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Fondazioni bancarie: cosa sono e come funzionano

Fondazioni bancarie: cosa sono e come funzionano

Le fondazioni bancarie sono nate con la legge n.218 del 1990, conosciuta come legge Amato-Carli e hanno trovato sostegno legislativo nel decreto attuativo n.356 del 1990, nella legge-delega Ciampi n. 461 del 1998, nel decreto legislativo di attuazione n. 153 del 1999, nella legge n. 448 del 2001 o legge Tremonti e nella legge n. 112 del 2002. La loro creazione si inquadra nell’ambito dell’adeguamento dell’Italia al processo di liberalizzazione e privatizzazione dell’economia mirato allo sganciamento dallo Stato e a favorire la concorrenza tra le imprese. In questa guida vedremo cosa sono le fondazioni bancarie, qual è il loro funzionamento e a cosa servono.

 

Fondazioni bancarie: cosa sono

Le fondazioni bancarie sono organismi finanziari non profit che hanno scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico a livello territoriale. Una delle caratteristiche peculiari è che hanno a disposizione patrimoni elevati e diversificano le attività nell’interesse collettivo. La loro presenza è radicata soprattutto nei settori della ricerca scientifica, istruzione, arte, cultura, sanità e assistenza.

La differenza tra le fondazioni bancarie e le banche sta nel fatto che queste ultime perseguono finalità economiche e quindi hanno scopo di lucro attraverso l’esercizio del risparmio, la concessione del credito e l’emissione di prodotti finanziari. Le fondazioni invece mirano all’interesse delle collettività e non inseguono il profitto, pur operando nel rispetto dei principi di economicità della gestione. In sostanza, questi enti amministrano il patrimonio osservando criteri prudenziali di rischio per conservarne il valore e ottenere una adeguata redditività. Le fondazioni bancarie non possono esercitare funzioni creditizie e viene loro inibita qualsiasi forma di finanziamento, erogazione, sovvenzione, diretta o indiretta, a soggetti che perseguono scopi di lucro.

L’esercizio di attività di impresa è possibile solo se questa è strumentale alle finalità statutarie e orientata esclusivamente ai settori della ricerca scientifica, istruzione, arte, conservazione dei beni culturali e ambientali, sanità e assistenza alle classi sociali più deboli. Tale attività deve riportare una contabilità separata. Le fondazioni bancarie possono detenere partecipazioni solo di società che operano nei settori appena menzionati. Questi organismi hanno l’obbligo di tenere i libri e le scritture contabili, redigere il bilancio di esercizio e fornire la relazione annuale sulla gestione, secondo le disposizioni previste dal codice civile per le società per azioni, sia nell’esercizio di attività di impresa che nell’ambito delle singole erogazioni effettuate.

Le fondazioni intervengono sui territori prendendosi cura dei membri della comunità, sulla base del principio di sussidiarietà stabilito dalla Carta Costituzionale. Le fondazioni bancarie sono il primo alleato del mondo del volontariato, alimentando il Fondo unico nazionale, che fornisce le risorse ai Centri di Servizio per il Volontariato. L’intervento delle fondazioni è a livello provinciale e regionale, ma ci sono anche delle iniziative di portata nazionale e internazionale per mezzo del coordinamento di Acri, l’associazione collettiva che le rappresenta.

 

Fondazioni: assetto organizzativo

L’assetto organizzativo delle fondazioni bancarie è definito dallo statuto e prevede:

  • organo di indirizzo;
  • organo di amministrazione;
  • organo di controllo.

L’organo di indirizzo dà le linee guida alla fondazione e i membri vengono nominati da soggetti esterni che però non rappresentano e a cui non rispondono. L’organo di amministrazione si occupa della gestione del patrimonio ed è costituito da membri, il cui numero è variabile, nominati dalla Camera di Commercio, dalla Regione, dal Comune e dalla Provincia. I consiglieri non possono assumere cariche di amministrazione nella società bancaria conferitaria. L’organo di controllo vigila sulla gestione della fondazione ed è composto da persone con requisiti professionali richiesti per l’esercizio del controllo legale di conti. Gli organi che hanno funzione di amministrazione e di controllo possono essere sciolti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che esercita autorità di vigilanza, se ricorrono gravi e ripetute irregolarità nella gestione, a livello legislativo, amministrativo e statutario.

 

Trattamento fiscale

Le fondazioni bancarie fanno parte del cosiddetto terzo settore e, quindi, come enti non lucrativi possono godere di alcune agevolazioni fiscali. Con Circolare N. 15/E del 17 maggio 2022 l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti sull’aliquota IRES per alcune tipologie di soggetti tra cui le fondazioni bancarie. L’Agenzia ha richiamato l’art.6 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601, il quale riduce l’aliquota IRES della metà rispetto a quella ordinaria del 24% in relazione al reddito di determinati soggetti di utilità sociale. La circolare precisa che l’agevolazione sia da applicare alle fondazioni bancarie in presenza di:

  • requisiti soggettivi, ovvero essere ricompresi tra le categorie previste sia sotto il profilo degli scopi individuati dalle norme e dallo statuto, sia riguardo l’aspetto dell’attività svolta in concreto;
  • natura non imprenditoriale sulla base dei criteri definiti dal diritto europeo in materia di concorrenza.

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Redazione

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