Gli Npl ora girano sulla Blockchain: via alla prima cartolarizzazione in Italia

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Il mercato italiano delle cartolarizzazioni compie un passo verso la digitalizzazione. Sorec, operatore specializzato nell’acquisto e nella gestione di crediti deteriorati di natura bancaria, finanziaria e assicurativa, ha annunciato la prima operazione italiana di cartolarizzazione di Non Performing Loan con emissione di Asset Backed Securities (Abs) nativi digitali su blockchain. L’iniziativa introduce un modello operativo che trasferisce sulla tecnologia DLT la gestione dell’intero ciclo di vita dei titoli, mantenendo invariata la struttura finanziaria dell’operazione ma innovando profondamente le modalità di emissione, registrazione e circolazione degli strumenti.

L’operazione è stata promossa, ideata e strutturata da RE Chain, che ha coordinato lo sviluppo del progetto. Sorec ha operato come Special Servicer, affiancata da 130 Servicing nel ruolo di Master Servicer e calculation agent. Weltix ha assunto la funzione di responsabile del registro per la circolazione digitale autorizzato e vigilato da Consob, mentre BlockInvest ha fornito la piattaforma tecnologica su cui è stata realizzata l’intera infrastruttura. Advisor legale dell’operazione è stato lo studio Simons & Simons.

 

In questo articolo: 

 

  • Come funziona la cartolarizzazione digitale e perché la Blockchain cambia il processo
  • Il vantaggio per investitori e operatori del mercato Npl
  • Le prospettive della finanza strutturata digitale

 

Come funziona la cartolarizzazione digitale degli Npl su Blockchain 

La struttura economico-finanziaria della cartolarizzazione resta quella prevista dalla normativa italiana. Un portafoglio di crediti deteriorati viene ceduto a una società veicolo, che finanzia l’acquisizione emettendo titoli Abs destinati agli investitori. I rimborsi delle obbligazioni derivano dai flussi generati dal recupero dei crediti presenti nel portafoglio.

L’innovazione riguarda invece la gestione dei titoli. Le note Abs non vengono più registrate attraverso i tradizionali sistemi di deposito e amministrazione, ma sono emesse direttamente in forma digitale su blockchain. La tecnologia distribuita diventa così il registro ufficiale della proprietà, dei trasferimenti e degli aggiornamenti relativi ai titoli. Questo consente di superare un modello nel quale le informazioni risultano distribuite tra più soggetti e richiedono continue riconciliazioni. La blockchain crea infatti un’infrastruttura condivisa nella quale tutte le operazioni vengono registrate in modo permanente, verificabile e consultabile dagli operatori autorizzati.

Dal punto di vista operativo, il nuovo modello promette una riduzione dei costi amministrativi, un minor numero di intermediari coinvolti e tempi più rapidi nelle fasi di emissione e settlement. La disponibilità di dati aggiornati in tempo reale migliora inoltre la trasparenza del processo e permette agli investitori di monitorare più facilmente l’andamento del portafoglio, i flussi di cassa e lo stato delle note emesse.

L’operazione ha previsto la costituzione di un comparto dedicato all’interno del veicolo Dolomiti SPV, con l’emissione di un’unica classe di note per un importo massimo di 23 milioni di euro. Il portafoglio sottostante comprende 134.167 crediti deteriorati, per un Gross Book Value complessivo di oltre 965 milioni di euro.

 

I vantaggi per investitori e operatori del mercato Npl

Nelle cartolarizzazioni di Npl, l’adozione della Blockchain introduce una serie di benefici che vanno oltre la semplice digitalizzazione documentale. La disponibilità di un unico registro condiviso riduce le attività manuali, limita il rischio di errori e semplifica la gestione amministrativa lungo tutto il ciclo di vita dell’operazione. Per investitori e stakeholder significa poter accedere con maggiore tempestività alle informazioni sulle performance dei crediti sottostanti, sui flussi finanziari e sulla situazione delle note, migliorando il controllo del rischio soprattutto in un mercato complesso come quello dei portafogli NPL e UTP.

La standardizzazione dei processi rappresenta un ulteriore elemento di interesse. Il modello, una volta validato, potrà essere replicato anche su portafogli con caratteristiche differenti, favorendo una progressiva diffusione della tecnologia blockchain nella finanza strutturata.
Massimiliano Ingrosso, fondatore e amministratore delegato di Sorec, sottolinea il valore strategico dell’iniziativa: “Questa operazione rappresenta un’evoluzione significativa nel mercato delle cartolarizzazioni di Npl grazie all’integrazione nativa della tecnologia blockchain, che consente non solo di rendere più efficiente l’intero processo, ma anche di ampliare la base di investitori raggiungibili attraverso il frazionamento delle note e il miglioramento della loro liquidità, garantendo al contempo maggiore trasparenza, sicurezza e una più efficace gestione dei processi di compliance. L’innovazione è un elemento centrale del nostro approccio strategico”.
Raffaele Faragò, amministratore delegato di 130 Servicing, evidenzia come “questa prima emissione di ABS nativi su blockchain dimostra come innovazione tecnologica e piena conformità alla Legge 130/99 possano integrarsi, aprendo nuove prospettive per il mercato delle cartolarizzazioni”

.

Le prospettive della finanza strutturata digitale

Secondo l’analisi di Massimo Calogiuri, a.d. e fondatore di RE Chain, l’elemento distintivo dell’operazione risiede proprio nell’infrastruttura tecnologica adottata. La cartolarizzazione mantiene infatti la propria architettura tradizionale, mentre viene completamente ripensata la modalità con cui i titoli vengono creati, registrati e trasferiti. L’eliminazione di numerosi passaggi amministrativi consente di ridurre tempi operativi e costi, migliorando contemporaneamente qualità delle informazioni e controllo dei processi. L’esistenza di un’unica infrastruttura condivisa rende inoltre più semplice il monitoraggio delle operazioni da parte degli investitori autorizzati e favorisce una gestione più efficiente dell’intero ciclo di vita delle ABS.

Secondo Calogiuri, questo modello rappresenta un precedente destinato ad avere effetti anche oltre il mercato degli Npl. La possibilità di replicare la stessa architettura su operazioni differenti apre infatti prospettive di sviluppo per numerosi comparti della finanza strutturata, favorendo una progressiva standardizzazione delle procedure e un ampliamento dell’accessibilità a strumenti oggi caratterizzati da elevata complessità operativa.

L’esperienza maturata nella progettazione e nell’implementazione dell’operazione consente inoltre ai soggetti coinvolti di sviluppare competenze specialistiche difficilmente replicabili. Sorec, RE Chain e i partner tecnologici si candidano così a svolgere un ruolo di riferimento nello sviluppo di nuove operazioni basate su infrastrutture digitali, contribuendo alla definizione di nuovi standard operativi per il mercato italiano delle cartolarizzazioni.

Anche Antonio Chiarello, fondatore e amministratore delegato di Weltix, evidenzia il valore sistemico dell’iniziativa: “Il nostro obiettivo è mettere a disposizione del sistema un’infrastruttura regolamentata che possa supportare tutti gli operatori della filiera nell’evoluzione dei modelli di gestione dei private asset”. Dello stesso avviso Lorenzo Rigatti, fondatore e a.d. di BlockInvest: “La cartolarizzazione di crediti NPL dimostra che la nostra tecnologia è in grado di gestire anche le strutture più complesse. Siamo particolarmente orgogliosi di supportare un’operazione che apre una nuova strada per il mercato”. La prima operazione italiana di Npl Blockchain rappresenta così un banco di prova per l’evoluzione delle cartolarizzazioni digitali. Se il modello dimostrerà la propria efficacia anche nelle future emissioni, la blockchain potrà diventare uno degli strumenti destinati a trasformare l’infrastruttura del mercato dei crediti deteriorati e, più in generale, della finanza strutturata.

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Redazione

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