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FTX: 1 milione di creditori aspettano il rimborso

FTX: 1 milione di creditori aspettano il rimborso

Il fallimento di FTX sta scatenando un terremoto nel settore delle criptovalute, almeno pari allo shock creato dal crollo della stablecoin TerraUSD e dal default di Celsius e Three Arrows Capital. Tre giorni dopo la presentazione dell’istanza presso il Tribunale del Delaware, con il ricorso al Chapter 11 della legge fallimentare statunitense, FTX ha depositato un documento secondo cui la società dovrà rimborsare almeno 100 mila creditori per una somma che potrebbe arrivare a 2 miliardi di dollari. Gli aventi diritto, però, potrebbero diventare oltre 1 milione.

Inoltre, vengono forniti ulteriori dettagli sulla debacle dell’impero finanziario costruito da Bankman-Fried, mettendo in luce tutta la complessità del fenomeno e l’intenso controllo legale e normativo delle attività esercitate. Dal deposito si legge: “Gli eventi che hanno colpito FTX nell’ultima settimana sono senza precedenti. Poco più di una settimana fa, FTX, guidata dal suo co-fondatore Sam Bankman-Fried, era considerata una delle aziende più rispettate e innovative nel settore delle criptovalute”. Il deposito riporta anche che la bancarotta era necessaria per “garantire i beni di FTX, nonché per riorganizzare o vendere la complessa gamma di attività, investimenti e proprietà dell’azienda in tutto il mondo, a beneficio dei suoi stakeholder”.

Adesso l’azienda è stata rilevata per la ristrutturazione da John Ray, nominato dal Tribunale, che ha preso il posto di Bankman-Fried, dimessosi venerdì scorso contestualmente alla presentazione dell’istanza di fallimento. Le società collegate saranno supervisionate da 5 amministratori indipendenti, sotto la guida dell’ex giudice federale degli Stati Uniti Joseph J. Farnar Jr.

 

La pressione delle Autorità di regolamentazione

Tutto ciò avviene dopo che le varie Autorità di regolamentazione stavano addosso all’exchange. La scorsa settimana la Securities Commission delle Bahamas, dove ha sede FTX, ha congelato i beni dell’azienda e nominato i liquidatori per gestire le attività. Ieri, i regolatori finanziari del luogo hanno ottenuto l’approvazione del Tribunale per nominare due partner di PwC, con sede nelle Bahamas e a Hong Kong, per la supervisione di un’entità della piattaforma di trading, FTX Digital Markets.

Anche la SEC americana ha recentemente allargato un’indagine che stava conducendo sull’exchange, dove oggetto di attenzione sono alcuni prodotti di prestito crittografico e la gestione dei fondi dei clienti. Alla fine, queste sono tutte le motivazioni per cui uno dei più grandi exchange del mondo, Binance, si è rifiutato di acquistare la società in grave crisi di liquidità il giorno dopo aver stipulato un accordo di salvataggio non vincolante. Il gruppo guidato da Changpeng Zhao aveva citato all’uopo le operazioni poco chiare fatte da FTX sui fondi dei clienti e le indagini in corso delle varie Authority.

 

FTX: piattaforma hackerata

Come se non bastasse, FTX ha subito un attacco informatico venerdì, contestualmente alla dichiarazione di fallimento. Secondo le stime della società di ricerca crittografica Elliptic, sarebbero stati rubati circa 477 milioni di dollari nell’operazione di hackeraggio. Altre fonti parlano di una perdita che oscilla tra i 380 e i 600 milioni di dollari. Nel frattempo, la stessa FTX ha fatto sapere che il resto dei fondi è stato già spostato in un contenitore offline, “onde evitare ulteriori perdite economiche dovute a transazioni non autorizzate.”

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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