FTX: le Autorità delle Bahamas congelano i beni dell'azienda - Borsa&Finanza

FTX: le Autorità delle Bahamas congelano i beni dell’azienda

Il fondatore di FTX Bankman-Fried

Piove sul bagnato per l’exchange FTX di Sam Bankman-Fried. L’Autorità di regolamentazione delle Bahamas ha congelato i beni della società relativamente alla filiale di zona lanciata lo scorso anno, FTX Digital Markets, nominando un liquidatore provvisorio. La motivazione è stata data dalla Securities Commission delle Bahamas che ha dichiarato: “La Commissione è a conoscenza di dichiarazioni pubbliche che suggeriscono che i beni dei clienti sono stati mal gestiti e/o trasferiti ad Alameda Research“. Nel frattempo l’attività australiana dell’exchange è stata messa in amministrazione controllata e ai clienti è stato consigliato di non depositare denaro o effettuare operazioni mentre il Giappone ha ordinato alla filiale locale di FTX di sospendere alcune sue operazioni.

 

FTX: corsa disperata al salvataggio

Le nuove tegole arrivano nel momento in cui Sam Bankman-Fried è alla disperata ricerca di 8 miliardi di dollari per salvare l’azienda dal collasso finanziario. Nei giorni scorsi si era fatto avanti l’exchange Binance che dopo aver raggiunto un accordo non vincolante con FTX per rilevare la società si è ritirata dall’affare una volta accertato, attraverso la due diligence, l’esistenza di alcune transazioni commerciali poco chiare e di altre problematiche che interessano le Autorità di regolamentazione. Il dietrofront di Binance ha scatenato il caos nei mercati delle criptovalute, con le quotazioni che sono precipitate.

Il miliardario 30enne fondatore di FTX ora sta sondando il terreno per vedere se sia possibile trovare un’altra ancora di salvataggio. Tether è stato contattato ma la sua risposta è stata negativa. “Ci è stato chiesto se fossimo interessati a investire o prestare denaro. Abbiamo detto di no”, ha affermato Paolo Ardoino, chief technology officer di Tether. Altri due soggetti con cui Bankman-Fried sta tessendo relazioni strette sono l’exchange di criptovalute OKX e l’azienda che sta dietro al token TRON. OKX ha già rifiutato di salvare FTX con un accordo esclusivo ma  sta valutando se partecipare a un’operazione più ampia di salvataggio. Anche le preoccupazioni di OKX si concentrano sulla possibilità che FTX abbia fatto delle manovre illegali abusando dei depositi dei clienti i quali potrebbero in tal caso intentare una causa nei confronti dell’azienda. Quanto a TRON, ieri è stato raggiunto un accordo su una struttura speciale che consentirebbe ai titolari di alcuni token crittografici di scambiare attività uno a uno da FTX a portafogli esterni.

Intanto alcuni investitori hanno azzerato le loro partecipazioni azionarie in FTX. Tra questi figura Paradigm, che aveva una quota di 300 milioni di dollari, e la società di venture capital Sequoia, che aveva investito 213 milioni di dollari lo scorso anno. Mentre SoftBank, la cui quota impiegata nell’exchange ammonta a quasi 100 milioni di dollari, probabilmente svaluterà la partecipazione nel trimestre in corso.

 

L’effetto contagio nel settore crittografico

La tempesta scatenata dalla vicenda FTX sta provocando un effetto domino nel settore crittografico. Il prestatore BlockFi ha bloccato i prelievi dei clienti. La società era stata salvata proprio da FTX con un prestito di 250 milioni di dollari durante il sell-off violento delle valute digitali quest’anno. Nella giornata di ieri BlockFi ha riferito dell’impossibilità di operare normalmente dal momento che “non vi è chiarezza sullo stato di FTX e Alameda”. Anche il broker crittografico Genesis ha dichiarato che la sua attività di derivati ha circa 175 milioni di dollari in fondi bloccati nel conto di trading FTX della società, sebbene abbia affermato che ciò non influisce sulle proprie attività di market making in quanto “il capitale operativo e le posizioni nette in FTX non sono rilevanti”.

In questo contesto, Bankman-Fried ha ammesso che la piattaforma di trading della sua azienda non aveva una riserva di fondi sufficiente per soddisfare le richieste dei clienti. Questo ha gettato nel panico gli investitori che temono di perdere il proprio denaro. Ancor di più dopo che FTX US ha affermato che potrebbe interrompere il trading sulla sua piattaforma nei prossimi giorni. A quanto pare l’inverno delle criptovalute non è affatto terminato.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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