Ferrari balza in testa al listino milanese con una trimestrale da record
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FERRARI IN TESTA AL LISTINO CON TRIMESTRALE DA PODIO

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Batte le attese la trimestrale di Ferrari che si posiziona sul podio di Piazza Affari con un progresso di oltre il 6 per cento

Corre in Borsa italiana il titolo Ferrari, guadagnando il 6,37 per cento a pochi minuti dalla chiusura e balzando a 153,75 euro. A dare slancio alla società di Maranello, un primo primo trimestre chiuso con utili netti a 169 milioni, in calo del 41 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, ma migliore delle attese degli analisti (163 milioni di utile secondo S&P Market Intelligence). Molto buone le vendite: le consegne sono arrivate a 2.474 unità, il 9,4 per cento in più rispetto al corrispondente periodo dell’anno scorso, uno dei meno brillanti dalla quotazione. Vanno di pari passo anche i ricavi, cresciuti nel trimestre del 9,2 per cento (+7,1 per cento a cambi costanti) fino a 915 milioni di euro, 26 milioni in più rispetto agli 889 milioni attesi in media dagli analisti di Borsa. L’utile per azione sale a 90 centesimi di euro, quattro in più rispetto alle attese del mercato.

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La società ha anche annunciato una revisione al rialzo delle previsioni sul 2019: la stima sui ricavi netti passa così da 3,5 a 3,7 miliardi; quella sull’Ebitda Adjusted da 1,2-1,25 miliardi a 1,27 miliardi; quella sull’Ebit (risultato operativo) da 0,85-0,9 miliardi a 0,92 miliardi; l’utile diluito adjusted per azione (EPS) passa da da 3,50-3,70 a una forchetta compresa tra i 3,70 e 3,75 euro per azione. Rivista al rialzo anche la previsione sul free cash flow industriale che passa da 0,55 miliardi a 0,6 miliardi.

“Nei nove mesi gennaio-settembre 2019 le consegne di Ferrari sono state di 7.755 unità – si legge nel comunicato – in rialzo del 13% rispetto ai primi nove mesi del 2018. I ricavi sono saliti del 10% a 2,839 miliardi di euro, l’ebitda dell’11% a 936 milioni (+11% adjusted) con il margine adjusted al 33%, in aumento di 40 punti base. L’ebit è salito dell’11% a 698 milioni (+11% l’adjusted), con il margine adjusted a 24,6%, in crescita di 10 punti base. L’utile netto dei nove mesi è sceso dell’11% a 533 milioni di euro (+17% adjusted), con l’eps pari a 2,82 euro (-10%), e l’eps diluito adjusted pari a 2,81 euro (+18%)”.

Per quanto riguarda il terzo trimestre “l’aumento delle consegne (+9,4%) di vetture è stato trainato – continua il comunicato – dall’aumento pari al 9,5% delle vendite dei nostri modelli a 8 cilindri (V8) e dall’aumento pari all’8,9% dei nostri modelli a 12 cilindri (V12). La performance dei modelli è stata guidata in particolare dai solidi livelli delle consegne della Ferrari Portofino e della 812 Superfast. Ciò è stato in parte compensato dai minori volumi della famiglia 488, con la fine produzione della 488 GTB e della 488 Spider in parte controbilanciata dalla 488 Pista e dal progressivo aumento delle consegne della 488 Pista Spider. Verso la fine di settembre sono iniziate anche le prime consegne delle Ferrari Monza SP1 e SP2”.

Le consegne sono salite del 14 per cento nella regione Emea a 1.143 unità, “nelle Americhe sono state stabili a 772 unità, mentre nell’area Cina Continentale, Hong Kong e Taiwan sono scese del 2% a 159 unità, per effetto della decisione di concentrare le consegne ai clienti nella prima parte dell’anno prima dell’introduzione anticipata di nuove normative sulle emissioni. La regione Resto dell’Apac ha registrato un aumento del 23,1% a 400 unità”, precisa Ferrari.

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