Cosa fa FuriosaAI, la startup coreana che interessa tanto a Meta

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Un’indagine di Mordor Intelligence stima che il mercato degli acceleratori per data center raggiungerà un valore di 25 miliardi di dollari entro il 2030. Un ruolo importante in questo settore sarà svolto sempre di più da FuriosaAI, startup sudcoreana all’avanguardia per i suoi chip capaci di fornire prestazioni elevate a basso costo. Le soluzioni dell’azienda asiatica rappresentano un elemento essenziale per i data center, ormai fondamentali per la crescente domanda di intelligenza artificiale e di servizi basati su cloud.

Non sorprende che FuriosaAI, con lo stesso spirito dell’imperatrice della saga di Mad Max interpretata prima da Charlize Theron e poi da Anya Taylor-Joy di cui porta il nome, abbia respinto un’offerta di acquisizione da 800 milioni di dollari formulata da Meta Platforms, il colosso di Mark Zuckerberg proprietario di piattaforme come Facebook, WhatsApp e Instagram. Stando a quanto riportato dal magazine Businesskorea, la firm coreana di semiconduttori vuole potenziare le proprie attività in modo indipendente e guarda a una futura quotazione in Borsa.

 

Cosa fa FuriosaAI con i chip per l’intelligenza artificiale

Rendere sostenibile e accessibile l’AI computing, la tecnologia più trasformativa della nostra epoca: è la missione di Furiosa. La startup sudcoreana progetta e sviluppa acceleratori di data center per i modelli e le applicazioni più avanzate di intelligenza artificiale. Per data center accelerators si intendono tutti quei dispositivi hardware e semiconduttori (Gpu, Fpga, Asic, Tpu) progettati per migliorare le prestazioni delle attività di elaborazione dei dati all’interno dei data center.

Le due serie di prodotti di punta di FuriosaAI sono Vision Npu per la computer vision (il campo dell’intelligenza artificiale che permette ai computer di vedere e ricavare informazioni da immagini, video e altri input) e Rngd (ovvero Renegade) per gli Llm (i modelli linguistici di grandi dimensioni) e la multimodalità. La ricerca su Rngd, posizionato per essere l’acceleratore di data center più efficiente per Llm ad alte prestazioni e inferenza di modelli multimodali, si è rivelata particolarmente impegnativa.

Il rifiuto dell’offerta di acquisizione da 800 milioni di Meta si deve proprio alla volontà di FuriosaAI di lavorare sulla produzione di massa della serie Rngd, che offre prestazioni di throughput da 2.000 a 3.000 token al secondo (a seconda della lunghezza del contesto) per modelli con circa 10 miliardi di parametri. L’obiettivo dell’azienda di Seoul è continuare a innovare senza vendere i diritti di gestione a società estere come Meta, che da tempo vuole costruire un’infrastruttura hardware proprietaria e indipendente per gli sviluppi dell’intelligenza artificiale, in modo da ridurre la dipendenza da Nvidia.

 

Chi c’è dietro la startup sudcoreana

Nata nell’aprile del 2017, FuriosaAI ha sedi a Seoul, a Santa Clara nella Silicon Valley e a Monaco in Germania, conta oltre 140 dipendenti e i suoi fondatori sono tre misfit engineers usciti dalla Seoul National University: Kim Han-joon, Kang Jee-hoon e Baek Jun-ho. L’amministratore delegato è Baek Jun-ho (il nome occidentalizzato è June Paik), professionista con Master in Ingegneria elettronica al Georgia Institute of Technology e vent’anni di esperienza professionale tra Samsung Electronics e Advanced Micro Devices. Grazie alla posizione che ha conquistato nel settore e alla sua rapida espansione, il valore di FuriosaAI è stimato in circa 800 miliardi di won.

La startup ha già in piedi collaborazioni con realtà di rilievo come Hugging Face, Samsung, Sk Hynix, Tsmc, Asus, Aramco e Lg AI Research. Dopo aver raccolto capitali per oltre 100 milioni di dollari da Dsc Investment, Aion Asset Management, Korea Development Bank e Naver Corporation, il maggiore provider di accesso a Internet della Corea, Furiosa starebbe proseguendo con una nuova raccolta prima di procedere con un’offerta pubblica iniziale. Secondo Businesskorea, ha ottenuto una lettera d’intenti per 30 miliardi di won dalla banca di sviluppo coreana e in totale si sarebbe assicurata 70 miliardi (circa 48 milioni di dollari) per investire nella produzione di massa dei chip Rngd.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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