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GBTC di Grayscale: cos’è e come funziona

GBTC di Grayscale: cos'è e come funziona

Grayscale Investments è il prodotto finanziario di Stamford che dal settembre del 2013 opera nel settore degli investimenti in valute digitali. L’asset manager del Connecticut (ma con sede a New York) è diventato sin da subito il più grande fondo al mondo che investe in criptovalute con il lancio del GBTC di Grayscale, noto ufficialmente come Grayscale Bitcoin Trust. Non solo.

La società ha raggiunto un altro primato quando è diventata la prima azienda crypto a portare in tribunale la SEC (Securities and Exchange Commission), l’ente federale di vigilanza e controllo della Borsa statunitense. Ma cos’è di preciso il GBTC e perché Grayscale, il cui maggiore azionista è Digital Currency Group di Barry Silbert con una quota del 4,1%, ha deciso di sfidare il watchdog americano guidato dal presidente Gary Gensler?

 

GBTC di Grayscale: cos’è il trust di Bitcoin

GBTC è un titolo quotato pubblicamente sul mercato over-the-counter OTCQX che offre agli investitori istituzionali la possibilità di ottenere un’esposizione passiva a Bitcoin senza dover acquistare, conservare e custodire direttamente la criptovaluta. D’altronde, per statuto, gli investitori accreditati non possono collocare fondi in mercati non ancora regolamentati come quello delle crypto.

L’obiettivo dell’investimento in Grayscale è far sì che il valore delle azioni rifletta la performance del prezzo del Bitcoin, al netto delle commissioni e delle spese. I vantaggi di un investimento in BTC attraverso il fondo sono elencati nel fact sheet dell’asset manager: avere una proprietà titolata e verificabile (le azioni sono intestate a nome dell’investitore e assicurate), un asset idoneo ai conti fiscalmente agevolati, una sicurezza e un’archiviazione solide e affidabili.

 

 

Nel 2013 l’universo delle blockchain e l’ecosistema crittografico erano relativamente inesplorati e Grayscale ha approfittato della scarsa concorrenza sul mercato per raccogliere numerosi investimenti da diversi operatori, tanto da arrivare a quota 10,8 miliardi di dollari e nell’ottobre del 2021 addirittura a quasi 40 miliardi.

Nel secondo trimestre del 2021 anche la Rothschild Investment Corporation di Chicago ha aggiunto 141.405 azioni del Trust al proprio wallet. Pochi mesi dopo, Morgan Stanley ha comprato oltre 6,5 milioni di azioni di GBTC per un valore complessivo di 240 milioni di dollari, diventando il secondo investitore del fondo. Un’altra delle realtà più note e attive nel fondo è ARK Investment Management, la creatura di Cathie Wood.

 

GBTC di Grayscale: come funziona il fondo

Approvato dalla SEC, Grayscale raccoglie denaro dagli investitori (l’investimento minimo è di 50.000 dollari) e lo usa per acquistare Bitcoin: ad oggi ne possiede il 3,5% di quelli presenti a livello globale. Secondo la ricerca dell’analista indipendente Ergo di OXT Research, Grayscale detiene 633.000 BTC. Le azioni vengono distribuite tramite vendite in operazioni di private placament e diventano idonee alla vendita sul mercato pubblico dopo un periodo di detenzione legale di sei mesi. Ad essere acquistate, vendute e scambiate, quindi, sono le azioni e non i BTC.

I Bitcoin vengono inseriti e custoditi nel fondo: il GBTC è a sconto quando il suo prezzo al NAV (Net Asset Value, il valore dell’attivo netto) del prezzo corrente di Bitcoin è negativo; è a premio quando il prezzo al NAV è positivo. GBTC è scambiato costantemente con uno sconto piuttosto ampio rispetto al prezzo spot dei Bitcoin che detiene: il suo NAV si è aggirato per diverso tempo attorno al 40%.

 

La campagna di Grayscale per lo Spot Bitcoin ETF

 

Gli investimenti in GBTC sono ovviamente speculativi e comportano un elevato grado di rischio, compresa la perdita parziale o totale dei fondi investiti, tanto più che Grayscale non gestisce un programma di rimborso. Di solito, come specificato, le azioni di GBTC sono scambiate a premio rispetto al suo asset sottostante. La commissione annuale per la custodia dei BTC è del 2% e matura giorno per giorno.

Tutto è cambiato quando in Canada sono arrivati i primi ETF (Exchange Traded Funds) e molti altri strumenti alternativi basati sulle quotazioni spot di Bitcoin, un fenomeno che negli Stati Uniti è vietato. A quel punto, gli investitori hanno iniziato ad allontanarsi da Grayscale (facendo scendere le azioni a un prezzo molto più basso rispetto al NAV) e il fondo ha chiesto alla SEC di convertire il Bitcoin Trust in un ETF.

 

Perché Grayscale ha fatto causa alla SEC

L’Authority statunitense ha respinto tutte le domande presentate da Grayscale per convertire il GBTC in un fondo negoziato in Borsa. Il passaggio ad ETF sul prezzo spot del Bitcoin consentirebbe anche l’adozione del regolamento M della FINRA (Financial Industry Regulatory Authority) e i conseguenti sgravi per gli investitori.

Le motivazioni dei respingimenti della Securities and Exchange Commission e le reazioni dell’asset manager (che promette una petizione alla Corte d’Appello del Distretto di Columbia per contestare i pronunciamenti della SEC) sono illustrati in questo articolo. Ormai l’erosione della domanda ha portato ad un allargamento dello spread tra il NAV e il valore di mercato del Trust.

Il secco no dell’Autorità di Borsa alla richiesta di Grayscale ha fatto scendere le quotazioni di Bitcoin fino a 19.000 dollari. Ancora peggio è andata con il crack di FTX: quando l’exchange del giovane Sam Bankman-Fried ha presentato istanza di fallimento al Tribunale del Delaware, le azioni di GBTC hanno perso il 10% e il futuro del più grande trust di investimento in Bitcoin appare molto nebuloso.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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