I primi nove mesi del 2025 di Assicurazioni Generali si sono chiusi con utili netti normalizzati di 3,3 miliardi di euro, in crescita del 14% rispetto al 2024, grazie ad una performance operativa robusta e da una migliore qualità tecnica nei rami chiave. L’utile operativo per azione “adjusted” è salito a 2,16 euro (+16% su base annua), segnalando una leva operativa efficace e disciplina nell’allocazione del capitale: un segnale rilevante per chi guarda alle azioni Generali in ottica di investimenti di medio periodo.
Il risultato operativo è arrivato a 5,94 miliardi di euro (+10,1%), leggermente sopra il consensus, con premi lordi a 73,1 miliardi (+3,7%), oltre le stime di mercato. Il Combined Ratio si è attestato al 92,3% (94,2% “undiscounted”), livello che riflette minore sinistrosità corrente e un mix tecnico più favorevole. In un contesto di mercati finanziari ancora volatile, il miglioramento della redditività tecnica offre un ancoraggio importante alla valutazione del titolo in Borsa.
Danni e Vita trainano la crescita: focus su qualità e disciplina
I veri motori della crescita arrivano dal Ramo Danni e dal Ramo Vita. Nei Danni i premi sono saliti a 26,8 miliardi (+7,2%) e il risultato operativo è balzato a 2,74 miliardi (+23,9%), grazie al netto miglioramento della loss ratio corrente e a una politica di pricing più selettiva. Dopo due anni caratterizzati da eventi catastrofali intensi, il 2025 mostra finora un impatto più contenuto, coerente con una normalizzazione della curva dei sinistri: il Combined Ratio in progresso ne è la sintesi numerica. Nel Vita la raccolta netta è cresciuta a 10,4 miliardi (+54,9%), guidata dalle linee Protection & Health e dai prodotti ibridi/unit-linked, con flussi positivi in tutte le principali geografie.
La strategia commerciale privilegia soluzioni capital light e alta qualità della nuova produzione, in coerenza con la traiettoria del piano strategico. Sul fronte patrimoniale, il Solvency Ratio è salito al 214% (dal 210% di fine 2024), grazie alla solida generazione normalizzata di capitale e a favorevoli variabili di mercato, al netto di dividendi e buyback. La distanza di sicurezza rispetto ai requisiti regolamentari consente al gruppo di mantenere un mix equilibrato tra remunerazione degli azionisti e crescita selettiva, tema centrale per chi fa trading e costruisce portafogli orientati al rischio/rendimento.
Buyback, guidance e scenario in Borsa: cosa guardano gli investitori
Nel 2025 il buyback è proseguito a sostegno dell’allocazione del capitale e dell’utile per azione, coerentemente con l’obiettivo dichiarato di creare valore per l’azionista mantenendo una rigorosa disciplina patrimoniale. Il management ha ribadito la fiducia nel superamento degli obiettivi del piano, che prevede una crescita annua composta dell’EPS tra l’8% e il 10%, con grande attenzione ai flussi di cassa e a una remunerazione progressiva nel triennio 2025–2027. Il CFO Cristiano Borean ha sottolineato come tutti i segmenti abbiano contribuito alla crescita del risultato operativo, richiamando la robustezza delle fonti di cassa e la solidità patrimoniale a beneficio di tutti gli stakeholder.
Sul fronte Borsa, il giudizio degli analisti resta costruttivo ma selettivo. Equita Sim conferma una view prudente, con stime 2025 invariate sull’operativo e un lieve taglio dell’utile netto per oneri non operativi, ma alza il target price a 35,5 euro (oltre l’8% sopra i prezzi attuali) e raccomandazione “hold”. AlphaValue ribadisce invece un rating “add” e un prezzo obiettivo di 39,5 euro, pari a un potenziale upside di circa il 21%, richiamando trimestrali solide in tutte le divisioni e margini in miglioramento nei rami Vita e Danni.
Dal punto di vista grafico, le azioni Generali stanno consolidando dopo il rally avviato a inizio 2024: l’area 32,5–32,8 euro, in corrispondenza del supporto statico e della media mobile a 100 giorni, resta un livello tecnico chiave per strategie di trading “long”, con stop sotto i 31,5 euro e primo target in zona 33,9 euro. Un quadro che, nel complesso, mantiene il titolo al centro del radar degli investitori attivi sui mercati finanziari europei.









