Francia in crisi: i tre numeri della ruota di Parigi

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Giorni cruciali per la Francia che potrebbe influenzare, con il suo malessere, anche il resto del Vecchio continente. La situazione analizzata dagli esperti di Vontobel Certificati nella newsletter settimanale Weekly Note (Clicca QUI per iscriverti).

 

8, 10, 12. Non sono i numeri del lotto ma i giorni di questa settimana cerchiati in rosso dagli investitori, specie quelli europei. Protagonista è la Francia, con il tema politico che dopo molto tempo torna a riproporsi sui mercati finanziari del Vecchio continente.

La settimana inizia con il voto di fiducia richiesto dal primo ministro Bayrou sul bilancio. Una fiducia che salvo sorprese inaspettate non arriverà. Diversi gli scenari che potrebbero prospettarsi. La ricerca di una nuova coalizione capace di sintetizzare le diverse esigenze; la nomina di un esponente tecnico, chiamato ad approvare la legge di bilancio e rassicurare i mercati; le dimissioni di Macron, evento più difficile e indubbiamente più destabilizzante.

Se l’8 è il grande giorno per il governo, lo sciopero nazionale in programma mercoledì 10 conferma un generale stato di malessere della popolazione verso l’attuale proposizione politica. Quello che è certo è che questa tensione ha portato i mercati a concentrarsi sulle prospettive fiscali della Francia. Come evidenziato dal Global Credit Team di Algebris Investments, la traiettoria delle finanze pubbliche è in deterioramento.

Il rapporto debito/Pil è destinato a crescere ulteriormente nei prossimi anni e ridurre il deficit dal 5,4% del Pil previsto per quest’anno al 4,6% sarà estremamente difficile. Per gli esperti ora sembra destinato ad attestarsi più vicino al 5,5–6% entro il 2026. Il rischio di un declassamento del merito creditizio è concreto. Già venerdì 12 Fitch sarà chiamata a esprimere il suo giudizio sui conti francesi. Il mercato attende vigile, intanto la scorsa ottava si è assistito a un’asta di Oat in cui i rendimenti richiesti sono stati tutti in aumento, nella parte breve e in quella lunga della curva. La ruota di Parigi gira, il rischio è che anche il sentiment del mercato giri verso il risk-off.

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Redazione

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