell’elettorato di Arizona, Georgia, Michigan, Pennsylvania, Wisconsin, Nevada e North Carolina e Wisconsin nella consegna delle chiavi della Casa Bianca sono ancora una volta i sondaggi: la distanza che separa i due candidati in questi Stati è inferiore ad un punto percentuale. Poco, troppo poco per capire dove si sposterà l’ago della bilancia.

Ecco perché è qui che Trump e Harris dovranno concentrare le loro forze: conquistare gli elettori di questi Stati significa avere la vittoria quasi in pugno.

 

Arizona

L’Arizona, con i suoi 11 grandi elettori, si trova a dover fare i conti con diverse problematiche: sbarchi sul confine e politiche economiche in primis. Tradizionalmente “Stato Repubblicano”, i democratici riuscirono a conquistarlo per la prima volta quattro anni fa, nel 2020.

Qui la Harris punta a conquistare il sostegno delle comunità ispaniche e native americane, particolarmente sensibili a temi di inclusione e riforma sull’immigrazione, promettendo sicurezza e integrazione. Trump lavora invece per ristabilire un saldo dominio Repubblicano.

 

Georgia

Con i suoi 16 grandi elettori, la Georgia è un boccone prelibato per tutti i candidati alla poltrona di Presidente degli Stati Uniti d’America. Un tempo feudo Repubblicano, nel 2020 ha voltato pagina passando ai Democratici di Biden, grazie a un’eccezionale mobilitazione del voto afroamericano.

Anche se la popolazione nera sembra nutrire un certo malcontento sull’operare dell’amministrazione uscente, la Harris continua a battere sulla stessa strada del passato per le nuove elezioni USA, cercando di guadagnarsi il favore delle comunità di minoranza, in particolare della gioventù di colore e di una crescente tranche di progressisti. Dal canto suo, Trump non cede terreno e punta a richiamare l’elettorato rurale e conservatore, la cui lealtà rimane intatta.

 

Michigan

Il Michigan, con 15 grandi elettori, esprime appieno il dramma attuale vissuto dalla classe media americana, stretta tra un passato industriale in declino e il bisogno di nuove prospettive economiche.

È uno Stato certamente allettante, ma dal passato senza dubbio movimentato. Conquistato da Trump nel 2016 e poi da Biden nel 2020, oggi sembra aver cambiato nuovamente direzione, complice il sostegno ad Israele offerto dal Presidente degli Stati Uniti nella guerra a Gaza.

La campagna elettorale per le elezioni USA 2024 portata avanti dai due candidati alla presidenza in questo Swing State si muove su due direzioni ostinate e contrarie. Harris cerca di accaparrarsi il supporto dei lavoratori sindacalizzati attraverso proposte per infrastrutture e lavoro, mentre Trump alimenta il nazionalismo economico, puntando a riaccendere le speranze di un ritorno al vecchio sogno industriale.

 

Nevada

Il Nevada, sebbene piccolo con i suoi 6 grandi elettori, è il quarto degli Swing States destinato a fare la differenza nelle elezioni USA 2024. Il voto ispanico qui è fondamentale per ambedue i candidati, nonostante nelle ultime due tornate elettorali ad avere la meglio siano stati i democratici.

Un’inversione di rotta nella direzione dei Repubblicani non è però da sottovalutare nel 2024, almeno così si lasciava intendere in un primo momento, quando alle prime battute della campagna elettorale, Donald Trump era già dato come super favorito alla vittoria su Biden. L’ingresso in scena di Kamala Harris ha però stravolto i piani, riaprendo i giochi e accorciando la distanza dal rivale politico.

La speranza dei democratici di poter accaparrarsi i votanti del Nevada rimane viva tutt’oggi, ma Trump con la sua agenda politica incentrata su programmi anti-immigrazione, sulla pressione fiscale, sul costo della vita e l’inflazione, non sembra mollare la presa.

 

North Carolina

Con i suoi 16 grandi elettori, la North Carolina rientra a pieno titolo nell’elenco degli Swing States significativi nelle elezioni USA 2024. Dal passato solidamente Repubblicano, eccezione fatta per il sostegno espresso al democratico Barack Obama nel 2008, il rapido cambiamento demografico sta oggi rimescolando le carte in tavola sulle preferenze dei votanti.

Nuovi gruppi di elettori giovani e diversificati, in particolare nelle aree urbane, vedono nella Harris una figura di speranza e di cambiamento. Trump, però, mantiene saldo il suo elettorato conservatore, contando su valori tradizionali e una forte presenza nelle aree rurali, che potrebbero ribaltare le previsioni.

 

Elezioni USA, in Pennsylvania 19 grandi elettori

In Pennsylvania, forte dei suoi 19 grandi elettorali, la sfida tra i candidati alle elezioni USA si gioca tutta sul fronte economico. L’elettorato, sensibilissimo ai costi della vita e alle questioni del lavoro, fa gola ad entrambi i candidati.

Anche in questo Stato le proposte sono divergenti: Trump promette meno burocrazia e un’aggressiva politica estera che preservi i posti di lavoro, mentre la Harris cerca di attirare a sé i lavoratori industriali e della classe media attraverso progetti sociali e un programma di riforme incentrato sulla sostenibilità.

 

Elezioni USA, Wisconsin da non sottovalutare

Il Wisconsin sembra piccolo, conta solo 10 grandi elettori, ma è uno Stato che spesso si consegna al preferito per pochi voti di scarto: in bilico a tutti gli effetti considerata l’imprevedibilità dei votanti. È la storia a tirare le somme: Trump qui vinse con un margine stretto nel 2016, mentre Biden riuscì a riconquistarlo nel 2020.

Oggi la competizione è più serrata che mai. Harris punta su una campagna progressista, che parli alle preoccupazioni della classe media, di aborto e immigrazione, mentre Trump continua a fare leva tra gli agricoltori e i piccoli imprenditori.

 

Immagine di Achiropita Cicala

Achiropita Cicala

Giornalista e Seo Copywriter dal 2021. Laureata in Economia Applicata, ha consolidato le conoscenze in materia presso vari studi commerciali, per poi dedicarsi al giornalismo web. Ha lavorato in diverse testate editoriali online (Blastingnews.com, Trend-online.com, Money.it, Ftaonline.com, etc.), occupandosi della redazione di articoli e notizie a carattere economico (finanza personale, mercati, risparmio, pensioni, fisco e tasse, lavoro, previdenza sociale, diritto).

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