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Eurirs: cos’è e come funziona

Eurirs: cos'è e come funziona

Quando si chiede un finanziamento, tipo un mutuo a tasso fisso, è importante conoscere l’Eurirs. Si tratta di un parametro che viene utilizzato dalle banche per determinare l’entità degli interessi che dovranno essere corrisposti. In questo testo vedremo in cosa consiste, a cosa si riferisce, come viene calcolato e perché è importante.

 

Eurirs: definizione e caratteristiche

L’Eurirs, conosciuto anche come IRS (Interest Rate Swap), è un tasso interbancario che corrisponde alla media delle quotazioni applicate ai contratti swap da parte dei principali istituti di credito dell’Unione Europea. Il suo calcolo è effettuato ogni giorno dalla Federazione bancaria europea sulla base delle aspettative dei mercati finanziari. La durata dell’Eurirs varia da 1 a 50 anni e corrisponde alla scadenza del contratto di finanziamento. Se ad esempio viene acceso un mutuo per 30 anni, il tasso che si prenderà a riferimento sarà l’Eurirs a 30 anni. Essendo dipendente dalla durata del prestito e non dall’ammontare del capitale, l’Eurirs è tanto maggiore quanto più il piano di ammortamento è lungo. Per determinare poi il tasso fisso che perdurerà per tutta la durata del prestito, ogni banca aggiunge un suo spread, che rappresenta di fatto il margine di guadagno.

L’Eurirs si contrappone all’Euribor, utilizzato nei mutui a tasso variabile. Quest’ultimo varia nel tempo proprio in funzione del cambiamento dell’Euribor, che può avere scadenza di 1, 3, 6 e 12 mesi. In sostanza, nei mutui a tasso variabile, le banche calcolano la rata periodicamente pagata dal mutuatario prendendo a riferimento l’Euribor, che varia nel tempo, a cui aggiungono uno spread che invece rimarrà fisso per tutta la durata del contratto. Viceversa, l’Eurirs rimane fisso e quindi viene adottato per il calcolo degli interessi nei mutui a tasso fisso. Se ne deduce che l’entità delle rate nel piano di ammortamento si conosce già dal momento della stipula del contratto, a differenza dei mutui a tasso variabile in cui l’importo delle rate cambia al variare dell’Euribor.

 

Eurirs: come si calcola

Quando si stipula un mutuo a tasso fisso, la banca deve fornire tutte le informazioni relative al calcolo dell’Eurirs. Le modalità vengono riportate nel Prospetto Informativo Europeo Standardizzato, un documento di sintesi di tutte le caratteristiche del finanziamento. Insieme all’Eurirs, è indicato anche il guadagno della banca rappresentato dallo spread.

Ogni istituto finanziario ha un suo metodo nella rilevazione dell’Eurirs. Ad esempio, alcuni possono prendere a riferimento l’indice del giorno prima del rogito in cui verrà effettuato il passaggio di proprietà del bene immobiliare per cui si è stipulato il mutuo; altri possono invece affidarsi al tasso interbancario dell’ultimo giorno del mese precedente. In ogni caso, la banca deve essere estremamente trasparente e indicare ogni cosa nel prospetto informativo.

 

Vantaggi e svantaggi

L’Eurirs presenta pro e contro per un soggetto che accende un mutuo a tasso fisso. Il principale vantaggio sta nel conoscere con certezza quale sarà l’esborso della rata mantenendosi al riparo da brutte sorprese. Questo è particolarmente vero per chi ha uno schema pianificato delle uscite finanziarie e non può permettersi il rischio di improvvise variazioni. C’è da dire, tuttavia, che dal preventivo di un mutuo all’effettiva stipula del contratto può trascorrere diverso tempo e l’Eurirs in tale lasso può subire cambiamenti importanti che incidono sulla rata.

Lo svantaggio deriva dal fatto che, qualora i tassi di interesse sul mercato dovessero scendere, il mutuatario si trova a pagare un onere per il finanziamento maggiore che non può essere modificato se non chiudendo il mutuo in corso e accendendone uno nuovo, sostenendo però delle penali.

Per la banca esiste anche un rischio tassi (nella fattispecie di rialzo perché otterrebbe un tasso minore rispetto a quello di mercato) ed è per questo che normalmente il tasso fisso risulta più elevato di quello variabile. L’azienda di credito di solito però si difende dal rischio di subire una perdita derivante dal rialzo dei tassi stipulando swap o altri contratti derivati.

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