Spread

In queste pagine di Borsa&Finanza trovi maggiori informazioni sullo spread, sul suo andamento e su come influenza alcune scelte economiche in campo italiano e internazionale. Letteralmente “spread” significa “divario” e in genere si usa per indicare la differenza tra due valori. In economia si ricorre a questo termine per indicare il differenziale a tra i tassi d’interesse offerti sui propri titoli di Stato da due Paesi, o anche il divario esistente tra il tasso di interesse offerto sulle obbligazioni con scadenza nel breve e quelle con scadenza nel lungo termine. Negli ultimi anni, a partire dalla “crisi del debito” del 2011/2012, il differenziale più famoso è osservato è quello tra i Buoni del Tesoro (BTP) italiani con scadenza a 10 anni e i corrispondenti titoli di Stato tedeschi (i Bund). Questi ultimi vengono presi come termine di paragone in quanto, all’interno dell’Unione Europea, la Germania è considerata il Paese più stabile e con il minore grado di rischio. Ed è proprio lo spread che indica la differente rischiosità dell’uno o dell’altro Paese e il suo stato di salute: se il tasso di interesse offerto è alto, infatti, è probabile che i titoli di Stato corrispondenti siano meno sicuri (e viceversa). Il valore dello spread è una determinazione del mercato e di chi vi investe, che richiede minore o maggiore compensazione, in termini di rendimento, se il rischio è maggiore. Più nel dettaglio, il calcolo dello spread viene fatto seguendo la formula (Tasso di interesse percentuale italiano – tasso di interesse percentuale tedesco) * 100.

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