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GameStop: azioni in volo, è tornata la meme mania

GameStop: è tornata la meme mania, le azioni volano a +74% a Wall Street

A Wall Street è scoppiata nuovamente la meme mania su titoli come GameStop e AMC Entertainment. Le azioni al centro di acquisti frenetici nel 2021, alimentati da alcune piattaforme social, hanno chiuso l’ultima seduta alla Borsa USA con guadagni stratosferici. GameStop è salita del 74,46% ma era arrivata a guadagnare fino al 119% durante la sessione, con oltre 175 milioni di azioni passate di mano (quasi 30 volte la media annuale). AMC ha fatto ancora meglio, con un balzo del 79,73% a fine giornata dopo aver toccato un massimo profitto del 102%. Anche oggi si preannunciano oscillazioni della stessa portata. Nelle contrattazioni pre-market prima del suono della campanella di avvio contrattazioni a Wall Street, le azioni GameStop salgono di circa il 49% mentre il titolo AMC avanza del 51%.

 

GameStop: il ritorno di Roaring Kitty

Cosa è accaduto ieri alla Borsa di New York? La corsa è partita quando il trader che ha guidato le speculazioni del 2021 Keith Gill, soprannominato Roaring Kitty, ha postato su X un’immagine che mostrava un uomo proteso in avanti su una sedia. Nel linguaggio meme ciò indica che una situazione sta per diventare seria. Tradotto: i day trader sono pronti a radunarsi nuovamente come fecero tre anni fa per dichiarare guerra ai venditori allo scoperto. Il post ha attirato oltre 12 milioni di visualizzazioni nelle ore successive alla pubblicazione, guadagnando grande risalto dopo che l’account di Gill è rimasto inattivo per lungo tempo.

Roaring Kitty è diventata una vera icona nel 2021 quanto i trader retail si sono coalizzati sul forum WallStreetBets di Reddit per lanciare una campagna aggressiva contro gli short sellers. In poco tempo le azioni GameStop salirono di oltre 20 volte raggiungendo un picco di 120,75 dollari, considerando lo split azionario del 2022. L’ondata di acquisti dei piccoli investitori innescò il fenomeno dello short squeeze, in cui i venditori allo scoperto vengono costretti a chiudere le posizioni ribassiste per contenere le perdite ed evitare di finire in margin call, accelerando in questo modo la risalita dei prezzi.

Il ritorno di Gill rischia di riproporre lo stesso scenario. Secondo i dati di FactSet, lo short interest – la quantità di azioni prese in prestito per vendite allo scoperto sul totale di quelle in circolazione – supera il 24%. Si tratta di un valore molto elevato per una singola azione, ma è ben lontano dai livelli raggiunti nel 2021. Ciò non toglie che nella giornata di ieri gli short seller abbiano avuto un bagno di sangue. I dati della società di analisi S3 Partners mostrano che il 74% degli hedge fund con posizioni ribassiste su GameStop ha subito una perdita nel complesso pari a 838 milioni di dollari. Il totale del passivo nel solo mese di maggio ammonta a 1,24 miliardi di dollari.

 

Cosa aspettarsi ora?

La situazione ora si fa incandescente ed entrare a mercato per sfruttare i movimenti di prezzo repentini fa gola a molti trader. “Gli acquisti in copertura legati alla compressione contribuiranno a spingere il prezzo delle azioni GameStop più in alto, ma ci si aspetta anche che nuovi venditori allo scoperto entrino in gioco, poiché i prezzi delle azioni intorno o al di sopra del livello di 30 dollari sono punti di ingresso interessanti per nuove vendite” ha affermato Ihor Dusaniwsky, amministratore delegato di S3.

L’esperienza passata però dovrebbe insegnare qualcosa e indurre alla prudenza. Dopo i giorni frenetici del gennaio 2021 in cui le azioni GameStop furono protagoniste di movimenti folli a Wall Street, in seguito ci fu un crollo di oltre il 90%. All’epoca le quotazioni erano totalmente sganciate dai fondamentali e ora il rischio è il medesimo. Nel 2023 la società GameStop ha realizzato un utile netto di appena 6,7 milioni di dollari, mentre il multiplo price/earnings di 292 è quasi quattro volte quello di una società come Nvidia (circa 75). “Non credo che abbiano i numeri per continuare così. Quindi è probabile che tutto questo svanisca mentre i fondamentali continuano a deteriorarsi”, ha affermato Michael Pachter, managing director di Wedbush Securities.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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