Gattinoni, una storia italiana di visione che viaggia verso il miliardo

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Raccontare il Gruppo Gattinoni significa raccontare una storia imprenditoriale italiana che attraversa oltre quarant’anni di trasformazioni profonde del turismo, dei servizi e dei modelli di consumo, mantenendo una coerenza rara: quella di un progetto che non nasce per essere ‘venduto’, ma per crescere nel tempo, adattandosi, integrando, evolvendo. È lo stesso Franco Gattinoni, fondatore e presidente del gruppo, a chiarire subito che all’origine non c’era una visione predefinita di arrivo, ma piuttosto un’esigenza personale di libertà e di espressione professionale.

“Non c’era la visione di dove arrivare”, racconta a Borsa&Finanza. “Quando sono partito io il turismo era molto parzializzato, c’erano le agenzie che facevano tutto, il mondo era completamente diverso. La mia visione iniziale era quella di potermi esprimere come avrei voluto, uscire da certe logiche e dinamiche che mi stavano strette”. Non un progetto disegnato a tavolino, dunque, ma un percorso costruito nel tempo, fondato sull’apprendimento continuo, sulla sperimentazione e sulla capacità di osservare il cambiamento senza subirlo.

Gattinoni non si definisce un imprenditore nel senso classico del termine. Piuttosto, un costruttore di progetto. “Il mio inizio è stato provare a esprimere quello che avevo in testa, farlo in modo libero, ma soprattutto imparare, applicare, crescere, imparare dagli altri”. È un’idea di impresa che non prevede una fine naturale, perché è pensata come una piattaforma scalabile, capace di adattarsi a un mondo che cambia. “È un progetto che non avrà mai una fine. Chi lo guida deve avere visione, voglia di fare e voglia di imparare”.

 

In questo articolo:

 

  • Fiducia e affidabilità come capitale invisibile
  • Dalla prima agenzia alla specializzazione dei mestieri
  • Il network e la massa critica: la svolta del 2003
  • Dal 2018 al 2022: gli anni più duri
  • Gattinoni, l’acquisizione di Robintur e il raddoppio del gruppo
  • Il valore del fisico e della sostenibilità nell’era digitale
  • Turismo, tra tecnologia, eventi e business travel
  • Il futuro di Gattinoni

 

Fiducia e affidabilità come capitale invisibile

Se c’è un tratto che attraversa tutta la storia del Gruppo Gattinoni, è l’attenzione maniacale alla credibilità. “Una delle cose che abbiamo applicato fin dall’inizio è l’affidabilità di quello che facevamo e dicevamo”, spiega Gattinoni. “La fiducia dei clienti e dei fornitori l’abbiamo sempre ottenuta grazie alla serietà con cui abbiamo lavorato”. Un concetto che diventa quasi una promessa di continuità: “Mi piace dire: mi vedi oggi e mi vedrai anche tra cinque anni”. Un’affermazione che vale tanto nei confronti dei clienti quanto nei confronti dei partner industriali. In un settore dove la volatilità è spesso la regola, la stabilità percepita diventa un vero asset competitivo.

 

Dalla prima agenzia alla specializzazione dei mestieri

Il primo punto vendita apre nel 1983. All’epoca, le agenzie facevano tutto: leisure, business travel, piccoli eventi. Ma già nei primi anni emerge una convinzione destinata a segnare il futuro del gruppo: la necessità di specializzarsi. “Abbiamo capito presto che bisognava diversificare e concentrarsi sulle eccellenze”, ricorda Gattinoni. Nasce così una struttura che separa e valorizza i diversi mestieri del viaggio: turismo leisure, business travel, incentive ed eventi. “Il business travel non può essere una cosa accessoria: è un mondo a sé”, sottolinea. E lo stesso vale per il segmento eventi, che nel tempo diventerà una vera e propria azienda nell’azienda.

 

Il network e la massa critica: la svolta del 2003

Il primo grande punto di svolta arriva nel 2003, con la nascita del network. È il momento in cui Gattinoni intercetta in anticipo l’impatto dell’online sul mercato. “Abbiamo capito che stava cambiando il mercato, che servivano numeri, massa critica”. Il network diventa lo strumento per affrontare le nuove dinamiche digitali senza snaturare il modello.

L’operazione viene realizzata insieme a un grande gruppo svizzero, il Gruppo Hotelplan, partner fino al 2018. Una collaborazione importante, che però si interrompe quando il socio internazionale entra in difficoltà. “Abbiamo dovuto ricomprarci le quote e correre da soli. Non era quello che avrei voluto, mi piace condividere, ma era l’unica cosa da fare”.

 

Dal 2018 al 2022: gli anni più duri

Il periodo tra il 2018 e il 2022 rappresenta probabilmente la fase più complessa della storia del gruppo. Prima il riacquisto delle quote, poi le acquisizioni del 2019, quindi la tempesta perfetta del Covid. “Avevamo investito tanto, spiegato i nostri piani a febbraio 2020, e due mesi dopo ci siamo trovati chiusi in gabbia”. Il patrimonio costruito in oltre trent’anni viene in gran parte eroso. Gli aiuti pubblici arrivano, ma non compensano le perdite. “Sono stati due anni e mezzo difficilissimi”. Eppure, è proprio in questa fase che matura una decisione strategica decisiva: crescere ancora, ma farlo in modo strutturale.

 

L’acquisizione di Robintur e il raddoppio del gruppo

Nel 2022 il Gruppo Gattinoni acquisisce Robintur, un gruppo composto da sei società, grande quanto Gattinoni stesso. È una scommessa coraggiosa: da circa 400 dipendenti si passa a oltre 800, in piena fase di ripartenza post-Covid. “Integrare un gruppo di queste dimensioni non è mai semplice, farlo dopo il Covid lo è ancora meno”.

Il 2023 segna il ritorno a risultati positivi. Il biennio 2024-2025 è dedicato alla riorganizzazione profonda: management, persone, tecnologia, amministrazione, staff. “Un’azienda da oltre mille persone ha bisogno di strutture adeguate”. È il lavoro silenzioso che prepara la nuova fase di crescita.

Nel 2025 il gruppo raggiunge l’obiettivo dichiarato: 800 milioni di euro di fatturato. “Sì, li abbiamo raggiunti”, conferma Gattinoni. Il piano industriale guarda ora al miliardo. Non come esercizio di stile, ma come risultato naturale di una crescita coerente. “Non deve essere solo crescita di numeri, ma di qualità”.

 

Il valore del fisico e della sostenibilità nell’era digitale

Uno dei temi più forti dell’intervista è il rapporto tra fisico e digitale. Gattinoni non ha dubbi: l’opposizione è falsa. “Non è che chi grida di più ha sempre ragione”. Tutti i grandi aggregatori presenti sul mercato hanno potenza, ma non offrono consulenza né protezione. “Quando compri in agenzia compri un pacchetto turistico, anche se è solo un volo e un hotel”.

La differenza emerge nei problemi: cancellazioni, riprotezioni, assistenza. “Se viaggi con un’agenzia hai l’obbligo di riprotezione. Questo valore è enorme”. E non è un discorso teorico: Gattinoni racconta episodi concreti, vissuti in prima persona, che dimostrano quanto l’assistenza faccia la differenza. 

In questa direzione, anche la sostenibilità gioca un ruolo fondamentale. Il viaggio non è più solo destinazione, ma esperienza. Da qui i tour tematici, i viaggi di gruppo, DreamPacker, la sostenibilità, i progetti in Africa con la Onlus del Gruppo Gattinoni “Un Mondo di Amici” come quello in Uganda, che unisce formazione locale e turismo responsabile. “Questo è un vero progetto di sostenibilità”. Peraltro, è importante ricordare che il gruppo ha scelto di sottoscrivere il reporting non finanziario, uno strumento capace di “dare dignità istituzionale alla giustizia fra generazioni”. 

Per un’impresa infatti creare valore non significa più solo generare utili per gli azionisti, ma anche produrre valore condiviso per le comunità e l’ambiente in cui opera. Misurare non soltanto i risultati economici, ma anche la trasparenza verso i consumatori, il consenso delle comunità locali, le condizioni della filiera e il benessere dei dipendenti, significa accettare la sfida di verificare se il proprio business sia davvero sostenibile.

 

Turismo, tra tecnologia, eventi e business travel

Il Gruppo Gattinoni ha scelto di integrare la tecnologia, non di subirla. Il sito di Gattinoni consente di creare viaggi personalizzati, comparare tariffe, accedere alle stesse banche dati degli aggregatori globali. “I vari grandi aggregatori sono all’interno della nostra piattaforma”, spiega Gattinoni. Ma con una differenza: la tutela del cliente.

A questo si aggiunge Gattinoni Travel AI, la nuova piattaforma basata su intelligenza artificiale, che costruisce itinerari su misura partendo da budget e preferenze, per poi essere finalizzati in agenzia. “L’AI fa un buon lavoro, ma l’agente umano può migliorarlo”.

Inoltre, Gattinoni definisce le business unit come vere e proprie aziende autonome. Nel mondo eventi il gruppo cresce sui grandi progetti internazionali, con una specializzazione settoriale forte. Nel business travel investe in self-booking tools proprietari e assistenza 24/7. “Non è solo comprare il biglietto più economico, è garantire sicurezza”. Nel turismo leisure, Gattinoni è un’eccezione: investe ancora nei negozi fisici. “Siamo l’unica azienda in Italia che investe sulle agenzie fisiche”. Oggi i punti vendita di proprietà sono 86, con l’obiettivo di arrivare a 100 in due anni.

 

Il futuro di Gattinoni

Guardando al futuro, Gattinoni esclude una quotazione. “Nessun progetto di sbarco in Borsa”. Ma non chiude a soci industriali o finanziari, purché portino valore. “Non siamo per i progetti mordi e fuggi”. L’azienda è pensata per durare: “Un progetto contadino, con fondamenta di cemento armato”. Gattinoni quindi guarda avanti. “Quando abbiamo festeggiato i nostri primi quarant’anni abbiamo detto che la nostra startup inizia ora”. Il modello è pronto per crescere ancora, forse anche fuori dall’Italia. Con la stessa idea di fondo: integrare tecnologia e persone, senza mai rinunciare alla fiducia.

Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

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