Prima contribuire alla spinta all’ingiù. Poi lo stare un po’ più alla finestra mentre gli operatori tradizionali, presi da panic selling, vendono a piene mani. Infine tornare sul mercato in acquisto, sfruttando l’abbozzo di rimbalzo. Così può riassumersi la strategia dei robot trader ultraveloci nelle giornate di crollo a Piazza Affari dell’1, 2 e 5 agosto. La riprova? La offrono i dati, calcolati da Ematrend su richiesta del Sole 24 Ore, in merito all’operatività degli High frequency trader (Hft).
Nella seduta della prima caduta (1 agosto), i volumi degli Hft sul future FTSE Mib sono saliti – rispetto al giorno precedente – del 61,7%. Un balzo che ha portato la quota attribuibile agli algoritmi flash sul totale dei volumi del derivato al 74,38%. Il valore è molto elevato e la percentuale è rimasta in linea, o è leggermente calata anche nei giorni successivi.
“A ben vedere – ha spiegato Enrico Malverti, fondatore di Ematrend – gli High frequency trader hanno agito soprattutto il 2 agosto, anticipando il crollo ulteriore del lunedì successivo”. Una strategia che da una parte ha sfruttato la caduta dei listini e che, dall’altra, “ha contribuito allo stesso iniziale scivolone il quale, evidentemente, è stato cavalcato dagli operatori ultraveloci”.
Gli Hft hanno poi leggermente ridotto la loro attività il 5 agosto, portando al 69% il peso sugli scambi totali del future sul FTSE Mib. “In quella seduta, il ribasso del mercato è da attribuirsi maggiormente agli investitori tradizionali che, anche in scia al panic selling, hanno buttato giù i corsi azionari”. In questo contesto i “flash boys” hanno leggermente frenato, sebbene l’attività di vendita sia rimasta sostenuta. Nelle giornate successive – mentre il retail è rimasto in modalità sell – “gli High frequency trader hanno ripreso la strada degli acquisti, sia per ricoprirsi che per avvantaggiarsi dei prezzi più bassi”.
Quali sono state le società maggiormente nel radar degli Hft? “In generale – prosegue Malverti – si tratta delle società finanziarie. Il primo e il 2 agosto, Bper, Unicredit, Mps, Mediolanum e Mediobanca sono state tra le azioni maggiormente ‘lavorate’ da questa tipologia di operatori”. L’istituto di piazza Gae Aulenti, in particolare, ha “registrato, sempre venerdì, un balzo nei volumi per il 51% è ascrivibile proprio ai robot ultraveloci“. Gli algoritmi, peraltro, non si sono dimenticati di STMicroelectronics. Gli Hft sono poi tornati a vendere nella seduta del 6 agosto (con l’eccezione di A2A, Amplifon, Enel e Nexi) per, infine, acquistare in massa il giorno successivo.
FTSE Mib: le quotazioni stanno realizzando una configurazione a V rialzista
Il future FTSE Mib sembra essere impostato al ribasso nel breve termine, nonostante la performance positiva registrata nella seduta di ieri (+0,60%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 33.490, per poi andare a chiudere sul finale non distante a quota 33.410 alle ore 17.35.
Dopo una serie di massimi tutti realizzati tra maggio e luglio in area 35.000 (soglia psicologica), il derivato italiano ha ceduto violentemente il passo con un forte movimento ribassista che in due settimane lo ha spinto a perdere più del 12%, arrestando la discesa in prossimità del supporto presente sul livello 30.660.
Da quel momento i corsi hanno drasticamente invertito la propria rotta permettendo al mercato di creare una configurazione a V di stampo rialzista che ha sfiorato proprio ieri il livello 33.500. Tale recupero, però, appare poco solido, poiché non sostenuto da sufficienti volumi (causa anche il periodo ferragostano) e quindi potrebbe presto frenare la corsa con un ritracciamento che vada nuovamente a lavorare quota 33.000. Ultimato questo probabile e auspicabile pullback, comunque, le quotazioni dovrebbero riprendere a salire ponendosi come primo obiettivo il raggiungimento del livello 34.000, vero spartiacque tra la positività e negatività del FTSE Mib.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 33.490 con target nell’intorno dei 34.000 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 33.165 con obiettivo molto vicino al livello 32.750. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati rialzisti da giovedì scorso. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di neutralità vicino al livello 53.

L’andamento di breve termine del Future Ftse Mib









