Grayscale Bitcoin Trust: solo la SEC può frenare il calo dei prezzi
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Grayscale Bitcoin Trust: solo la SEC può frenare il calo dei prezzi

Grayscale Bitcoin Trust: solo la SEC può frenare il calo dei prezzi

Il Grayscale Bitcoin Trust potrebbe essere un affare in teoria per gli investitori di criptovalute, perché in questo momento sembra veramente economico. Il più grande fondo Bitcoin del mondo è scambiato con uno sconto del 27% rispetto al suo valore patrimoniale netto. Il problema è che la sottoperformance del fondo è tale da febbraio 2021, avendo perso quest’ultimo da allora circa il 40%, contro una discesa di circa il 15% del prezzo della criptovaluta che possiede. In questo ha inciso anche un rapporto commissionale del 2%, mentre se si detiene direttamente il token non si deve sostenere alcuna spesa.

Quando si verificano situazioni di questo tipo, in cui cioè vi è una certa discrepanza tra il valore di mercato di un fondo e il suo Net Asset Value, gli hedge fund fanno operazioni di arbitraggio. In sostanza, questi acquistano quote del fondo e poi esercitano pressione sullo sponsor affinché riacquisti le azioni al NAV. Digital Currency Group, che veste il ruolo di sponsor del fondo nel Grayscale Bitcoin Trust, in realtà ha acquisito quote per 698 milioni di dollari, ma il divario tra prezzo di mercato e NAV è rimasto inalterato.

 

Grayscale Bitcoin Trust: la SEC unica salvezza?

Quale può essere a questo punto la soluzione? Una strada in teoria sarebbe quella di convertire il fondo in ETF, essendo che questo viene negoziato in Borsa. Cosa che del resto la società ha cercato per 6 anni di fare. Il problema è che ogni tentativo si è schiantato contro un muro d’acciaio rappresentato dalla Securities and Exchange Commission.

L’Autorithy statunitense non ammette ETF sul prezzo spot del Bitcoin, ma al più sul future, come ha dimostrato nelle approvazioni dei prodotti sinora scambiati sul mercato, Strategy ProShares Bitcoin e Strategy Bitcoin VanEck. L’Amministratore Delegato di Grayscale, Michael Sonnenshein, ha accusato la SEC di fare un gioco sleale, costringendo gli investitori a scegliere un ETF basato sui futures perché è l’unico prodotto sul mercato. In realtà sono state non poche le pressioni affinché la massima Autorità di Borsa acconsentisse all’arrivo di un prodotto spot, anche per non dover sopportare il rolling che spesso con il contango fa diminuire le performance di chi detiene un future.

La SEC però non si schioda dalla sua posizione e in questi ultimi mesi ha in serie respinto le proposte di Fidelity, Valkyrie e VanEck. Il suo Presidente Gary Gensler ha più volte sollecitato il Congresso a formulare una regolamentazione delle criptovalute per evitare speculazioni selvagge, oltre a fenomeni di truffe, raggiri e riciclaggio. E il mercato spot di Bitcoin si presterebbe, secondo Gensler, a frodi e manipolazioni dei prezzi perché scambiato in un mercato non supervisionato e decentralizzato. Viceversa, i futures sul bitcoin sono negoziati al Chicago Mercantile Exchange e sono monitorati dalla Commodities Futures Trading Commission.

A questo si aggiunge il fatto che le Borse USA che mirano a quotare ETF Bitcoin spot non avrebbero soddisfatto quanto richiesto dalla SEC, ossia di condividere la sorveglianza con i mercati sottostanti, oppure avrebbero avanzato un argomento poco convincente per l’approvazione. Le ragioni dell’Autorità USA sono quindi molto chiare, ma Sonnenshein è convinto che alla fine l’organo di vigilanza cederà. Grayscale nel frattempo sta esercitando una grande pressing attraverso una campagna dove vi è la partecipazione degli investitori che inviano lettere di commento e soprattutto di protesta per essere costretti a un’unica scelta, quella del future.

Come andrà a finire tutta la vicenda è incerto. Lo è di meno l’allargamento dello spread tra NAV e il valore di mercato del Grayscale Bitcoin Trust con l’erosione della domanda, se presto non arriva un salvataggio da Washington.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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