Anche Ferrari lancia il suo fan token: gli altri esempi nello sport in Italia

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Ferrari continua il suo percorso di digitalizzazione e di avvicinamento al mondo della blockchain. Come riportato da Reuters, il Cavallino ha deciso di lanciare il suo primo token digitale, intraprendendo così la strada di una nuova forma di esclusività. Si chiama Token Ferrari 499P e prende il nome della vettura che ha dominato la 24 Ore di Le Mans negli ultimi tre anni. D’altronde, scegliere il nome di una delle ultime vetture realizzate per la Formula 1 non avrebbe avuto lo stesso appeal, dati i continui e deludenti risultati. 

 

In questo articolo:

 

  • Token Ferrari 499P: l’obiettivo del Cavallino
  • Lo sport in Italia e i fan token

 

Token Ferrari 499P: l’obiettivo del Cavallino

Nato in collaborazione con Conio, fintech italiana che ha scelto di muoversi nel rispetto delle nuove regole europee del regolamento MiCA, il Token Ferrari 499P nasce con un obiettivo ben preciso: connettere il marchio del Cavallino Rampante alle nuove generazioni digitali, quelle cresciute tra intelligenza artificiale, cripto e realtà aumentata.

Dietro l’annuncio, quindi, c’è una strategia precisa. Ferrari creerà un club ristretto, l’Hyperclub, che riunirà circa un centinaio di clienti d’élite. Saranno loro i destinatari del token e, attraverso di esso, potranno partecipare all’asta per aggiudicarsi la mitica 499P. Non solo una macchina, ma un simbolo: tre volte vincitrice a Le Mans, erede diretta del mito Ferrari nelle corse di resistenza. E per accedervi, non serviranno contanti o assegni, ma criptovalute e token digitali, in un intreccio perfetto tra passato e futuro, tradizione e innovazione.

Eppure, al di là dell’aspetto tecnico e finanziario, ciò che colpisce è il senso culturale di questa mossa. Ferrari non sta solo introducendo una nuova forma di pagamento o sperimentando una tecnologia: sta ridefinendo il concetto stesso di appartenenza. D’altronde la società ha iniziato ad accettare Bitcoin, Ethereum e Usdc per l’acquisto di auto negli Stati Uniti già nel 2023, estendo lo scorso anno anche la possibilità in Europa.

Quello odierno è un messaggio che va dritto al cuore del suo pubblico: non basta più possedere un’auto, bisogna sentirsi parte di un club, di un codice, di una comunità. E in questo Ferrari è un esempio, dato che è anche il brand italiano di maggior valore al mondo. In questo caso, quindi, il token diventa un simbolo di adesione identitaria, quasi una bandiera digitale. È la logica del lusso 5.0, potremmo dire: esclusività, esperienza, appartenenza. La Ferrari non vende semplicemente automobili, ma mondi. Il token è la chiave per entrarvi.

 

Lo sport in Italia e i fan token

Ma questa storia, se la guardiamo con attenzione, parla anche di sport, e in particolare di Italia. Perché l’idea di legare la passione sportiva a un asset digitale non è nuova, e anzi negli ultimi anni ha trovato terreno fertile proprio tra le società sportive del nostro Paese.

I fan token nel calcio, per esempio, rappresentano una delle trasformazioni più evidenti nel modo di intendere il tifo. Juventus, Milan, Inter, Roma, Lazio, persino la Nazionale: tutti hanno sperimentato, in forme diverse, la tokenizzazione della relazione con i propri tifosi. È un fenomeno che nasce dal desiderio di superare la distanza tra club e supporter, offrendo strumenti digitali di partecipazione e ricompensa. Attraverso piattaforme come Socios.com o Binance, i tifosi possono acquistare token che consentono loro di partecipare a piccoli processi decisionali, votare in sondaggi, accedere a esperienze esclusive, ottenere premi.

In apparenza, un gioco. In realtà, un laboratorio di marketing relazionale. La Juventus, pioniera del settore, è stata la prima in Italia a lanciare il proprio token, creando un precedente che ha aperto la strada a tutti gli altri. Il successo iniziale fu immediato, anche perché arrivava in un momento in cui la pandemia aveva costretto i tifosi lontano dagli stadi: un token, in quel contesto, era una finestra digitale sul club, un modo per sentirsi ancora dentro la comunità bianconera.

Per fare un esempio, come si legge sul sito della società, lo scorso anno hanno permesso di “vivere esperienze esclusive e memorabili. Hanno incontrato i giocatori della prima squadra maschile, assistito agli allenamenti da bordocampo e persino vissuto il sogno di scendere in campo all’Allianz Stadium”. Inoltre, hanno permesso di “accedere a vantaggi riservati come prezzi speciali per le partite, la membership ufficiale e l’ingresso a eventi istituzionali esclusivi”.

La Roma, dal canto suo, ha seguito con entusiasmo la via della tokenizzazione, attratta dalla possibilità di espandere la propria base globale di tifosi. Con una proprietà americana e un brand in piena internazionalizzazione, il club giallorosso ha visto nei token una nuova forma di membership, capace di legare il tifo romano tradizionale ai fan sparsi per il mondo. E poi la Lazio, che ha scelto Binance come partner, portando il proprio token su un’infrastruttura di respiro mondiale. Più di recente, la stessa Figc ha deciso di lanciare il token ITA, un simbolo che non appartiene a un club, ma a un intero Paese: una bandiera digitale capace di unire gli italiani ovunque si trovino.

Eppure, c’è una differenza sostanziale tra i fan token del calcio e il modello Ferrari. Le società sportive hanno puntato su strumenti di massa, pensati per milioni di tifosi. Ferrari, invece, ha scelto la via opposta: un token per pochissimi, selezionati, privilegiati. Dove il calcio cerca di democratizzare l’appartenenza, Ferrari la rende aristocratica.

Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

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