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Frank Stella, le 5 opere più costose dell’artista statunitense

Uno dei Black Paintings di Frank Stella

Tra le opere più costose di Frank Stella sta facendo discutere Delta, il primo Black Painting che ha aperto la serie con cui nel 1958, ad appena 22 anni, il pittore e scultore statunitense è stato incoronato profeta del minimalismo. All’Art Basel 2023 di Miami, esposto dalla galleria Yares Art di New York, Miami e Santa Fe, è stato messo sul mercato dai due figli, per la prima volta dopo anni, ad un prezzo record: 45 milioni di dollari. Purtroppo per gli eredi, è rimasto invenduto: in caso contrario, sarebbe diventata l’opera di Stella più costosa di sempre. Il record d’asta per un dipinto nero di Stella raggiunge comunque cifre notevoli.

 

Frank Stella: le 5 opere più costose

Sul mercato privato, i Black Paintings sono stati venduti per cifre che oscillano tra i 35 e i 45 milioni di dollari. Non è chiaro per quale motivo Delta sia stato messo all’asta proprio ora. Nel 2021 i media specializzati hanno parlato di una spaccatura tra Stella e il figlio Patrick per divergenze politiche. Qualunque sia la verità, la traiettoria creativa e di mercato lunga oltre cinquant’anni di uno degli autori più poliedrici e innovativi del Novecento merita particolare attenzione da parte di collezionisti e “cacciatori” di investimenti alternativi. Ecco quali sono le cinque opere più costose di Stella in base ai risultati d’asta.

 

Benjamin Moore

A cavallo tra anni Cinquanta e Sessanta, Stella (nato nel 1936 a Malden, in Massachusetts) si stabilisce a New York e comincia a sperimentare l’idea della struttura deduttiva: il contenuto di un quadro viene creato a partire dalle dimensioni della tela. In questa serie di sei miniature del 1961 (Hampton Roads, Sabine Pass, New Madrid, Palmito Ranch, Delaware Crossing, Island No. 10: Benjamin Moore è il nome della marca della pittura impiegata) il pittore ridefiniziona il minimalismo e l’op-art. Nell’ottobre 2020 da Christie’s a New York la serie è venduta per 8,8 milioni di dollari.

Benjamin Moore di Frank Stella
Benjamin Moore (foto: Christie’s)

 

Sharpeville

Al 1962 risale quest’opera che racchiude molti degli sviluppi chiave nell’arte americana del dopoguerra, in particolare il rifiuto dell’espressionismo astratto e l’introduzione dell’astrazione dell’hard edge painting. Il titolo può richiamare la township sudafricana del massacro avvenuto nel 1960 al culmine delle proteste popolari contro la politica dell’apartheid messa in atto dal National Party, ma in realtà non ha necessariamente un collegamento con l’opera d’arte stessa. Da Christie’s nel luglio 2020 fa alzare le palette fino a 11,6 milioni di dollari.

Sharpeville di Frank Stella
Sharpeville (foto: Christie’s)

 

Delaware Crossing

Una delle miniature della serie Benjamin Moore dipinta nel 1961, Delaware Crossing è una delle pietre miliari del minimalismo. L’obiettivo di Stella era impiegare soltanto i sei colori primari e secondari facilmente reperibili nei barattoli di pittura e “mantenere la vernice com’era nella lattina”. In una mostra alla galleria Rubin di Zurigo, il pittore ne realizza 35 versioni più piccole che stregano Andy Warhol, il quale nel 1962 chiede all’amico e collega di dipingerne una serie di sei, oggi presente nella collezione del Brooklyn Museum. Nel novembre 2015 da Sotheby’s a New York Delaware Crossing è venduto a 13,7 milioni di dollari.

Delaware Crossing di Frank Stella
Delaware Crossing (foto: Sotheby’s)

 

Honduras Lottery Co.

Nel 1962 Stella realizza la serie Concentric Square, in cui spicca questo quadro monumentale (215.9 x 215.9 cm) incluso in una delle prime significative mostre personali del pittore alla leggendaria Ferus Gallery di Los Angeles e passato per le proprietà di alcuni dei più importanti collezionisti privati ​​della California, da Betty Asher al produttore televisivo Douglas S. Cramer. Nel novembre 2023 finisce all’asta da Sotheby’s a New York (in una delle collezioni più importanti per l’arte del dopoguerra e non solo: quella di Chara Schreyer, scomparsa a 75 anni per un cancro) e viene venduto per 18,7 milioni di dollari.

Honduras Lottery Co. di Frank Stella
Honduras Lottery Co. (foto: Sotheby’s)

 

Point of Pines

È del 1959 uno dei primi Black Paintings: un grandissimo e austero quadro nero (215.5 x 278.1 cm) con linee bianche sottili disposte in modo ritmico e geometrico direttamente sulla tela grezza. Basta con la crudezza emotiva dell’action painting e dell’espressionismo astratto, stop alla simbologia e agli stati d’animo dell’autore nel processo creativo: ciò che emerge è soltanto la fisicità della superficie. “Quello che vedi è quello che vedi”, dice il pittore nel 1966: un guanto di sfida lanciato alle tendenze dominanti. Nel maggio 2019 da Christie’s a New York Point of Pines viene aggiudicato per 28,1 milioni di dollari: ad oggi l’opera di Stella più cara mai venduta all’incanto.

Point of Pines di Frank Stella
Point of Pines (foto: Christie’s)

Fuori dalla Top 5 finiscono alcune opere di Frank Stella che hanno comunque strappato prezzi notevoli. Lettre sur les sourds et muets I del 1974 è venduto nel maggio 2018 da Christie’s a New York a 7 milioni di dollari; nel maggio 2014 Abajo del 1964 passa sempre da Christie’s per 6,6 milioni; Cinema de Pepsi III del 1966 e Gray Scramble IX (singolo) del 1968-1969 sono battuti da Christie’s rispettivamente per 5,5 e 5,1 milioni. All’asta Contemporary Curated da Sotheby’s ad Hong Kong nel giugno 2021, Untitled (Double Concentric Square) del 1978 supera i 42 milioni di dollari hongkonghesi (circa 4,6 milioni di euro) e diventa il quadro del pittore più costoso su piazza asiatica. Ancora da Sotheby’s non sono da meno le sculture Anderstorp (478.800 dollari nel novembre 2022) e La scienza della fiacca, che nel marzo 2023 è venduta a 254.000 dollari.

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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