IBM: ecco WatsonX, la nuova piattaforma di intelligenza artificiale - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

IBM: ecco WatsonX, la nuova piattaforma di intelligenza artificiale

IBM: ecco WatsonX, la nuova piattaforma di intelligenza artificiale

IBM cavalca l’onda dell’intelligenza artificiale e lancia una nuova piattaforma chiamata WatsonX. L’obiettivo è quello di aiutare le aziende a esercitare il proprio business integrandolo con l’IA. La tecnologia arriva dopo oltre 10 anni dal software Watson, che IBM all’epoca disse che avrebbe potuto imparare ed elaborare il linguaggio umano. Tuttavia, il costo altissimo allora costituiva un ostacolo insormontabile. Adesso i tempi sono cambiati e la spesa più contenuta per implementare i modelli di intelligenza artificiale rendono qualsiasi prodotto del genere molto più fattibile.

“Quando qualcosa diventa 100 volte più economico, crea davvero un’attrazione molto, molto diversa. La prima barriera per creare il modello è alta, ma una volta fatto, adattare quel modello per cento o mille compiti diversi è molto facile e può essere fatto da un non esperto”, ha dichiarato l’amministratore delegato di IBM, Arvind Krishna. Tuttavia, l’azienda non ha rivelato quanto sarà costoso WatsonX, ma solo che il prodotto sarà disponibile nel terzo trimestre 2023 e i clienti e collaboratori finora includono NASA, Wix e PyTorch.

 

IBM: ecco come funzionerà WatsonX

Dal successo riscontrato dal chatbot ChatGPT, le più grandi aziende tecnologiche a livello mondiale hanno scatenato una concorrenza selvaggia per dividersi quote di mercato nel settore dell’intelligenza artificiale. E anche IBM non ha voluto mancare all’appuntamento. L’azienda con sede a New York ha affermato che WatsonX permetterà alle aziende di generare automaticamente codici utilizzando il linguaggio naturale e sfruttando i modelli linguistici di grandi dimensioni che sono stati creati per tutta una serie di finalità che vanno dallo sviluppo di sostanze chimiche alla modellazione dei cambiamenti climatici. “Permettiamo a un’azienda di utilizzare il proprio codice per adattare il modello a come vogliono eseguire i loro playbook e il loro codice”, ha detto Krishna. “Quindi possono distribuirlo da soli senza alcun pericolo che il loro codice perda”.

In merito a quali aree i nuovi strumenti di intelligenza artificiale saranno maggiormente utilizzati, il top manager di IBM si aspetta un forte impiego nell’assistenza clienti, nell’approvvigionamento, nella sicurezza informatica e nelle operazioni IT. “Vediamo che questo facilmente prende dal 30 al 50% del volume di compiti ed è in grado di svolgerli con una competenza pari o migliore di quanto possano fare anche le persone”, ha detto Krishna. “Vediamo che questo lotto verrà abbracciato subito a partire da quest’anno e raggiungerà la piena realizzazione nei prossimi tre-cinque anni”.

Sulla problematica dell’occupazione, sollevata da alcuni critici che temono che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale possa sterminare posti di lavoro, Krishna ha affermato che in effetti nei prossimi anni alcuni lavori potrebbero essere smantellati in IBM. Soprattutto per quanto riguarda il back-office, in quanto gli strumenti IA tenderanno a sostituire i processi più ripetitivi. Tuttavia, ha aggiunto che “ciò non vuol dire una diminuzione dell’occupazione totale”, poiché “dà la possibilità di investire molto di più in attività che creano valore”. Il CEO ha aggiunto che l’azienda ha assunto molte più persone di quelle che sono state lasciate andare. Il motivo è che le assunzioni arrivano in aree in cui c’è molta più domanda da parte dei clienti.

AUTORE

Picture of Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *