Ford: l'inflazione impatta sui costi, cosa aspettarsi dal titolo a Wall Street?
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Ford: l’inflazione impatta sui costi, cosa aspettarsi dal titolo a Wall Street?

Ford: l'inflazione impatta sui costi. Cosa aspettarsi dal titolo a Wall Street?

A Wall Street si prevede un seduta difficile per il titolo Ford, che nella serata di ieri ha lanciato un nuovo warning. Nello specifico l’azienda automobilistica di Detroit ha comunicato, che a causa dell’inflazione, si aspetta nell’ultimo trimestre un miliardo di dollari in più di costi. In questo contesto l’Ebit adjusted dovrebbe attestarsi tra gli 1,4 e gli 1,7 miliardi di dollari rispetto ad un consensus posto a 2,6 miliardi di dollari. Non cambiano le guidance per l’anno in corso che vede un Ebit rettificato compreso tra gli 11,5 e i 12,5 miliardi di dollari.

I problemi non finiscono comunque qui. Quelli legati alla supply chain hanno ritardato la consegna di quasi 45 mila veicoli, in gran parte camion e Suv, che in attesa di ricevere le parti mancanti saranno completati e venduti durante l’ultima parte dell’anno. La carenza di componenti potrebbe incidere nell’ultimo trimestre con una perdita di fatturato vicino agli 1,5 miliardi di dollari. Ricordiamo che nel trimestre passato le vendite di Ford avevano superato quello dei competitors e nel mese di agosto le vendite erano aumentate del 27% rispetto ad un calo del settore automotive del 5%. I conti finali del terzo trimestre saranno comunicati il 26 ottobre.

 

Azioni Ford: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a scoprire cosa ci suggerisce l’analisi grafica del titolo. La fase correttiva innescatasi sul titolo Ford nella seconda parte del mese di agosto, ha posto fine a quel rimbalzo che aveva contrassegnato le quotazioni fin dal mese di luglio 2022. Nel breve periodo importante sarà ora per l’azione la tenuta dei 14,40 dollari, per evitare una prosecuzione delle vendite verso i 14 dollari e a seguire i 13,30 dollari. Nel caso si materializzasse questa view, fondamentale sarebbe la tenuta di questi livelli per evitare che i prezzi vadano a chiudere il gap-up lasciato aperto il 29 luglio nei pressi dei 13,19 dollari.

Al contrario un segnale di ritrovata positività si avrebbe con il superamento dei 15,20 dollari. Sopra questi livelli si avrebbe un primo target sui 15,45 dollari, dove si chiuderebbe il gap-down formatosi il 13 settembre 2022, e successivamente i 15,70 dollari. L’eventuale superamento di quest’ultimi livelli andrebbe a rafforzare la struttura grafica del titolo, aumentando di conseguenza le possibilità per un ritorno sui massimi degli ultimi mesi situati sui 16,60-16,70 dollari.

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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