La piattaforma di trading online eToro ha annunciato i suoi piani per il lancio di un’offerta pubblica iniziale (Ipo) negli Stati Uniti. Il network di social trading, attivo dal 2007 in Europa, America, Asia e Africa, ha ufficialmente presentato la sua documentazione alla Sec e punta a una quotazione sul Nasdaq. La mossa, arrivata dopo un fallimentare tentativo nel 2021 tramite una fusione con Fintech Acquisition Corp V, è progettata per sfruttare le condizioni favorevoli del mercato e ampliare la platea di clienti.
Nel comunicato diffuso sul suo sito, eToro fa sapere che prevede di quotare le sue azioni di classe A con il ticker Etor sul Nasdaq Global Select Market. I principali bookrunner sono Goldman Sachs, Jefferies, Ubs e Citigroup, con Deutsche Bank Securities, BofA Securities, Cantor, Citizens Jmp, Keefe, Bruyette & Woods, Mizuho e Td Securities come bookrunning manager e Canaccord Genuity, Moelis & Company, Needham & Company, Rothschild & Co e Susquehanna Financial Group come co-manager.
eToro annuncia l’Ipo: ecco quanto vale
La quotazione di eToro sul Nasdaq arriverà con una valutazione stimata di 5 miliardi di dollari, superiore ai 3,5 miliardi risalenti all’ultimo round di finanziamento da 250 milioni nel 2023. Nel 2021, all’epoca della prima prova di quotazione e del suo successivo annullamento, la valutazione era di 10,4 miliardi. Ora la registrazione confidenziale è stata effettuata a gennaio, l’annuncio dell’Ipo è del 24 marzo con presentazione del form F-1 alla Securities and exchange commission: se tutto procederà senza intoppi, l’azienda potrebbe giungere a quotarsi entro il secondo trimestre del 2025.
La piattaforma dove si può investire in azioni, criptovalute, materie prime e numerosi altri asset, spopola su scala internazionale: è autorizzata in Italia dalla Consob e in possesso di una licenza CySec perché è a Cipro che ha la sua sede legale. Erede di RetailFx, fondata a Tel Aviv dai fratelli israeliani Yoni e Ronen Assia, oggi eToro conta 35 milioni di utenti registrati in tutto il mondo e mette a disposizione oltre 7.000 strumenti sui quali investire, tra cui venti Borse globali e cento criptovalute scelte tra quelle considerate d’élite, da Bitcoin ed Ethereum a Solana e Cronos.
Perché eToro ha scelto gli Stati Uniti
Nonostante il suo mercato principale sia quello del Regno Unito, eToro è pronta a quotarsi sul Nasdaq per raggiungere un numero più ampio di utenti e ottenere maggiore visibilità rispetto alla piazza londinese. La piattaforma di trading è famosa per essere cripto-friendly e il secondo mandato di Donald Trump alla presidenza vuol proprio fare degli USA la capitale mondiale degli asset digitali, lanciando un quadro regolatore chiaro e favorendo la protezione degli investitori.
La tecnologia blockchain sarà centrale nel mondo della finanza del futuro: è la convinzione profonda di Yoni Assia, che con il sistema copy trader (l’algoritmo social per l’interazione e lo scambio di consigli) facilita gli investimenti e guarda soprattutto ai più giovani e ai non professionisti. “Qualcosa nel mercato statunitense crea una combinazione di liquidità e consapevolezza per gli asset che vi vengono scambiati”, ha dichiarato l’amministratore delegato in merito alla scelta della quotazione negli Stati Uniti.
Robinhood e Coinbase sono entrambe già quotate sul Nasdaq: il debutto a Wall Street della più famosa piattaforma fintech di investimento sarebbe un passo significativo per la normalizzazione del settore delle cripto-attività e dell’investimento negli asset digitali. Non solo: l’arrivo in Borsa di eToro potrebbe portare ad altre quotazioni di fintech e aziende cripto-friendly. Un processo simile a quello che si sta verificando con i diversi exchange di criptovalute pronti alla quotazione nel 2025.









