Negli ultimi anni, il mercato italiano ha visto una notevole espansione dei certificati di investimento. Tra le diverse tipologie, gli Express certificates, noti anche come Cash Collect Autocallable, si sono distinti per la loro crescente popolarità. Questi strumenti consentono agli investitori di ottenere rendimenti anticipati se si verificano determinate condizioni. Secondo i dati di ACEPI, nel mercato primario sono stati collocati certificati Express per un valore totale di 3.853 milioni di euro, rendendoli il secondo prodotto più diffuso tra quelli a capitale condizionatamente protetto, dopo i certificati digitali.
Il tratto distintivo di questi certificati è la possibilità di rimborso anticipato automatico: se, in specifiche date di osservazione, l’attività sottostante supera un livello prefissato (definito Livello di Autocallability), il certificato viene rimborsato anticipatamente con il pagamento del prezzo di emissione e di un premio. Inoltre, durante la durata del prodotto, possono essere corrisposti premi intermedi. Questi possono essere condizionati, quindi dipendenti dall’andamento del sottostante, oppure incondizionati, ovvero erogati indipendentemente dalla performance del sottostante. Ciò permette di ottenere ritorni positivi anche in scenari di mercato laterali o lievemente negativi, purché entro certi limiti, e di uscire dall’investimento prima della scadenza naturale grazie al meccanismo di autocall.

Payoff dell’Express Certificate
Partendo dalla struttura base sopra descritta, gli emittenti hanno ampliato la gamma e la varietà di Express certificate. Alcune strutture di interesse sono i cosiddetti certificati “Softcallable”, i “Reverse convertible” su bond governativi e i “Target One Autocallable”: analizziamone il funzionamento, le opportunità e i relativi rischi.
Estensioni e Varianti degli Express Certificates
Softcallable
Tra le evoluzioni degli Express certificates si trovano i certificati softcallable, che prevedono per l’emittente la possibilità, ma non l’obbligo, di richiamare il prodotto in anticipo. A differenza dei classici Express, il rimborso anticipato non dipende da condizioni di mercato, ma dalla scelta discrezionale dell’emittente, a partire da una data prestabilita. In caso di richiamo, l’investitore riceve il capitale nominale e i premi maturati. Questo però comporta un rischio per l’investitore, che potrebbe dover reinvestire il capitale in condizioni di mercato meno favorevoli. Tuttavia, i softcallable offrono rendimenti potenzialmente più elevati, proprio perché l’emittente tende a esercitare il richiamo solo quando non è più vantaggioso mantenere il certificato in circolazione. Se non viene esercitato, il certificato segue il proprio ciclo naturale: se tutti i sottostanti restano sopra le rispettive barriere, l’investitore incassa il capitale più i premi; altrimenti, riceve un rimborso legato alla performance negativa peggiore dei sottostanti.
Reverse convertible su bond governativi
I Reverse convertible legati a titoli di Stato sono strumenti che uniscono elementi obbligazionari e derivati, offrendo premi elevati in cambio di un’esposizione più marcata al rischio di mercato. Il sottostante è un’obbligazione governativa, ma i premi sono fissi e garantiti, a prescindere dalla sua performance. Alla scadenza, se il prezzo del bond supera un livello prestabilito, l’investitore riceve il capitale in contanti oltre ai premi. In caso contrario, riceve comunque il premio, ma il rimborso avviene tramite la consegna di un numero definito del bond sottostante. Questi certificati risultano particolarmente interessanti in scenari di tassi in discesa e bassa volatilità, mentre risultano meno vantaggiosi in contesti opposti. Sono quindi adatti a chi cerca rendimento superiore rispetto all’obbligazione sottostante, accettando un’esposizione più elevata.
Target One Autocallable
I Target One Autocallable appartengono alla famiglia dei certificati a capitale condizionatamente protetto. La loro particolarità sta nel meccanismo di rimborso a scadenza, che dipende da due livelli: la barriera e il Target One (solitamente pari al 100% del valore iniziale). Se, a scadenza, il sottostante con performance peggiore è sotto la barriera e nessun sottostante supera il Target One, l’investitore subisce una perdita pari alla performance negativa peggiore. Ad esempio, con una perdita del 60% e una barriera al 50%, riceverà il 40% del capitale. Al contrario, se almeno un sottostante supera il Target One, l’intero capitale viene restituito, anche se altri sottostanti sono in perdita. Questo meccanismo aumenta le probabilità di rimborso integrale, ma comporta anche un minor rendimento potenziale. Inoltre, possono essere previsti premi condizionati legati all’andamento dei sottostanti e opzioni di rimborso anticipato al verificarsi di specifiche condizioni.
A cura di Leonteq Team Italy e Giovanna Zanotti, direttore scientifico ACEPI e professore ordinario all’Università di Bergamo.









