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Grano: il raccolto USA promette bene ma domanda è in calo

Grano: condizioni di raccolto migliori degli ultimi 4 anni in USA, ma domanda in calo

La domanda di grano negli Stati Uniti sta diminuendo in maniera preoccupante, soprattutto se si considera che le condizioni del raccolto sono state le migliori degli ultimi quattro anni. Secondo i dati rilasciati dalla società di consumer intelligence NIQ, le richieste per i prodotti a base di grano hanno subito una brusca contrazione. Nel mese di febbraio le vendite di biscotti e cracker sono scese del 3,4% su base annua, mentre quelle di pane hanno subito un calo del 2%.

La situazione attuale sta invertendo quella che si è vista negli ultimi anni. Durante la pandemia la domanda di grano era arrivata alle stelle, a causa del ricorso forsennato alle scorte da parte dei consumatori di prodotti a base della materia prima in concomitanza con la chiusura di ristoranti e negozi. Nel 2022, per effetto della guerra Russia-Ucraina e quindi del rallentamento dell’offerta globale, i produttori alimentari hanno invece mantenuto scorte più elevate per evitare l’impennata dei costi del grano. Lo scorso anno, infine, la siccità ha portato il tasso di raccolto al livello più basso di oltre 100 anni negli USA, al punto che alcuni produttori sono stati costretti a rivolgersi a importazioni dalla Polonia e dalla Francia.

Adesso, con la domanda in diminuzione, le condizioni di mercato si sono rovesciate . Alcuni produttori stanno vendendo confezioni di prodotto più ridotte. “Se sono un fornaio, preferisco vendere meno che non vendere affatto” ha affermato JP Frossard, analista di alimenti di consumo presso l’istituto di credito agricolo Rabobank.

 

Grano: perché sta crollando la domanda

Il crollo della domanda può essere spiegato da almeno due fattori. Il primo riguarda l’inflazione. Negli Stati Uniti il carovita è sceso sensibilmente rispetto ai picchi del 2022, tuttavia si mantiene ancora a un livello in grado di condizionare gli acquisti delle famiglie. I prodotti a base di grano sono un bene di prima necessità ma, con i prezzi in aumento, le persone più in difficoltà economicamente tendono a sprecare meno cibo.

Il secondo fattore si riferisce ai farmaci per la perdita di peso come Ozempic del colosso farmaceutico danese Novo Nordisk e Zepbound della big pharma americana Eli Lilly. Questi farmaci intervengono per contrastare l’appetito per alcuni alimenti responsabili dell’aumento di peso come i farinacei. Di conseguenza il consumo di tali alimenti sta diminuendo in un numero sempre crescente di persone che vivono una condizione di obesità. Secondo un rapporto di Morgan Stanley, dall’inizio dell’anno la spesa alimentare delle famiglie che usano i prodotti anti-obesità è scesa fino al 9%. Il problema, poi, è particolarmente rilevante negli Stati Uniti, dove il tasso di obesità ha raggiunto livelli molto elevati e comunque più alti rispetto a quello degli altri Paesi.

 

Cosa succede adesso

Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti prevede che la quantità di grano utilizzata nel cibo quest’anno sarà al livello più basso degli ultimi cinque anni. Questo significa che i coltivatori americani dovranno trovare delle contromisure per far fronte a una domanda in discesa. Una delle soluzioni potrebbe essere quella di trovare acquirenti all’estero, il che sarà un’impresa tutt’altro che agevole dal momento che le forniture di nazioni come la Russia risultano a oggi più economiche. Come conseguenza gli agricoltori dovranno abbassare il prezzo del grano e ridurre i margini.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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