ETF: crollo degli afflussi nel primo semestre 2022, ecco perché
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ETF: crollo degli afflussi nel primo semestre 2022, ecco perché

ETF: crollo degli afflussi nel primo semestre 2022, ecco perché

Il primo semestre 2022 è stato disastroso per gli ETF azionari e obbligazionari riguardo gli afflussi di denaro da parte degli investitori. Nel periodo infatti si è registrato un calo del 29,6% a 463,8 miliardi di dollari, sulla base dei dati rilasciati da ETFGI, società di consulenza londinese. Nel complesso il valore degli assets detenuti in portafoglio è passato da 10.300 miliardi di dollari da fine dicembre 2021 a 8.600 miliardi del 30 giugno 2022. Ad aver pesato sul settore “la guerra Russia-Ucraina e la politica zero-Covid della Cina”, ha affermato Deborah Fuhr, fondatrice di ETFGI.

Entrando nello specifico, gli ETF azionari nei settori difensivi hanno ricevuto i maggiori afflussi, poiché di norma sono più resilienti quando si manifestano situazioni recessive o comunque di rallentamento economico. Nel comparto sanitario ad esempio si è visto capitale netto in entrata per 9,1 miliardi di dollari, in quello dei beni di consumo si è arrivati a 5,6 miliardi di dollari di nuovo denaro, mentre per quanto riguarda le utility gli afflussi sono stati di 2,5 miliardi di dollari. 

I settori ciclici invece hanno riportato deflussi, con gli investitori che hanno sottratto circa 7,3 miliardi dagli ETF basati sui beni discrezionali, la stessa cifra che ha riguardato gli ETF industriali. Con riferimento ai finanziari, in questa prima parte dell’anno si sono registrati deflussi per 12,7 miliardi di dollari. 

Le cose non sono andate meglio per quel che concerne il reddito fisso che, a differenza di quanto avvenuto in passato, non è riuscito a fare da tampone ai cali determinati nei mercati azionari. Nei primi sei mesi del 2022, infatti, ci sono stati 15,8 miliardi di dollari di prelevamenti dagli ETF americani ad alto reddito e 1,1 miliardi di dollari in merito ai fondi obbligazionari dei mercati emergenti. Mentre per quanto riguarda gli ETF considerati più sicuri, ossia quelli relativi ai titoli del Tesoro USA a breve termine, si sono verificati afflussi per 60,6 miliardi di dollari. Matthew Bartolini, responsabile della ricerca SPDR Americas presso State Street Global Advisors, ha affermato che i deflussi degli ETF ad alto rendimento con riferimento al primo semestre di ogni anno sono stati i peggiori della storia.

 

ETF: la sfida tra Vanguard e BlackRock

A spartirsi il mercato degli ETF sono soprattutto due grandi colossi come Vanguard e BlackRock. Negli ultimi dieci anni vi è stata tra i due una lotta feroce a colpi di tariffe tagliate con lo scopo di attirare gli investitori. Questo ha determinato un nuovo modello nel settore, a cui è difficile adeguarsi per la concorrenza. Quindi solo i più attrezzati riescono a sopravvivere, ancor più che il de-risking ha portato a essere più competitivi in un ambiente che ha vissuto un momento d’oro durante oltre un decennio di rialzi, ma che ora sta subendo una drastica inversione. 

Limitandosi a questa prima metà dell’anno, Vanguard è in leggero vantaggio su BlackRock, con afflussi per 118,6 miliardi di dollari contro i 109 miliardi di dollari del più grande gestore del mondo. Tuttavia il calo rispetto alla prima parte del 2021 è stato più pronunciato in Vanguard: 37% contro il 29,6% di BlackRock. Una vera debacle invece è stata quella di State Street Global Advisor, il terzo più grande fornitore di ETF, che ha dovuto fare i conti con un rallentamento dell’80% a 8,8 miliardi di dollari di afflussi.

 

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