GOVERNO ALLA PROVA CDM, SPREAD DI NUOVO SU - Borsa e Finanza

GOVERNO ALLA PROVA CDM, SPREAD DI NUOVO SU

Un weekend agitato e un lunedì che potrebbe presagire anche venti di tempesta. Stasera è fissato l’ultimo Consiglio dei Ministri prima delle elezioni, quelle che Lega e in generale l’estrema destra europea puntano a vincere per iniziare a “cambiare l’Ue una norma dopo l’altra”. Ma il Carroccio deve anche guardare all’Italia e al governo, al cui interno la tensione non sembra allentarsi. Anzi. Le dichiarazioni (e gli eventi) del fine settimana hanno raggiunto l’apice dello scontro proprio ieri sera, quando Matteo Salvini ha scoperto in diretta a “Non è l’Arena” su La 7 lo sbarco a Lampedusa dell’imbarcazione Sea Watch, con a bordo decine di migranti, per ordine della magistratura: “Qualcuno l’ordine deve averlo dato, e dovrà risponderne” ha attaccato il vicepremier. “Non accetto che il ministro dell’Interno dica che se stanno sbarcando dalla Sea Watch è perché i ministri 5 Stelle hanno aperto i porti” è stata la replica del ministro del Lavoro Luigi Di Maio, evidentemente sentitosi chiamato in causa, forse anche un po’ piccato per la dichiarazione rilasciata da Salvini nel pomeriggio, quando aveva detto: “Di Maio dice le stesse cose di Renzi“.

CDM AD ALTA TENSIONE
Con l’attacco rivolto a Giuseppe Conte lanciato dal numero 2 della Lega,  Giancarlo Giorgetti, sul quotidiano La Stampa: “Premier di parte, il M5s ci fa opposizione” e la risposta del Primo Ministro di questa mattina: “Grave mettere in dubbio la mia imparzialità” rieccoci tornati al Consiglio dei Ministri, che Conte stesso ha programmato per le 20.30 dopo mille ipotesi su un possibile rinvio. Un CdM, evidentemente, che si preannuncia infuocato. Da una parte il Carroccio punta forte sul decreto sicurezza, che prevede, tra i vari punti, multe salate alle navi che trasportano migranti. Dall’altra, il M5S mette sul tavolo innanzitutto il decreto famiglia, a cui però la Lega vuole apporre delle modifiche.

“SPREAD? A ME INTERESSA IL LAVORO”
In questo contesto di incertezza, in quella che è la settimana che precede le elezioni europee, e con la Commissione pronta a mettere sotto processo i conti dell’Italia subito dopo il voto, lo spread è tornato a crescere, toccando nuovamente i 280 punti base. Il governo, nella fattispecie Salvini, ha già dichiarato di non essere interessato al differenziale di rendimento tra Btp e Bund, lo stesso che nel 2011 portò alle dimissioni di Silvio Berlusconi e all’esecutivo tecnico con Mario Monti: “A me interessa parlare di lavoro e di economia reale” lo ha ribadito più volte, il vicepremier. Ma lo spread, non va dimenticato, non è altro che il tasso di interesse che un paese paga quando si indebita. E in questo momento, dopo la Grecia, nessuno paga più dell’Italia. Soldi che, con uno spread più basso, il governo potrebbe utilizzare proprio nell’ambito di un’economia reale: come la sanità, le scuole, o gli aumenti degli stipendi.

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