GOVERNO CONTRO MITTAL, CHI VINCERÀ LA GUERRA GIUDIZIARIA? - Borsa e Finanza

GOVERNO CONTRO MITTAL, CHI VINCERÀ LA GUERRA GIUDIZIARIA?

Da una parte Governo (attraverso i commissari), sindacati confederali e Confindustria che vogliono tenere in vita lo stabilimento, dall’altra una parte della città di Taranto e ArcelorMittal che vogliono chiuderlo, in mezzo la Procura di Milano che vuole vederci più chiaro.

La battaglia sull’acciaio non è solo politica e industriale ma anche giudiziaria e cosi “volano” le carte bollate.

Commissari incaricati dal Governo contro ArcelorMittal per scongiurare la chiusura degli impianti a partire dalla prima decade di dicembre. Mittal che chiede al Tribunale di Milano di convalidare la rescissione dal contratto e infine la Procura di Milano che vuole capire se dietro questi significativi risvolti negativi occupazionali e industriali ci sia qualche reato. Tutto questo il contenzioso in atto.

Ecco le mosse e i tempi. 

1 Venerdì 15 novembre alle 13,00 i Commissari incaricati della Gestione Straordinaria (lo Stato) ricorrono al Tribunale di Milano per fermare lo spegnimento degli altiforni e delle acciaierie deciso da ArcelorMittal a partire da dicembre.

“Se si spengono gli impianti”, dicono i Commissari, “ci sarà un danno irreversibile all’azienda, decretandone uscita dal mercato e quindi conseguenze sul piano occupazionale e su quello di risanamento ambientale previsto dal contratto”.

Martedì 10 dicembre la prima a fermarsi sarà l’Acciaieria 1 e l’Alforno 2, poi il resto fino al 15 gennaio.

Sul tema dovrebbe pronunciarsi Il Tribunale di Milano entro il 30 novembre.

2. Il 5 novembre ArcelorMittal ha chiesto al Tribunale di Milano di convalidare il recesso dal contratto di affitto del ramo d’azienda.

Sono cambiate in modo significativo le condizioni previste nel contratto, ha spiegato l’Azienda Siderurgica, è stato eliminato lo scudo penale, condizione essenziale per l’intesa. Se proseguiamo siamo dei criminali, hanno spiegato e in seconda battuta le nuove condizioni determinerebbero la chiusura degli impianti per anni, permangono poi numerose incertezze giuridiche tali da rendere impossibile l’attuazione del piano industriale.

Si pronuncia il foro di Milano convocato in prima udienza il 6 maggio 2020.

ArcelorMittal consegnerà, comunque, le chiavi dell’impianto ai Commissari martedì 3 dicembre 2019.

3. La Procura della Repubblica di Milano ha aperto un fascicolo di inchiesta per capire se sono stati commessi o potrebbero essere commessi reati.

Ci sarebbe un presunto danneggiamento di interessi pubblici preminenti: il mantenimento dei livelli occupazionali, la salvaguardia delle necessità economiche produttive del paese, l’avanzamento del piano di risanamento ambientale.

L’apertura del fascicolo e l’intervento avviene in forza dell’articolo 70 del Codice di Procedura Civile: “il Pm può intervenire in ogni causa in cui ravvisa un interesse pubblico”.

E’ la Guardia di Finanza incaricata di eseguire le indagini e l’acquisizione delle informazioni.

Il Pm si è di fatto insinuato nella causa chiesta ArcelorMittal per convalidare al Tribunale di Milano il recesso dal contratto.

L’iniziativa della procura non si esaurisce qui, è stato inoltre aperto un Modello 45 (senza indagati e ipotesi di reato), un ulteriore strumento di acquisizioni di infoermazioni per i pm.

 

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