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Gucci si ferma e Kering inciampa: titolo verso nuovi minimi?

Gucci si ferma e Kering inciampa: titolo verso nuovi minimi?

È una seduta all’insegna delle vendite quella odierna per il settore luxury, che paga i risultati del primo trimestre arrivati da Kering. Nonostante siano sopra le attese degli analisti, questi ultimi vedono il rallentamento del marchio Gucci a causa dei lockdown presenti in Cina.

Nello specifico, le vendite di Kering nel primo trimestre del nuovo anno sono state pari a 4,96 miliardi di euro, rispetto ai 3,9 miliardi di euro registrati nello stesso periodo del 2020, sopra le attese degli analisti che le vedevano a 4,11 miliardi di euro. Su questi numeri è stato l’impatto limitato di Gucci, che ha visto un aumento di solo il 13% rispetto ad attese poste a +18%. Per quanto riguarda l’outlook, l’andamento di aprile sia negli Stati Uniti che in Europa è ampiamente in linea con il primo trimestre, nonostante un contesto generale meno favorevole. Rimane incerta la situazione in Cina, anche se i fondamentali del mercato del lusso nel Paese asiatico rimangano intatti.

Per quanto riguarda gli altri marchi del gruppo, performance importanti e in doppia cifra sono arrivate da Saint Laurent, Balenciaga e Kering Eyewear.

Andiamo ora a vedere come queste notizie stanno impattando sulle quotazioni odierne.

Azioni Kering: analisi tecnica e strategie operative

La delusione arrivata da Gucci impatta sulla performance odierna del titolo Kering, che a Parigi perde oltre il 3.5% con le quotazioni che scambiano in area 533 euro. Il movimento odierno va a confermare il trend ribassista in atto, innescatosi dai top di periodo toccati nell’estate del 2021 in area 735-740 euro.

Nel breve importante sarà la tenuta dei supporti situati sui 510 dollari, per evitare che questa fase correttiva possa spingere i prezzi in direzione dei 500 dollari sotto i quali si aprirebbero le porte per ulteriori vendite in direzione dei minimi del giugno 2020, in area 470 dollari.

Al contrario, un primo segnale di forza arriverebbe con il break delle prime resistenze situate sui 605 dollari con primissimi target sui 635-640 dollari e a seguire 675-680 dollari. Sarà solo con l’eventuale superamento di questi livelli che il titolo vedrebbe rafforzarsi la sua struttura grafica di fondo con ulteriori allunghi in direzione dei 740 dollari.

 

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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