È ufficiale. Ferrero ha annunciato l’acquisizione di WK Kellogg per 23 dollari per azione in contanti, per un valore aziendale complessivo di 3,1 miliardi di dollari.
L’acquisizione, spiega la nota ufficiale, include “la produzione, la commercializzazione e la distribuzione dell’iconico portafoglio di cereali per la colazione di WK Kellogg Co negli Stati Uniti, in Canada e nei Caraibi, fa parte del piano di crescita strategica di Ferrero e amplia la portata dell’azienda in più occasioni di consumo con marchi rinomati e amati e una forte rilevanza per i consumatori”.
Notizia che ha ovviamente scatenato l’entusiasmo del mercato e degli azionisti della stessa WK Kellogg. All’apertura delle contrattazioni il titolo della società americana sta guadagnando più del 30 per cento. Dimostrazione evidente del peso e della forza rappresentata da Ferrero in tutto il mondo.
Tutte le ultime acquisizioni messe a segno da Ferrero
Quella di WK Kellogg è solo l’ultima grande operazione messa a segno da Ferrero. Negli ultimi anni, infatti, la società ha continuato a espandere le sue attività in tutto il mondo grazie alla volontà di accelerare la crescita per vie esterne, oltre che per quelle interne, come la decisione di trasformare alcuni dei suoi prodotti storici anche in gelati. Una strada inseguita con forza soprattutto dal connubio di intenti tra lo stesso Giovanni Ferrero, presidente esecutivo della società, nonché l’italiano più ricco al mondo, oltre che il terzo a livello mondiale nel food&beverage con un patrimonio stimato di 41,1 miliardi di dollari secondo Forbes, e da Lapo Civiletti, amministratore delegato della società dall’1 settembre 2017, subentrato proprio a Giovanni in questa veste (l’imprenditore italiano è stato anche co-ceo insieme al fratello Pietro, morto d’infarto nel 2011).
Quello a cui stiamo assistendo è inevitabilmente frutto della strategia voluta dallo stesso Giovanni Ferrero. Durante Expo nel 2015, in una delle sue poche dichiarazioni pubbliche, affermò che in passato la crescita dell’azienda era stata solo organica e che “ogni generazione deve esplorare nuove frontiere e possibilmente portarsi oltre le colonne di Ercole”. Esattamente quello che si è visto in questi anni. Dal 2014, infatti la società, ha messo a segno 16 acquisizioni (quella di WK Kellogg è la numero 17).
Peraltro, nelle ultime ore si sono fatte sempre più insistenti le voci di un’altra possibile acquisizione (la 18esima quindi), che porta il nome di Carambar & Co, storico marchio francese di caramelle famoso per la caratteristica forma allungata e le barzellette stampate sulle confezioni. La conferma è arrivata dopo una riunione centrale del Cse (Comité Social et Économique).
Dal 2014 al 2020
Nel dettaglio, la strada è stata aperta nel 2014 dall’acquisizione del 100% del gruppo turco Oltan per 256 milioni di euro, tra i leader mondiali nella produzione e commercializzazione della nocciola. Nel 2015 fu la volta di Eurobase International, azienda specializzata nella produzione di gomma base in Belgio, e della britannica Thorntons.
L’anno successivo sono arrivati i biscotti belgi della Delacre, mentre il 2017 è stato il momento delle prime acquisizioni negli Usa, prima con Fannie May, chocolate confectionary, poi con Ferrara Candy, gummy and seasonal candies. Il 2018 è stato l’anno di una delle più grandi acquisizioni di Ferrero: quella che ha permesso al gruppo di inglobare il business dolciario di Nestlè negli Stati Uniti. Operazione che è costata 2,8 miliardi di dollari.
Nel 2019, sempre negli Stati Uniti, il gruppo ha acquisito il business dei biscotti, degli snack alla frutta, dei gelati e delle crostate da Kellogg Company, a seguire la quota di maggioranza del gruppo Ice Cream Factory Comaker (ICFC), società spagnola che produce gelati, e infine ha annunciato la firma di un accordo volto ad acquisire Kelsen Group A.S. dalla Campbell Soup Company. Kelsen ha sede in Danimarca a Nørre Snede e produce due prestigiose e amate marche di biscotti danesi, Royal Dansk e Kjeldsens.Il 2020 è l’anno in cui Ferrero entra a capofitto nel mercato del Regno Unito. A ottobre acquisisce il business dei biscotti a marchio Fox’s e poche settimane dopo, a dicembre 2020, compra Eat Natural, azienda attiva nel mercato degli healthy snack a base di cereali.
Dal 2021 ad oggi
A giugno 2021 una società affiliata a Ferrero ha annunciato un accordo definitivo per l’acquisizione di Burton’s Biscuit Company dal fondo Ontario Teachers’ Pension Plan Board. Burton’s Biscuit Group è un produttore di biscotti leader nel Regno Unito che possiede e produce marchi importanti come Maryland, Jammie Dodgers e Wagon Wheels e produce inoltre biscotti per importanti rivenditori e marchi globali.
Il 2022 porta con sé altre due acquisizioni: ad aprile quella di FULFIL Nutrition, l’azienda di barrette vitaminiche e proteiche di alta qualità che vende direttamente nel Regno Unito, oltre a distribuire in Irlanda e in altri mercati europei e dell’Asia Pacifico, e a dicembre di Wells, delle sue attività e dei suoi rinomati marchi di gelati, che includono Blue Bunny, Blue Ribbon Classics, Bomb Pop e Halo Top. Acquisizione che rientra nell’ambito della crescita strategica di Ferrero nella categoria dei gelati.
Tre le operazioni annunciate nel 2023: a febbraio quella di Fresystem, azienda italiana leader di mercato nel settore del frozen bakery della “colazione italiana” (acquisizione rientra nell’ambito del percorso di crescita strategico di Ferrero nel mercato allargato del fuoripasto dolce, si colloca in un segmento ad alto potenziale e consolida la posizione del gruppo in Italia) e poi di Dori Alimentos, uno dei maggiori produttori e distributori di dolci e snack del Brasile e Jelly Belly Candy Company, fondata in Illinois nel 1896 e conosciuta in tutto il mondo per le caramelle gommose Jelly Belly. Infine, a dicembre, una società affiliata a Ferrero ha annunciato che è entrata in negoziazione esclusiva per acquisire Michel et Augustin da Danone, azienda fondata in Francia nel 2004 che commercializza prodotti premium, tra cui biscotti dolci, biscotti salati e snack.
La sfida tra Ferrero e Barilla per la colazione
Seppur silenziosa, è evidente che nel nostro mercato stiamo assistendo a una nuova sfida: quella tra Ferrero e Barilla (tramite soprattutto il brand Mulino Bianco) nel mondo della colazione.
Infatti, oltre ad aver capito che il brand Nutella poteva essere molto di più di una ‘semplice’ crema da spalmare – da qui l’arrivo sul mercato di Nutella Biscuits, Nutella B-ready (con lo scopo di sfidare i biscotti della stessa Mulino Bianco) – l’acquisizione di Fresystem nel 2023 ha permesso a Ferrero di entrare nel segmento industriale della colazione “da bar” (cornetti, sfoglie).
Mercato che il gruppo ha deciso di affiancare sia con gli snack salutari – grazie alle acquisizioni per esempio di Eat Natural e le barrette Fulfil – sia con un altro attore fondamentale presente nelle tavole degli italiani per le colazioni: i cereali. Ed è proprio in questa direttiva che si inserisce appunto l’idea di investire la bellezza di 3 miliardi di dollari e acquisire WK Kellogg.









