Le azioni Hermès sono in calo nelle contrattazioni della mattinata alla Borsa di Parigi, dopo che il colosso del lusso francese ha riportato vendite trimestrali al di sotto delle aspettative. Nei primi tre mesi del 2025, i ricavi hanno subito il rallentamento della domanda cinese, a dimostrazione del fatto che anche i player del settore di fascia alta non sono stati al riparo dal crollo generale dell’industria. Tutto ciò mentre le prospettive sono diventate più cupe a causa dei dazi imposti dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Le tariffe colpiscono l’Unione europea con un’aliquota del 10%, che diventerà del 20% se durante la sospensione di 90 giorni stabilita dall’inquilino della Casa Bianca non si arriverà all’esito positivo di un accordo.
“In un contesto geopolitico ed economico complesso, la maison del lusso rafforza più che mai i suoi fondamentali: qualità senza compromessi, creatività al centro di ogni sviluppo e integrazione verticale, garanzia di un savoir-faire unico”, ha detto Axel Dumas, presidente esecutivo di Hermès. “Nonostante un’elevata base di confronto nel primo trimestre, il gruppo ha ottenuto una solida crescita del fatturato, grazie alla fiducia dei suoi clienti e all’impegno dei team, che ringrazio calorosamente”.
Hermès: come sono andate le vendite del primo trimestre
Nei primi tre mesi del 2025, Hermès ha registrato vendite per 4,13 miliardi di euro, in crescita dell’8,5% (7,2% a valute costanti) rispetto ai 3,81 miliardi di euro riportati nello stesso periodo del 2024. Gli analisti però si aspettavano un incremento del 9,8% su base annua, secondo una stima di consenso di VisibleAlpha. La crescita in Europa e nelle Americhe è stata di oltre 13 punti percentuali. Il problema si è manifestato in Asia, dove il volume di affari è aumentato appena del 5,1%. Qui ha influito la scarsa performance in Cina. Ciò può essere spiegato con il minor traffico nei negozi in mezzo a una flessione del mercato immobiliare e con una base di confronto più elevata rispetto a un anno fa.
Scendendo nel dettaglio delle aree di business, le vendite sono state così ripartite:
- Leather Goods and Saddlery – 1,81 miliardi di euro (+11,4% a/a);
- Ready-to-wear and Accessories – 1,149 miliardi di euro (+8,3% a/a);
- Silk and Textiles – 0,26 miliardi di euro (+ 5,6% a/a);
- Other Hermès sectors – 0,54 miliardi di euro (+7,6% a/a);
- Perfume and Beauty – 0,13 miliardi di euro (-0,1% a/a);
- Watches – 0,15 miliardi di euro (-9%);
- Other products – 0,09 miliardi di euro (+17,5% a/a).
L’outlook della società
Il gruppo Hermés conferma un ambizioso obiettivo di crescita dei ricavi in un contesto economico e geopolitico più incerto. La società si è detta fiduciosa nel raggiungimento degli obiettivi, grazie al “modello artigianale fortemente integrato, alla rete distributiva equilibrata, alla creatività delle collezioni e alla fidelizzazione dei clienti”. Con il suo modello di business unico, Hermès “persegue la sua strategia di sviluppo a lungo termine basata sulla creatività, mantenendo il controllo sul know-how e una comunicazione unica”, si legge nel comunicato.
Inoltre, il direttore finanziario Eric du Halgouet ha affermato in una telefonata con i giornalisti che a partire dal 1° maggio, Hermès aumenterà i prezzi negli Stati Uniti per “compensare completamente l’impatto delle nuove tariffe su tutte le categorie di prodotti”. Tuttavia, ha precisato che “le decisioni finali sui prezzi sono ancora in fase di definizione, mentre la società non ha notato un cambiamento percettibile nelle tendenze della domanda statunitense ad aprile”.









