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Ferrari: nel 2022 è il miglior titolo tra i produttori di auto a Wall Street

Ferrari: tra i produttori di auto è quella che ha fatto meglio in Borsa nel 2022

Il 2022 è stato un anno molto magro per il settore delle auto in Borsa, soprattutto nel comparto dei veicoli elettrici, dopo un 2021 scoppiettante. A determinare la vendita delle azioni da parte degli investitori è stato l’aumento dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve. Hanno influito anche le problematiche legate ai blocchi Covid-19 in Cina, paese che rappresenta il più grande mercato del mondo per i produttori di auto elettriche, oltre alle problematiche persistenti alla catena di approvvigionamento.

Il FactSet Automotive Index, che include le azioni delle case automobilistiche, è crollato del 38% quest’anno. In questo ambito, le più colpite sono state la startup EV come Lucid, Canoa, Rivian e Nikola, che hanno perso rispettivamente l’86%, l’83%, l’82% e il 75%. Tesla, che è il leader del settore, è naufragata anche con una perdita quasi del 70%, per effetto anche delle vendite delle azioni del suo amministratore delegato Elon Musk finalizzate a finanziare l’acquisizione di Twitter. Le aziende di auto tradizionali hanno fatto meglio, ma alcuni grandi gruppi come General Motors e Volkswagen hanno lasciato al mercato ben oltre il 40% di capitalizzazione.

 

Ferrari: ecco la società di auto che si è comportata meglio a Wall Street

La società di auto che si è comportata meglio di tutte a Wall Street è stata Ferrari, che da inizio 2022 ha perso solo il 18%, davanti a Stellantis, in calo del 25%, e Toyota, scivolata del 26%. Cosa ha determinato le performance di Maranello? La chiave di lettura che spiega tutto è da ricercare nel pubblico a cui si rivolge, ossia di fascia alta. L’azienda prevede che entro la fine dell’anno venderà 13 mila vetture, ma il prezzo medio di vendita sarà di 322.000 dollari, con una lista di attesa lunga. Il punto di forza della società guidata da Benedetto Vigna sta proprio in questo: una produzione annuale limitata che le consente di preservare il suo potere di determinazione del prezzo in quanto i modelli sono esclusivi. Ciò implica grandi margini di profitto, mettendola al riparo dal pericolo di interruzione delle attività dovute a inflazione o vincoli alla catena di approvvigionamento.

Durante la conferenza stampa in occasione dell’ultima trimestrale, Vigna ha detto che la maggior parte dei modelli Ferrari sono stati venduti per l’anno all’inizio del mese di novembre e non si prevede alcun problema relativamente alla domanda nel 2023, indipendentemente da come andrà l’economia nel suo complesso. Questo è un aspetto di importanza estrema, perché la gran parte degli economisti si aspetta una recessione in arrivo.

Secondo John Murphy, analista di Bank of America, “l’attenzione dell’azienda alla qualità e le prestazioni uniche dei suoi veicoli sono incrollabili e hanno portato a un track record di prestazioni finanziarie resilienti, nonché a un significativo valore del marchio intangibile e un vero status di lusso”. L’esperto ha una posizione di acquisto sul titolo in Borsa, con prezzo obiettivo di 285 dollari, il che implica un premio del 34% rispetto ai 212,60 dollari attuali.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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