Generali: Caltagirone si dimette da CdA, ora che succede?
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Generali: Caltagirone si dimette da CdA, ora che succede?

Generali: Caltagirone si dimette dal CdA, ora che succede?

Vendite a Piazza Affari per il titolo Generali (-2,7%) dopo la decisione a sorpresa di uno dei maggiori azionisti di dimettersi dal Consiglio di Amministrazione della società. Gaetano Caltagirone ha lasciato la carica, come comunicato dall’azienda, ma ancora non si conoscono le motivazioni della scelta dell’imprenditore romano.

Il gesto sa di clamoroso anche perché arriva alla vigilia di un inizio settimana importante, con la riunione del Comitato nomine che avrebbe dovuto riconciliare le varie parti sulle operazioni strategiche della società. Caltagirone sosteneva un comitato apposito per portare avanti tali operazioni, mentre la governance aziendale guidata da Philippe Donnet opta per l’irrilevanza del comitato stesso, dal momento che vi è tutto il CdA che partecipa alle decisioni.

 

Generali: le possibili ragioni delle dimissioni di Caltagirone

Il no delle fazione opposta al comitato per le operazioni strategiche e gli investimenti, attivo fino al 2019, è probabilmente solo uno dei motivi che hanno spinto Caltagirone a lasciare il Cda. In aggiunta, vi è anche la scelta del board dell’azienda di non prevedere una rappresentanza di minoranza nei vari comitati della società. Ma già la contrarietà del 79enne capitolino è stata espressa nel momento in cui l’Assemblea degli azionisti ha confermato Donnet come Amministratore Delegato di Generali. I passi successivi hanno solamente contribuito a esacerbare una situazione estremamente tesa.

Quindi, dietro al gesto clamoroso di oggi potrebbe esserci la volontà di ribadire la sua opposizione a un sistema di gestione che è troppo sbilanciato a favore del CEO attuale e di un Consiglio di Amministrazione espressione di Mediobanca. Prima dell’Assemblea, del resto, Caltagirone aveva fotografato la situazione denunciando che il cuore del problema stesse in una governance troppo squilibrata. Inoltre, aveva parlato addirittura di regime quando ha precisato che l’indipendenza del management si garantisce con una distribuzione equilibrata di potere.

Parole forti che, insieme alle dimissioni estemporanee di oggi, rischiano di aprire una nuova stagione di veleni all’interno dell’assetto societario e dell’Amministrazione di Generali, che possono contribuire a peggiorare il sentiment di mercato.

 

Generali: chi sarà il sostituto di Caltagirone?

Da questo momento partono le scommesse su chi dovrà prendere il posto di Caltagirone, rimasto vacante nel Cda della società. In base all’ordine della lista di minoranza che era stata presentata in Assemblea, il successore dovrebbe essere Roberta Neri. Ma si fanno i nomi anche di Claudio Costamagna, che lo stesso Caltagirone aveva indicato come Presidente, e Luciano Cirinà, candidato alla guida del Leone di Trieste dall’imprenditore romano.

 

Azioni Generali: quali effetti dalle dimissioni di Caltagirone

L’uscita di scena di Caltagirone potrebbe lasciare una scia non troppo piacevole per le azioni della compagnia triestina. Alcuni temono che la sua partecipazione del 9,95% nel capitale della società possa essere venduta, sancendo anche l’abbandono come azionista. Se così dovesse essere, il titolo a Piazza affari potrebbe subire qualche contraccolpo violento.

La speculazione è stata finora smorzata sul nascere dallo stesso imprenditore, che ha sempre ribadito come la sua partecipazione nel più grande assicuratore italiano fosse strategica, allontanando quindi qualsiasi ipotesi di vendita. Tuttavia, nei mercati non vi è mai certezza di nulla, ancor più che i dissapori nell’azienda sono diventati ancora più intensi.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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