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Fabio Panetta: ecco chi è il nuovo governatore della Banca d’Italia

Fabio Panetta: ecco chi è il nuovo governatore della Banca d'Italia

Mercoledì 1° novembre Fabio Panetta è succeduto a Ignazio Visco come governatore della Banca d’Italia, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica datato 10 luglio 2023 e dopo che il 27 giugno 2023 il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e con il parere favorevole all’unanimità del Consiglio superiore della Banca d’Italia, ha approvato la sua designazione.

L’attuale membro esecutivo della Banca centrale europea e direttore generale di Bankitalia, ora sale a Palazzo Koch assumendo la massima carica per un mandato di sei anni. Ma chi è Fabio Panetta e quali sono le sue caratteristiche? Ripercorriamo la storia dell’economista e banchiere italiano mettendo in luce gli studi, gli incarichi, i lavori svolti presso gli istituti in cui ha prestato i suoi servizi e il suo pensiero economico.

 

Fabio Panetta: origini e formazione

Fabio Panetta è nato a Roma nel 1959 da una famiglia originaria della Ciociaria. Laureatosi in Economia e Commercio alla Luiss Guido Carli all’età di 23 anni, si trasferì a Londra dove ottenne il Master of Science in Monetary Economics presso la London School of Economics e successivamente un PhD in Economics and Finance alla London Business School. Nel 1985 fu assunto alla Banca d’Italia, allora guidata da Carlo Azeglio Ciampi, dove ottenne incarichi nella divisione monetaria e finanziaria. Nel 1999 divenne il capo di tale unità, mentre otto anni più tardi venne nominato al vertice del Servizio Studi di Congiuntura e Politica monetaria di Bankitalia. Nel 2010 fu nominato direttore responsabile del Rapporto sulla stabilità finanziaria. Carica che ricoprì fino al 2012.

Nel 2011 Panetta assunse il ruolo di direttore generale per il coordinamento della partecipazione della Banca d’Italia e dell’Eurosistema. Dal 2012 al 2019 diventò vice-direttore generale dell’autorità monetaria nazionale, quando fu nominato direttore generale. Nello stesso momento ottenne la nomina di presidente dell’istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, dopo anni in cui è stato membro del direttorio.

Tra gli altri ruoli di grande rilievo vanno ricordati quello di membro del consiglio di amministrazione della Banca dei regolamenti internazionali e supplente del governatore nel consiglio direttivo della BCE, oltre che membro del Consiglio di vigilanza del Meccanismo di vigilanza unico europeo. Dal 1° gennaio 2020, Fabio Panetta è divenuto membro del comitato esecutivo della BCE.

 

Cosa significa essere governatori della Banca d’Italia

Diventando governatore della Banca d’Italia, il 64enne capitolino risulta anche:

  • membro del Consiglio direttivo e del Consiglio generale della BCE;
  • membro del Consiglio generale del Comitato europeo per il rischio sistemico;
  • membro del Consiglio di amministrazione della Banca dei regolamenti internazionali;
  • membro del Comitato direttivo del Financial Stability Board;
  • membro dei Consigli dei governatori della Banca Mondiale;
  • membro della Banca asiatica di sviluppo;
  • membro del Fondo Monetario Internazionale;
  • membro della Banca interamericana di Sviluppo;
  • membro del G7 e del G20.

Fabio Panetta: opere e onorificenze

Come grande esperto di economia e di finanza, Fabio Panetta ha realizzato numerose ricerche su temi che riguardavano aspetti finanziari e monetari apparsi su varie riviste scientifiche internazionali di economia, come: The American Economic Review, European Economic Review, The Journal of Finance, Journal of Money, Credit and Banking, Journal of Banking and Finance, Economic Notes, Moneta e Credito e Giornale degli economisti.

Nel 2004 ha pubblicato un libro attraverso Il Mulino intitolato “Il sistema bancario italiano negli anni novanta: gli effetti di una trasformazione”. E nel 2006 è uscito il libro “Il sistema finanziario e il Mezzogiorno. Squilibri reali e divari finanziari”.

Su iniziativa del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il 9 dicembre del 2019 Fabio Panetta ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere di gran croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

 

Fabio Panetta: il Draghi della destra

Di Fabio Panetta si dice che abbia un carattere duro e autorevole, in grado di far sentire la sua voce pure di fronte a situazioni a lui poco congeniali. In questo assomiglia molto a Mario Draghi, di cui condivide il pensiero economico-monetario nelle sue funzioni alla BCE. Nell’ultimo anno e mezzo ha dovuto sfidare i falchi dell’Eurotower, cercando di far passare una linea meno rigorosa per affrontare l’inflazione. A suo avviso, il costo della vita non andava combattuto solo con l’aumento dei tassi d’interesse, ma anche attraverso la scelta di mantenere tassi elevati più a lungo. Recentemente l’approccio è diventato ancora più flessibile, con un maggior orientamento verso l’attenzione allo stato di salute dell’economia nell’ambito della conduzione della politica monetaria.

Questa sua inclinazione accomodante gli ha fatto cucire addosso l’abito del Draghi della destra, ossia di figura di alto livello che nell’occasione possa scendere in campo a supporto del governo Meloni per rassicurare i mercati. Infatti, dopo le ultime elezioni che hanno decretato la vittoria del centro-destra, il premier Giorgia Meloni lo voleva come Ministro dell’Economia. Il corteggiamento non ebbe però esito positivo, ma intanto Panetta è diventato l’unico candidato alla massima carica della Banca d’Italia. Le sue idee rimangono molto vicine a quelle del governo, ma il suo piglio forte è garanzia di indipendenza del neo governatore di Via Nazionale.

 

Fabio Panetta e le criptovalute

Panetta è stato sempre considerato un grande esperto dei mercati finanziari, in virtù del suo ricco curriculum in campo macroeconomico. Tra le sue idee ha colpito in particolare la sua avversione verso le criptovalute, che ha descritto come “deleterie” per la sicurezza e la stabilità del sistema finanziario. “Le criptovalute sono state promosse come alternative decentralizzate che promettono servizi finanziari più resilienti. Però, la realtà è che non sono state all’altezza delle loro promesse. A causa dei loro limiti, le criptovalute non si sono sviluppate in una forma di finanza innovativa e robusta, ma si sono invece trasformate in una forma di finanza deleteria”, ha affermato.

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