FinecoBank: a giugno cresce la raccolta, azioni al break delle resistenze?

FinecoBank: a giugno cresce la raccolta, azioni al break delle resistenze?

FinecoBank: a giugno cresce la raccolta, azioni al break delle resistenze?

In una giornata che vede Piazza Affari rimbalzare si mette in luce il titolo FinecoBank, che sfrutta i buoni dati provenienti dalla raccolta netta di giugno. Questa, in uno scenario difficile e volatile, si è attestata a 851 milioni di euro superando i 796 milioni registrati 12 mesi prima . Nello specifico la componente gestita ha visto flussi positivi per 247 milioni di euro, mentre quella amministrata ha superato il miliardo di euro.

Da inizio anno la raccolta netta ha superato i 5,6 miliardi di euro, di cui 1,7 miliardi provengono dal gestito, attestandosi sui valori record del primo semestre del 2021. Per quanto riguarda invece i ricavi del brokerage sono stimati nell’ultimo mese a 17 milioni di euro, mentre la stima nel primo semestre del 2022 si attesta a 107 milioni di euro. Infine nel corso dell’ultimo mese sono stati acquisiti oltre 6.300 nuovi clienti, confermando il trend di miglioramento della base della clientela maggiormente interessata ad investire, con il contestuale aumento dei total financial asset relativi ai nuovi conti aperti.

 

Azioni FinecoBank: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere cosa ci suggerisce l’analisi tecnica delle azioni titolo FinecoBank. La seconda gamba rialzista che segue quella iniziale partita nel mese di giugno dai minimi di periodo in area 10,20 euro, sta spingendo in queste ore il titolo Fineco al test delle resistenze poste nei pressi dei 12-12,10 euro. L’eventuale break di questi livelli, dove peraltro transita anche la media mobile a 50 sedute, andrebbe a rafforzare il movimento in atto, aprendo la strada ad una prosecuzione degli acquisti. Questo avrebbe un primo target sui 12,65 euro e successivamente i 13,30 euro. Solo l’eventuale superamento di queste livelli andrebbe a migliorare la struttura grafica del titolo. Al contrario il mancato break dei 12,10 euro indebolirebbe l’azione e di conseguenza non sarebbe una sorpresa vedere le quotazioni dirigersi verso la soglia degli 11 euro. Nel caso si verificasse questa view fondamentale sarebbe la sua tenuta, per evitare a quel punto un ritorno sui minimi degli ultimi 24 mesi in area 10,20 euro.

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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