Finale Mondiali 2026, quanto guadagna chi vince la coppa

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Il calcio, si sa, non è mai soltanto calcio. E la finale dei Mondiali 2026, in programma domenica 19 luglio alle 21 (ora italiana) al MetLife Stadium di East Rutherford, nel New Jersey, non fa eccezione. Spagna e Argentina non si giocheranno soltanto il titolo di campione del mondo, ma anche l’assegno più ricco nella storia della competizione: chi alzerà la coppa incasserà infatti 50 milioni di dollari, circa 43,5 milioni di euro. Una cifra che certifica la dimensione ormai pienamente industriale del torneo, la prima edizione a 48 squadre e a tre Paesi ospitanti (Stati Uniti, Messico e Canada), e che si inserisce in un montepremi complessivo senza precedenti: 727 milioni di dollari, circa 630 milioni di euro, approvati dal Consiglio Fifa nella riunione dello scorso 17 dicembre a Doha.

 

 
 
 
 
 
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Montepremi Mondiali 2026: gli assegni dal primo al quarto posto

Per capire la portata del salto compiuto dalla Fifa basta un confronto: in Qatar, nel 2022, l’Argentina campione del mondo aveva incassato 42 milioni di dollari, a fronte di un montepremi totale di circa 440 milioni. Quattro anni dopo, la quota destinata al montepremi vero e proprio sale a 655 milioni di dollari (circa 570 milioni di euro), con un incremento del 50% rispetto all’edizione precedente. Il finalista sconfitto di domenica non uscirà comunque a mani vuote: alla seconda classificata andranno 33 milioni di dollari, poco meno di 29 milioni di euro. In altre parole, i 90 (o più) del MetLife Stadium varranno, da soli, una differenza di 17 milioni di dollari.

Prima dell’ultimo atto, domani, toccherà a Francia e Inghilterra, le due grandi sconfitte delle semifinali, contendersi la cosiddetta “finalina””. Una partita spesso snobbata dal punto di vista sportivo, ma tutt’altro che irrilevante sul piano economico: la terza classificata riceverà infatti 29 milioni di dollari (circa 25 milioni di euro), mentre alla quarta ne spetteranno 27, ossia circa 23,5 milioni di euro. Anche in questo caso, dunque, il risultato del campo sposterà un premio da 2 milioni di dollari: non abbastanza, forse, per accendere gli animi dei giocatori, ma sufficiente a ricordare che nel calcolo delle federazioni ogni piazzamento ha un prezzo.

Tutti gli altri premi: nessuno torna a casa a mani vuote

La griglia dei compensi stabilita dalla Fifa per i Mondiali 2026 copre l’intera classifica del torneo. Le squadre eliminate ai quarti di finale, classificate tra il quinto e l’ottavo posto, hanno incassato 19 milioni di dollari ciascuna (circa 16,5 milioni di euro), quelle uscite agli ottavi, dal nono al sedicesimo posto, 15 milioni (circa 13 milioni di euro). Scendendo ancora, le nazionali ferme ai sedicesimi – la novità introdotta dal formato a 48 squadre – hanno ricevuto 11 milioni di dollari (circa 9,5 milioni di euro), mentre alle sedici eliminate nella fase a gironi sono andati 9 milioni a testa, poco meno di 8 milioni di euro. A queste somme si aggiunge un contributo di 1,5 milioni di dollari riconosciuto a ogni federazione qualificata per coprire i costi di preparazione: il risultato è che ciascuna delle 48 partecipanti si è garantita un incasso minimo di 10,5 milioni di dollari, circa 9 milioni di euro, per il solo fatto di aver staccato il biglietto per il Mondiale. Operazione che, per la terza volta consecutiva, non è riuscita alla nostra Nazionale. Chissà tra quattro anni. 

 

Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

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